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Inviato 03 novembre 2018 - 10:51

RITROVAMENTI FUNGINI IN AMBIENTI ANTROPIZZATI DELLA VENEZIA GIULIA

II PARTE

 

di Paolo Picciola* e Marino Zugna**

 

(*) Paolo Picciola – Strada di Fiume, 52 - 34137 Trieste (TS) paolo.picciola2@gmail.com

(**) Marino Zugna - Località Rio Storto, 7 - 34015 Muggia (TS) marinozugna@gmail.com

 

Introduzione

In questo secondo contributo gli autori descrivono, commentano e documentano con immagini dei basidiomi in habitat e dei caratteri microscopici essenziali, ulteriori undici specie fungine rinvenute negli ambienti urbani della Venezia Giulia. Sono presentati sia taxa considerati comuni e tipici degli ambienti antropizzati, facilmente riconoscibili con l’osservazione dei soli caratteri macroscopici, sia taxa rari o poco comuni per il cui riconoscimento è necessario ricorrere a uno studio completo dei caratteri microscopici.

La maggior parte delle raccolte presentate sono state effettuate nella zona sud-est della città di Trieste, nei quartieri di Ponziana e Campi Elisi e nel comune di Muggia.

 

Materiali e metodi

La descrizione dei caratteri macroscopici è stata ricavata analizzando i basidiomi freschi fotografati in habitat mediante fotocamere digitali Nikon D90 (P.P.) e Canon EOS 5D Mark II (M.Z.).

Lo studio dei caratteri microscopici è stato eseguito sia sul fresco sia su materiale d’erbario, in quest’ultimo caso reidratato in acqua distillata o una soluzione acquosa d’idrossido di potassio 5%, e, ove necessario, colorato con rosso Congo ammoniacale 2% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari.

Le foto concernenti la microscopia sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex Canon EOS 50D.

Le misurazioni microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre (http://mycolim.free.fr).

Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche si fa riferimento a Vellinga (1988).

Per quanto concerne la nomenclatura delle specie presentate si è fatto riferimento alle indicazioni contenute nei siti http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org. Gli exsiccata sono depositati nell'erbario del gruppo micologico A.M.B. di Muggia e del Carso.

 

Specie fungine rappresentate

Vengono descritte e commentate le seguenti 11 specie fungine:

 

1.  Pholiotina dasypus

2. Conocybe macrocephala 
3. Coprinopsis marcescibilis

4. Parasola conopilus

5. Parasola auricoma

6. Panaeolus cinctulus

7. Stropharia coronilla

8. Volvopluteus gloiocephalus

9. Callistosporium olivascens

10. Cyclocybe cylindracea

11.  Lepiota subincarnata

 

 

 

  1. Pholiotina dasypus
  2. (Romagn.) P.-A. Moreau, Fungal Diversity 20: 135 (2005)

 

Basionimo: Naucoria dasypus Romagn., Bulletin de la Société Mycologique de France 53: 121 (1937)

Sinonimi: Alnicola dasypus (Romagn.) Romagn., Bulletin de la Société Mycologique de France 58 

(4): 126 (1942). Hebeloma dasypus (Romagn.) Singer, Lilloa 22: 538 (1951).  Conocybe subnuda Kühner, Encyclopédie Mycologique 7: 140 (1935). Conocybe utriformis P.D. Orton, Transactions of the British Mycological Society 43 (2):196 (1960). Conocybe subverrucispora Veselský & Watling, Ceská Mykologie 26 (4): 201 (1972).

Conocybe subnuda Kühner ex Kühner & Watling, Notes from the Royal Botanical Garden Edinburgh 40 (3): 553 (1983).

Pileo 15-37 mm, sottile, fragile, all’inizio conico-campanulato, poi convesso, con o senza un largo umbone ottuso negli esemplari maturi, margine involuto, infine reflesso, lungamente striato per trasparenza fino alla zona discale, superficie liscia, igrofana, a tempo umido subviscida, traslucida, di un bel colore aranciato lucente, ocra-aranciato, pallidescente per disidratazione a partire dal margine, infine interamente biancastra con tenui sfumature ocracee negli esemplari maturi e ben disidratati; resti velari presenti soltanto nei giovani esemplari sotto forma di minute fioccosità biancastre facilmente detersili.

