Vai al contenuto


Foto

riprova


  • Per cortesia connettiti per rispondere
1 risposta a questa discussione

#1 marinetto

marinetto

    Utente Avanzato

  • Moderatore
  • StellettaStellettaStelletta
  • 31281 messaggi

Inviato 03 novembre 2018 - 11:17

RITROVAMENTI FUNGINI IN AMBIENTI ANTROPIZZATI DELLA VENEZIA GIULIA

II PARTE

 

di Paolo Picciola* e Marino Zugna**

 

(*) Paolo Picciola – Strada di Fiume, 52 - 34137 Trieste (TS) paolo.picciola2@gmail.com

(**) Marino Zugna - Località Rio Storto, 7 - 34015 Muggia (TS) marinozugna@gmail.com

 

Introduzione

In questo secondo contributo gli autori descrivono, commentano e documentano con immagini dei basidiomi in habitat e dei caratteri microscopici essenziali, ulteriori undici specie fungine rinvenute negli ambienti urbani della Venezia Giulia. Sono presentati sia taxa considerati comuni e tipici degli ambienti antropizzati, facilmente riconoscibili con l’osservazione dei soli caratteri macroscopici, sia taxa rari o poco comuni per il cui riconoscimento è necessario ricorrere a uno studio completo dei caratteri microscopici.

La maggior parte delle raccolte presentate sono state effettuate nella zona sud-est della città di Trieste, nei quartieri di Ponziana e Campi Elisi e nel comune di Muggia.

 

Materiali e metodi

La descrizione dei caratteri macroscopici è stata ricavata analizzando i basidiomi freschi fotografati in habitat mediante fotocamere digitali Nikon D90 (P.P.) e Canon EOS 5D Mark II (M.Z.).

Lo studio dei caratteri microscopici è stato eseguito sia sul fresco sia su materiale d’erbario, in quest’ultimo caso reidratato in acqua distillata o una soluzione acquosa d’idrossido di potassio 5%, e, ove necessario, colorato con rosso Congo ammoniacale 2% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari.

Le foto concernenti la microscopia sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex Canon EOS 50D.

Le misurazioni microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre (http://mycolim.free.fr).

Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche si fa riferimento a Vellinga (1988).

Per quanto concerne la nomenclatura delle specie presentate si è fatto riferimento alle indicazioni contenute nei siti http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org. Gli exsiccata sono depositati nell'erbario del gruppo micologico A.M.B. di Muggia e del Carso.

 

Specie fungine rappresentate

 

 

1.  Pholiotina dasypus

2. Conocybe macrocephala 
3. Coprinopsis marcescibilis

4. Parasola conopilus

5. Parasola auricoma

6. Panaeolus cinctulus

7. Stropharia coronilla

8. Volvopluteus gloiocephalus

9. Callistosporium olivascens

10. Cyclocybe cylindracea

11.  Lepiota subincarnata

 

  1. Pholiotina dasypus (Romagn.) P.-A. Moreau, Fungal Diversity 20: 135 (2005)

 

Basionimo: Naucoria dasypus Romagn., Bulletin de la Société Mycologique de France 53: 121 (1937)

Sinonimi: Alnicola dasypus (Romagn.) Romagn., Bulletin de la Société Mycologique de France 58 

(4): 126 (1942). Hebeloma dasypus (Romagn.) Singer, Lilloa 22: 538 (1951).  Conocybe subnuda Kühner, Encyclopédie Mycologique 7: 140 (1935). Conocybe utriformis P.D. Orton, Transactions of the British Mycological Society 43 (2):196 (1960). Conocybe subverrucispora Veselský & Watling, Ceská Mykologie 26 (4): 201 (1972).

Conocybe subnuda Kühner ex Kühner & Watling, Notes from the Royal Botanical Garden Edinburgh 40 (3): 553 (1983).

 

Pileo 15-37 mm, sottile, fragile, all’inizio conico-campanulato, poi convesso, con o senza un largo umbone ottuso negli esemplari maturi, margine involuto, infine reflesso, lungamente striato per trasparenza fino alla zona discale, superficie liscia, igrofana, a tempo umido subviscida, traslucida, di un bel colore aranciato lucente, ocra-aranciato, pallidescente per disidratazione a partire dal margine, infine interamente biancastra con tenui sfumature ocracee negli esemplari maturi e ben disidratati; resti velari presenti soltanto nei giovani esemplari sotto forma di minute fioccosità biancastre facilmente detersili.

Lamelle arrotondato-annesse, dapprima moderatamente fitte, poi un po’ più spaziate, ventricose, larghe fino a 4-5 mm, intercalate da 3-4 lamellule, dapprima bianche, poi bianco-grigiastre, infine ocracee, filo finemente crenulato, biancastro.