Lamelle arrotondato-annesse, dapprima moderatamente fitte, poi un po’ più spaziate, ventricose, larghe fino a 4-5 mm, intercalate da 3-4 lamellule, dapprima bianche, poi bianco-grigiastre, infine ocracee, filo finemente crenulato, biancastro.

Stipite 35-60 x 2-5 mm, cilindrico, leggermente allargato alla base, slanciato, fistoloso, superficie inizialmente bianca e ricoperta da una fine pruina concolore, in seguito leggermente ingrigente, fino a bruno-ocracea a partire dalla base per imbibizione.

Carne sottile, fibrosetta nel gambo, biancastra, inodora, sapore mite.

Sporata non ottenuta.
Pore (7,7)8,4-10,1(11,3) x (4,4)4,6 -5,2(5,5) µm, in media 9,3 x 4.9 µm, Q. = (1,5)1,7 - 2,0(2,2), Q.m. = 1.9, Vol.m. = 119,2 µm³, da ellissoidi con profilo adassiale appiattito fino a subamigdaliformi in proiezione laterale, ovoidi in proiezione ventrale, apparentemente lisce, a forti ingrandimenti dimostrano una leggera punteggiatura, poro germinativo largo 0,75-1,20 µm, alle volte poco visibile sottoforma di callus.

Basidi 26,9-38,9 x 7,2- 9,8 µm, in media 30,9 x 8,3 µm, tetrasporici, clavati, non notati basidi bisporici.

Trama imeniale composta da ife inflate, con diametro di 5,5-24,5 µm.

Cheilocistidi (17,4)30,4-39,0(44,8) x (6,6)6,7-10,7(12,0) µm, in media 35,4 x 8,5 µm, cilindrici e flessuosi, alle volte con apice allargato (Opuntia), subfusiformi, clavati e in questo caso molto spesso settati, densamente disposti su tutto il filo lamellare tanto da renderlo sterile.

Pleurocistidi assenti.

Pileipellis di tipo imeniderma, composta da cellule sferopeduncolate, clavate o piriformi, ialine, di dimensioni (33,5)34,3-51,9(56,4) x (10,4)11,4-17,1(17,3) µm, in media 43,2 x 14,0 µm.

Pileocistidi assenti.

Caulopellis tipo cutis, formata da ife di diametro (3,7)4,0-7,6 (11,0) µm, cilindriche, settate, ialine.

Caulocistidi (37,1)40,1-80,3(100,5) x (7,2)7,6-20,0(22,1) µm, in media 62,3 x12,9 µm, simili ai cheilocistidi ma più spesso con apice bifido (Opuntia), bitorzoluti, disposti a ciuffi o sparsi sulla superficie della caulopellis, più fitti nella zona superiore dello stipite, rarefatti verso la base.

Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma.

Reazioni microchimiche negativa con l'ammoniaca (non produce cristalli nella zona imeniale).

 

Materiale studiato ed ambiente della raccolta: F.V.G. Trieste. Località: Trieste città Ponziana. Coordinate geografiche: 45°38'11"N 13°46'48"E. Altezza 19 m s.l.m. Habitat: su un profondo strato di residui legnosi misto a terriccio. Raccolta: 13.4.2018 (n°7474). Leg. Picciola & det. Zugna.

 

Osservazioni

Il ritrovamento di questa graziosa Pholiotina in ambiente fortemente antropizzato ha suscitato in noi una certa sorpresa poiché finora l’abbiamo sempre rinvenuta su residui legnosi in ambienti igrofili, come margini di stagni, boschetti golenali, etc.

Si tratta di una Pholiotina dalle caratteristiche peculiari, caratterizzata dalla presenza di deboli residui velari al margine del cappello (lente!), il gambo inizialmente bianco candido, interamente pruinoso, le colorazioni aranciate della superficie pileica negli esemplari ben idratati.

In seno al suo genere di appartenenza, sul piano microscopico Pholiotina dasypus possiede una caratteristica unica contrassegnata da pore minutamente verrucose (osservazione in olio da immersione!), con presenza di callus porico piuttosto che di un visibile poro germinativo.  

Inoltre, il quadro microscopico si completa per i cheilocistidi perlopiù utriformi fino a clavati. 

Si tratta di una specie alquanto variabile per quanto riguarda le dimensioni dei basidiomi, delle pore, del poro germinativo e dei cheilocistidi.

 

2. Conocybe macrocephala

Kühner & Watling, Notes from the Royal Botanical Garden Edinburgh 38 (2): 335 (1980)

 

Basionimo:  Conocybe tenera f. macrocephala Kühner, Encyclopédie Mycologique 7: 73 (1935)
Sinonimi: Conocybe abruptibulbosa Watling, Notes from the Royal Botanical Garden Edinburgh 38 (2): 345 (1980). Conocybe herinkii Svrcek, Czech Mycology 48 (4): 295 (1996)

 

Pileo 12-17 mm, alto 5-6 mm, conico-ottuso, con largo umbone, sottile, margine involuto, lungamente striato; cuticola glabra, liscia, igrofana, ocra-beige, più scura al centro, pallidescente.

Lamelle strettamente adnate, arrotondate, fitte, ventricose, larghe fino a 2 mm, di colore ocra-giallastro, con il tagliente biancastro, finemente seghettato.

Stipite 26-35 x 1-2 mm, cilindrico, sottile, slanciato, fistoloso, superficie opaca, sericea, striata longitudinalmente su tutta la lunghezza, di colore bianco-grigiastro, ocracea ove contusa e manipolata, ricoperta da una pruina bianca.

Carne esigua, con sfumatura ocracea, inodora e insapora.

Sporata non ottenuta.

Pore (6,5)7,5 -8,4(8,7) x (4,2) 4,5-5,0 (5,2) µm, in media 8.0 x 4.7 µm, Q. = (1,5)1,5-1,7(1,8), Q.m. = 1.68, Vol.m. 92,9 µm3, ellissoidali, lisce, colorate di arancio in KOH, con un poro germinativo.

Basidi 17-24 (27) x 7-9 µm, claviformi, tetrasporici.

Filo lamellare sterile, composto esclusivamente da cistidi.

Cheilocistidi 18,0- 24,0 x 8,0-12,0 µm, in media 20,2 x 10,5 µm, lecitiformi, numerosi, con collo breve, lungo 1-2 µm, capitulo largo (4,2)4,5 - 5,6(6,1) µm, in media 5,3 µm.

Pleurocistidi assenti.

Pileipellis un imeniderma formato da cellule globose, piriformi, di dimensioni (13)15 - 30(40) x (11)12 -18(20) µm.

Pileocistidi lecitiformi, molto rari.

Caulopellis composto da ife cilindriche, parallele, larghe 8-14 µm.

Caulocistidi presenti in abbondanza su tutta la superficie stipitale, riuniti a ciuffi, simili per forma e dimensioni ai cheilocistidi, ma con ventre ancor più largo che raggiunge i 15-16 µm di larghezza, capitulo largo (4,0)4,9 -8,1(10,4) µm, in media largo 7,1 µm.

Giunti a fibbia presenti ma rari.

 

Materiale studiato ed ambiente della raccolta: F.V.G. Trieste. Località: Trieste città viale Campi Elisi. Coordinate geografiche: 45°38'17"N 13°45'56"E. Altezza 14 m s.l.m. Habitat: aiuola alberata a Ostrya carpinifolia e Ulmus minor. Raccolta: 3.5.2017 (n°7105). Leg. Picciola & det. Zugna.