Stipite 35-60 x 2-5 mm, cilindrico, leggermente allargato alla base, slanciato, fistoloso, superficie inizialmente bianca e ricoperta da una fine pruina concolore, in seguito leggermente ingrigente, fino a bruno-ocracea a partire dalla base per imbibizione.

Carne sottile, fibrosetta nel gambo, biancastra, inodora, sapore mite.

Sporata non ottenuta.
Spore (7,7)8,4-10,1(11,3) x (4,4)4,6 -5,2(5,5) µm, in media 9,3 x 4.9 µm, Q. = (1,5)1,7 - 2,0(2,2), Q.m. = 1.9, Vol.m. = 119,2 µm³, da ellissoidi con profilo adassiale appiattito fino a subamigdaliformi in proiezione laterale, ovoidi in proiezione ventrale, apparentemente lisce, a forti ingrandimenti dimostrano una leggera punteggiatura, poro germinativo largo 0,75-1,20 µm, alle volte poco visibile sottoforma di callus.

Basidi 26,9-38,9 x 7,2- 9,8 µm, in media 30,9 x 8,3 µm, tetrasporici, clavati, non notati basidi bisporici.

Trama imeniale composta da ife inflate, con diametro di 5,5-24,5 µm.

Cheilocistidi (17,4)30,4-39,0(44,8) x (6,6)6,7-10,7(12,0) µm, in media 35,4 x 8,5 µm, cilindrici e flessuosi, alle volte con apice allargato (Opuntia), subfusiformi, clavati e in questo caso molto spesso settati, densamente disposti su tutto il filo lamellare tanto da renderlo sterile.

Pleurocistidi assenti.

Pileipellis di tipo imeniderma, composta da cellule sferopeduncolate, clavate o piriformi, ialine, di dimensioni (33,5)34,3-51,9(56,4) x (10,4)11,4-17,1(17,3) µm, in media 43,2 x 14,0 µm.

Pileocistidi assenti.

Caulopellis tipo cutis, formata da ife di diametro (3,7)4,0-7,6 (11,0) µm, cilindriche, settate, ialine.

Caulocistidi (37,1)40,1-80,3(100,5) x (7,2)7,6-20,0(22,1) µm, in media 62,3 x12,9 µm, simili ai cheilocistidi ma più spesso con apice bifido (Opuntia), bitorzoluti, disposti a ciuffi o sparsi sulla superficie della caulopellis, più fitti nella zona superiore dello stipite, rarefatti verso la base.

Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma.

Reazioni microchimiche negativa con l'ammoniaca (non produce cristalli nella zona imeniale).

 

Materiale studiato ed ambiente della raccolta: F.V.G. Trieste. Località: Trieste città Ponziana. Coordinate geografiche: 45°38'11"N 13°46'48"E. Altezza 19 m s.l.m. Habitat: su un profondo strato di residui legnosi misto a terriccio. Raccolta: 13.4.2018 (n°7474). Leg. Picciola & det. Zugna.

 

Osservazioni

Il ritrovamento di questa graziosa Pholiotina in ambiente fortemente antropizzato ha suscitato in noi una certa sorpresa poiché finora l’abbiamo sempre rinvenuta su residui legnosi in ambienti igrofili, come margini di stagni, boschetti golenali, etc.

Si tratta di una Pholiotina dalle caratteristiche peculiari, caratterizzata dalla presenza di deboli residui velari al margine del cappello (lente!), il gambo inizialmente bianco candido, interamente pruinoso, le colorazioni aranciate della superficie pileica negli esemplari ben idratati.

In seno al suo genere di appartenenza, sul piano microscopico Pholiotina dasypus possiede una caratteristica unica contrassegnata da pore minutamente verrucose (osservazione in olio da immersione!), con presenza di callus porico piuttosto che di un visibile poro germinativo.  

Inoltre, il quadro microscopico si completa per i cheilocistidi perlopiù utriformi fino a clavati. 

Si tratta di una specie alquanto variabile per quanto riguarda le dimensioni dei basidiomi, delle pore, del poro germinativo e dei cheilocistidi.

 

2. Conocybe macrocephala Kühner & Watling, Notes from the Royal Botanical Garden Edinburgh 38 (2): 335 (1980)

 

Basionimo:  Conocybe tenera f. macrocephala Kühner, Encyclopédie Mycologique 7: 73 (1935)
Sinonimi: Conocybe abruptibulbosa Watling, Notes from the Royal Botanical Garden Edinburgh 38 (2): 345 (1980). Conocybe herinkii Svrcek, Czech Mycology 48 (4): 295 (1996)

 

Pileo 12-17 mm, alto 5-6 mm, conico-ottuso, con largo umbone, sottile, margine involuto, lungamente striato; cuticola glabra, liscia, igrofana, ocra-beige, più scura al centro, pallidescente.