 

Osservazioni

Secondo la sistematica proposta da Hausknecht (2009) Conocybe macrocephala appartiene alla Sezione Conocybe al cui interno sono collocate le specie caratterizzate da caulocistidi lecitiformi disposti su tutto lo stipite, frammisti occasionalmente a rari caulocistidi brevemente clavati nella parte apicale dello stesso e dall’assenza di pseudoparafisi.

In seno a questa Sezione, la specie qui trattata appartiene alla Serie Tenera Hauskn. & Krisai (Hausknecht & Krisai-Greilhuber, 2006; Hausknecht, 2009) che comprende specie con pore mediamente grandi e una reazione positiva all’ammoniaca con la formazione di cristalli aghiformi, in alcune specie tuttavia questa reazione risulta debole o assente.

La raccolta in oggetto è stata riconosciuta come Conocybe macrocephala per il cappello igrofano, un po’ brillante e lungamente striato a tempo umido, fulvo-ocraceo, ocra-beige, il gambo striato-solcato longitudinalmente, di colore bianco persistente e leggermente bulboso alla base.

L’analisi microscopica ha evidenziato una reazione positiva all’ammoniaca piuttosto forte e rapida, delle pore pallide a parete non molto spessa, i cheilocistidi con capitulo largo in media sui 5 µm e una stipitellis costituita esclusivamente da elementi lecitiformi con ventre ancor più largo dei cheilocistidi che raggiunge i 15-16 µm di larghezza e con capitulo largo in media 7 µm e la presenza di pileocistidi molto dispersi. La specie che più si avvicina a Conocybe macrocephala è Conocybe brachypodii (Velen.) Hauskn & Svrček, appartenente alla Serie mesospora Hauskn. & Krisai, della Sezione Conocybe, distinguibile per la pileipellis caratterizzata da abbondanti pileocistidi lecitiformi simili ai cheilocistidi.

 

 

3. Coprinopsis marcescibilis

(Britzelm.) Örstadius & E. Larss., Mycological Research 112 (10): 1180 (2008)

 

Basionimo: Agaricus marcescibilis Britzelm., Botanisches Centralblatt 54 (3): 69 (1893)
Sinonimi: Hypholoma marcescibile (Britzelm.) Sacc., Sylloge Fungorum 11: 71 (1895). Drosophila marcescibilis (Britzelm.) Romagn., Bull. mens. Soc. linn. Lyon: 51 (1944). Psathyrella marcescibilis (Britzelm.) Singer, Lilloa 22: 466 (1951). Psathyra lactea J.E. Lange, Flora Agaricina Danica 4: 7 (1940). Drosophila involuta Romagn., Bulletin Mensuel de la Société Linnéenne de Lyon 21: 156 (1952). Psathyrella fragilissima J.E. Lange, Memoirs of the New York Botanical Garden 24: 94 (1972)

 

Pileo 22-25 mm, fino a 15 mm di altezza, conico-campanulato, sottile, superficie glabra, igrofana, a tempo umido lucente, striata fino al centro e di colore grigio-ocra con riflessi rossastri, con l’asciutto più pallida, sui toni del grigio-ocra chiaro; margine involuto, con residui appendicolati di velo parziale ben distinti.

Lamelle strettamente annesse, fitte, ascendenti, leggermente ventricose, dapprima grigiastre, in seguito grigio-brunastre, infine bruno-nerastre, con il filo che rimane biancastro con la maturazione delle pore.

Stipite 70-80 x 3-5 mm, cilindrico, slanciato, leggermente allargato alla base, fistoloso, superficie fibrillosa su tutta la lunghezza, dapprima biancastra, poi leggermente ocracea, ricoperta da un tomento bianco alla base.

Carne fragile, a tempo umido di colore ocra e traslucida nel pileo, biancastra e fibrosa nel gambo; insapora e inodora.

Sporata nerastra.

Pore (10)11-14(16) x (6)6,5-7(8) µm, in media 12,7 x 6,9 µm, Q. = 1,4-2,2, Q.m.=1,8, ellissoidali, lisce, con poro germinativo evidente, bruno-rossastre in acqua.

Basidi 20-25 x 10-12 µm, largamente claviformi, tetrasporici.

Filo lamellare sterile, composto da una palizzata di cheilocistidi.

Cheilocistidi (32)35-46(50) x (8)9-12(15) µm, da otriformi a piriformi, ialini, ricoperti da muco all’apice.

Pleurocistidi assenti.

Trama lamellare composta da cellule globose.

Pileipellis formata da uno strato sottile di ife distese, subcutis composta da ife irregolari, perlopiù subglobose o ellissoidali, di dimensioni (52)57-125(170) x (20)23- 40(45) µm, non viste satae.

Giunti a fibbia presenti in qualche basidio, altrove assenti.

 

Materiale studiato ed ambiente della raccolta: F.V.G. Trieste. Località: giardino di Villa Sartorio. Coordinate geografiche: 45°38'13"N 13°48'05"E. Altezza 118 m s.l.m. Habitat: in una aiuola di un parco cittadino, su terreno ricco di residui vegetali. Raccolte: 13.5.2010 (n°6047); 10.5.2017 (n°7085). Leg. Picciola & det. Picciola.

 

Osservazioni

Si tratta di una specie esile e fragile, caratterizzata dal pileo igrofano, nettamente striato per trasparenza e dalla presenza di residui velari al margine del cappello.

Microscopicamente si dovrà prestare attenzione ai cheilocistidi da otriformi a piriformi e dalla particolare struttura dell’epicutis priva di seate.

Macroscopicamente potrebbe essere facilmente scambiata con Parasola conopilus (vedi infra) per il portamento e i colori pileici, unitamente al filo lamellare bianco.

 

  1. Parasola conopilus
  2. (Fr.) Örstadius & E. Larss., Mycological Research 112 (10): 1180 (2008)

 

Basionimo: Agaricus conopilus Fr., Systema Mycologicum 1: 504 (1821)
Sinonimi: Psathyra conopilea (Fr.) P. Kumm., Der Führer in die Pilzkunde: 70 (1871). Psathyra conopila (Fr.) P. Kumm., Der Führer in die Pilzkunde: 70 (1871). Psathyra conopilus (Fr.) P. Kumm., Der Führer in die Pilzkunde: 70 (1871). Drosophila conopilea (Fr.) Quél., Enchiridion Fungorum in Europa media et praesertim in Gallia Vigentium: 116 (1886). Drosophila conopilus (Fr.) Quél., Enchiridion Fungorum in Europa media et praesertim in Gallia Vigentium: 116 (1886).
Pilosace conopilus (Fr.) Kuntze, Revisio generum plantarum 3 (2): 504 (1898). Psathyrella conopilus (Fr.) A. Pearson & Dennis, Transactions of the British Mycological Society 31 (3-4): 185 (1949). Agaricus subatratus Batsch, Elenchus fungorum. Continuatio prima: 103, t. 18:89 (1786).

 

Pileo 10-40 mm, alto 10-20 mm, pellicolare, spesso fino a 1 mm, fragile, dapprima conico-campanulato, poi convesso, mai completamente disteso, margine involuto, sinuoso, privo di residui velari, superficie fortemente igrofana, a tempo umido interamente striata radialmente per trasparenza, brillante, lubrica, liscia, finemente grinzosa nella zona discale, bruno-rossastra, bruno-ocracea, con l’asciutto si decolora sui toni dell’ocra sempre più pallidi fino a diventare biancastra negli esemplari completamente asciutti, tonalità più scure persistono nella zona discale.

Lamelle da libere ad arrotondato-annesse, fitte, da rettilinee a leggermente ventricose, alte fino a 6 mm, intercalate da lamellule di diversa lunghezza, dapprima grigio-ocracee, con riflesso rosato, poi bruno-porpora, infine grigio-nerastre, filo bianco negli esemplari adulti.

Stipite 60-150 x 2-4 mm, cilindrico, slanciato, sottile, fistoloso, poi cavo, con la base leggermente bulbosa, superficie asciutta, lucente, liscia oppure striata in particolare all’apice che è pruinoso, di colore bianco puro, base ricoperta da tomento bianco.