Lamelle strettamente adnate, arrotondate, fitte, ventricose, larghe fino a 2 mm, di colore ocra-giallastro, con il tagliente biancastro, finemente seghettato.

Stipite 26-35 x 1-2 mm, cilindrico, sottile, slanciato, fistoloso, superficie opaca, sericea, striata longitudinalmente su tutta la lunghezza, di colore bianco-grigiastro, ocracea ove contusa e manipolata, ricoperta da una pruina bianca.

Carne esigua, con sfumatura ocracea, inodora e insapora.

Sporata non ottenuta.

Spore (6,5)7,5 -8,4(8,7) x (4,2) 4,5-5,0 (5,2) µm, in media 8.0 x 4.7 µm, Q. = (1,5)1,5-1,7(1,8), Q.m. = 1.68, Vol.m. 92,9 µm3, ellissoidali, lisce, colorate di arancio in KOH, con un poro germinativo.

Basidi 17-24 (27) x 7-9 µm, claviformi, tetrasporici.

Filo lamellare sterile, composto esclusivamente da cistidi.

Cheilocistidi 18,0- 24,0 x 8,0-12,0 µm, in media 20,2 x 10,5 µm, lecitiformi, numerosi, con collo breve, lungo 1-2 µm, capitulo largo (4,2)4,5 - 5,6(6,1) µm, in media 5,3 µm.

Pleurocistidi assenti.

Pileipellis un imeniderma formato da cellule globose, piriformi, di dimensioni (13)15 - 30(40) x (11)12 -18(20) µm.

Pileocistidi lecitiformi, molto rari.

Caulopellis composto da ife cilindriche, parallele, larghe 8-14 µm.

Caulocistidi presenti in abbondanza su tutta la superficie stipitale, riuniti a ciuffi, simili per forma e dimensioni ai cheilocistidi, ma con ventre ancor più largo che raggiunge i 15-16 µm di larghezza, capitulo largo (4,0)4,9 -8,1(10,4) µm, in media largo 7,1 µm.

Giunti a fibbia presenti ma rari.

 

Materiale studiato ed ambiente della raccolta: F.V.G. Trieste. Località: Trieste città viale Campi Elisi. Coordinate geografiche: 45°38'17"N 13°45'56"E. Altezza 14 m s.l.m. Habitat: aiuola alberata a Ostrya carpinifolia e Ulmus minor. Raccolta: 3.5.2017 (n°7105). Leg. Picciola & det. Zugna.

 

Osservazioni

Secondo la sistematica proposta da Hausknecht (2009) Conocybe macrocephala appartiene alla Sezione Conocybe al cui interno sono collocate le specie caratterizzate da caulocistidi lecitiformi disposti su tutto lo stipite, frammisti occasionalmente a rari caulocistidi brevemente clavati nella parte apicale dello stesso e dall’assenza di pseudoparafisi.

In seno a questa Sezione, la specie qui trattata appartiene alla Serie Tenera Hauskn. & Krisai (Hausknecht & Krisai-Greilhuber, 2006; Hausknecht, 2009) che comprende specie con pore mediamente grandi e una reazione positiva all’ammoniaca con la formazione di cristalli aghiformi, in alcune specie tuttavia questa reazione risulta debole o assente.

La raccolta in oggetto è stata riconosciuta come Conocybe macrocephala per il cappello igrofano, un po’ brillante e lungamente striato a tempo umido, fulvo-ocraceo, ocra-beige, il gambo striato-solcato longitudinalmente, di colore bianco persistente e leggermente bulboso alla base.

L’analisi microscopica ha evidenziato una reazione positiva all’ammoniaca piuttosto forte e rapida, delle pore pallide a parete non molto spessa, i cheilocistidi con capitulo largo in media sui 5 µm e una stipitellis costituita esclusivamente da elementi lecitiformi con ventre ancor più largo dei cheilocistidi che raggiunge i 15-16 µm di larghezza e con capitulo largo in media 7 µm e la presenza di pileocistidi molto dispersi. La specie che più si avvicina a Conocybe macrocephala è Conocybe brachypodii (Velen.) Hauskn & Svrček, appartenente alla Serie mesospora Hauskn. & Krisai, della Sezione Conocybe, distinguibile per la pileipellis caratterizzata da abbondanti pileocistidi lecitiformi simili ai cheilocistidi.