Carne esigua, da bruno-rossastro a biancastro nel cappello, brunastra nel gambo, sapore e odore insignificanti.

Sporata nerastra.

Pore (13,6)14,2-17,0(17,5) x (7,5)7,8-8(8,2) µm, in media 15,3 x 8,0 µm, Q.= 1,7-2,1, Q.m.= 1,9, ellissoidali, subfaseoliformi, con parete liscia, spessa, bruno-rossastre in acqua, apicolo poco sviluppato, poro germinativo evidente.

Basidi tetrasporici, claviformi.

Filo lamellare sterile, composto da una palizzata di cheilocistidi.

Cheilocistidi 37-65 x 14-19 µm, collo lungo 20-22 µm, largo 6-7 µm, numerosi, a parete sottile, con contenuto rifrangente all’apice, piuttosto variabili nelle forme e dimensioni, da otriformi a lageniformi, mescolati a cellule sferopeduncolate.

Pleurocistidi assenti.

Trama lamellare formata da cellule sferiche, ialine.

Pileipellis un epitelio regolare, composto da cellule globose, di dimensioni 19-37 x 17-32 µm, frammiste a setae lunghe fino a 300 µm, larghe 4-5 µm, attenuate verso l’apice, con parete spessa 2-2.5 µm, di colore giallo limone.

Giunti a fibbia assenti.

 

Materiale studiato ed ambiente della raccolta: F.V.G. Trieste. Località: Trieste Roiano. Coordinate geografiche: 45°40’28’’N 13°46’89’’ E. Altezza 100 m s.l.m. Habitat: in una aiuola, su residui legnosi situati alla base di un tronco caduto di Robinia pseudoacacia. Raccolta: 19.9.2016 (n°6788). Leg. & det. Picciola.

 

Osservazioni

Parasola conopilus si fa riconoscere macroscopicamente per il gambo esile, ricoperto alla base da tomento bianco, il cappello pellicolare, conico-campanulato, privo di residui velari, nettamente igrofano, da bruno-rossastro negli esemplari ben idratati a bianco-grigiastro negli esemplari asciutti, le lamelle inizialmente grigiastre con riflessi rosati, il filo lamellare che rimane bianco con la maturazione delle pore. Sul piano microscopico Parasola conopilus si caratterizza per una pileipellis formata da cellule globose o subpiriformi, frammiste a numerose setae lunghe fino a 300 µm, i cheilocistidi da lageniformi a otriformi e l’assenza di pleurocistidi.

 

  1. Parasola auricoma
  2. (Pat.) Redhead, Vilgalys & Hopple, Taxon 50 (1): 235 (2001)

 

Basionimo: Coprinus auricomus Pat., Tabulae Analyticae Fungorum 1 (5): 200, t. 453 (1886)
Sinonimi: Coprinus hansenii J.E. Lange, Dansk botanisk Arkiv 2 (3): 48 (1915)

Pileo 10-45 mm, alto 7-23 mm, da ovoidale-ellissoidale a espanso-campanulato, membranoso-pellicolare, non deliquescente; margine involuto, non crenulato, un po’ ondulato; superficie igrofana, brillante e leggermente untuosa a tempo umido, presto opaca e asciutta, di colore inizialmente uniforme, bruno dattero, bruno-rossiccio brillante, poi pallidescente a tinte bianco grigiastre, con la zona discale che rimane più scura; nei primordi finemente striato radialmente fino al centro, in seguito plissettato-solcato; velo assente.

Lamelle da strettamente adnate a libere al gambo, fitte, ascendenti, orizzontali al gambo, larghe 1-1,5 mm, superficie infralamellare diafana per l’esiguità della carne, dapprima biancastre, poi argilla-nocciola, infine nerastre, con il filo intero, biancastro, non deliquescenti.

Stipite 30-90 x 2-3 mm, cilindrico, sottile, slanciato, arcuato alla base, assottigliato verso l'alto, fistoloso, superficie liscia, lucente, occasionalmente con residui fioccosi disposti a bande zigzaganti, segnato da fini fibrille longitudinali, di colore bianco, in seguito soffuso di crema o grigiastro, base rivestita da un feltro miceliare biancastro.

Carne esigua, di colore brunastro semitrasparente nel cappello, biancastra nel gambo, priva di odori e sapori di rilievo, poco o per nulla deliquescente.

Pore (12,0)12,7-13,9(14,0) x (5,9)6,7-7,4(7,7) µm, in media 13,2 x 6,8 µm, Q. = 1,78-2,15,

Q. m.= 1,96, subamigdaliformi di profilo, ellittiche di faccia, con poro germinativo centrale o raramente leggermente obliquo, largo 1,5-2,5 µm, apicolo laterale e poco visibile, di colore bruno-ruggine o bruno-camoscio fino a cioccolato in acqua.

Basidi 20 – 35 x 10 – 15 µm, clavati, frammisti a pseudparafisi, tetrasporici.

Filo lamellare sterile.

Cheilocistidi 45,0-80, 3 x 15,9-21,8 µm, in media 63,8 x 20,6 µm, Q. m = 3,0 µm, lageniformi, cilindrici, da utriformi a subvesciculosi, con base ristretta.

Pleurocistidi 60-90 x 20-25 µm, simili ai cheilocistidi nelle forme, nelle misure leggermente più grandi.

Pileipellis imeniforme, composta da cellule sferopeduncolate, di dimensioni 33,0-43,3  x 15,9-21,8 µm, in media 37,24 x 17,88 µm, Q.m.= 2,09 µm, associate a setae unisettate, brunastre,  misuranti 100-450 x 2-5 µm, con base fino a 8 µm di larghezza, progressivamente assottigliate verso l’apice, frammiste a setae meno numerose delle prime, corte e tozze, misuranti in media 35-40 x 4,5-8,5 µm.

Giunti a fibbia presenti nelle ife basali.

 

Materiale studiato ed ambiente della raccolta F.V.G. Trieste. Località: Trieste città Ponziana.

Coordinate geografiche: 45°38'11"N 13°46'48"E. Altezza 30 m s.l.m. Habitat: ai bordi della pista ciclopedonale, su frustoli legnosi di latifoglia. Raccolte: 13.5.2013 (n°6198); 20.5.2013 (n°6199). Legit. & det. Picciola. Località: Trieste Borgo San Sergio. Coordinate geografiche 45°37'0.19"N 13°49'24.05"E. Altezza 30 m s.l.m. Habitat: su terreno soffice ai margini di un sentiero. Raccolta: 10.6.2017 (n°7078).

 

Osservazioni

Sul campo Parasola auricoma si caratterizza per il portamento gracile, il cappello sottile, igrofano, inizialmente sui toni bruno-rossastri poi grigiastri in particolare nelle fessure delle pieghe, l’aspetto plissettato-solcato in senso radiale e l’assenza di residui velari.

Microscopicamente è ben riconoscibile per l’assenza di caulocistidi, la pileipellis imeniforme con setae marroni, a parete spessa, lunghe più di 300 µm e le pore ellissoidali con poro germinativo centrale.

In accordo con Donelli & Simonini (1986) sono state notate delle setae corte e tozze, inferiori a 40 µm di lunghezza.

Secondo la sistematica proposta da Uljé (in Noordeloos, Kuyper & Vellinga, 2005) questa specie appartiene al genere Coprinus Pers., dove trova collocazione nella subsez. Auricomi Sing.,  composta soltanto dalla specie qui presentata, caratterizzata da setae pileiche.

Questa subsezione è inclusa nella sezione Pseudocoprinus (Kühn.) P.D. Orton & Watl. che comprende specie esili, piccole o tutt’al più medie, con cappello membranoso, plissettato-solcato, pileipellis imeniforme, con o senza setae, pleuro- e  cheilocistidi presenti o assenti.

 

 

 

 

 

 

 
 
 

 


Marino Zugna
A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso




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