 

 

3. Coprinopsis marcescibilis (Britzelm.) Örstadius & E. Larss., Mycological Research 112 (10): 1180 (2008)

 

Basionimo: Agaricus marcescibilis Britzelm., Botanisches Centralblatt 54 (3): 69 (1893)
Sinonimi: Hypholoma marcescibile (Britzelm.) Sacc., Sylloge Fungorum 11: 71 (1895). Drosophila marcescibilis (Britzelm.) Romagn., Bull. mens. Soc. linn. Lyon: 51 (1944). Psathyrella marcescibilis (Britzelm.) Singer, Lilloa 22: 466 (1951). Psathyra lactea J.E. Lange, Flora Agaricina Danica 4: 7 (1940). Drosophila involuta Romagn., Bulletin Mensuel de la Société Linnéenne de Lyon 21: 156 (1952). Psathyrella fragilissima J.E. Lange, Memoirs of the New York Botanical Garden 24: 94 (1972)

 

Pileo 22-25 mm, fino a 15 mm di altezza, conico-campanulato, sottile, superficie glabra, igrofana, a tempo umido lucente, striata fino al centro e di colore grigio-ocra con riflessi rossastri, con l’asciutto più pallida, sui toni del grigio-ocra chiaro; margine involuto, con residui appendicolati di velo parziale ben distinti.

Lamelle strettamente annesse, fitte, ascendenti, leggermente ventricose, dapprima grigiastre, in seguito grigio-brunastre, infine bruno-nerastre, con il filo che rimane biancastro con la maturazione delle pore.

Stipite 70-80 x 3-5 mm, cilindrico, slanciato, leggermente allargato alla base, fistoloso, superficie fibrillosa su tutta la lunghezza, dapprima biancastra, poi leggermente ocracea, ricoperta da un tomento bianco alla base.

Carne fragile, a tempo umido di colore ocra e traslucida nel pileo, biancastra e fibrosa nel gambo; insapora e inodora.

Sporata nerastra.

Spore (10)11-14(16) x (6)6,5-7(8) µm, in media 12,7 x 6,9 µm, Q. = 1,4-2,2, Q.m.=1,8, ellissoidali, lisce, con poro germinativo evidente, bruno-rossastre in acqua.

Basidi 20-25 x 10-12 µm, largamente claviformi, tetrasporici.

Filo lamellare sterile, composto da una palizzata di cheilocistidi.

Cheilocistidi (32)35-46(50) x (8)9-12(15) µm, da otriformi a piriformi, ialini, ricoperti da muco all’apice.

Pleurocistidi assenti.

Trama lamellare composta da cellule globose.

Pileipellis formata da uno strato sottile di ife distese, subcutis composta da ife irregolari, perlopiù subglobose o ellissoidali, di dimensioni (52)57-125(170) x (20)23- 40(45) µm, non viste satae.

Giunti a fibbia presenti in qualche basidio, altrove assenti.

 

Materiale studiato ed ambiente della raccolta: F.V.G. Trieste. Località: giardino di Villa Sartorio. Coordinate geografiche: 45°38'13"N 13°48'05"E. Altezza 118 m s.l.m. Habitat: in una aiuola di un parco cittadino, su terreno ricco di residui vegetali. Raccolte: 13.5.2010 (n°6047); 10.5.2017 (n°7085). Leg. Picciola & det. Picciola.

 

Osservazioni

Si tratta di una specie esile e fragile, caratterizzata dal pileo igrofano, nettamente striato per trasparenza e dalla presenza di residui velari al margine del cappello.

Microscopicamente si dovrà prestare attenzione ai cheilocistidi da otriformi a piriformi e dalla particolare struttura dell’epicutis priva di seate.

Macroscopicamente potrebbe essere facilmente scambiata con Parasola conopilus (vedi infra) per il portamento e i colori pileici, unitamente al filo lamellare bianco.

 

4. Parasola conopilus (Fr.) Örstadius & E. Larss., Mycological Research 112 (10): 1180 (2008)

 

Basionimo: Agaricus conopilus Fr., Systema Mycologicum 1: 504 (1821)
Sinonimi: Psathyra conopilea (Fr.) P. Kumm., Der Führer in die Pilzkunde: 70 (1871). Psathyra conopila (Fr.) P. Kumm., Der Führer in die Pilzkunde: 70 (1871). Psathyra conopilus (Fr.) P. Kumm., Der Führer in die Pilzkunde: 70 (1871). Drosophila conopilea (Fr.) Quél., Enchiridion Fungorum in Europa media et praesertim in Gallia Vigentium: 116 (1886). Drosophila conopilus (Fr.) Quél., Enchiridion Fungorum in Europa media et praesertim in Gallia Vigentium: 116 (1886).
Pilosace conopilus (Fr.) Kuntze, Revisio generum plantarum 3 (2): 504 (1898). Psathyrella conopilus (Fr.) A. Pearson & Dennis, Transactions of the British Mycological Society 31 (3-4): 185 (1949). Agaricus subatratus Batsch, Elenchus fungorum. Continuatio prima: 103, t. 18:89 (1786).

 

Pileo 10-40 mm, alto 10-20 mm, pellicolare, spesso fino a 1 mm, fragile, dapprima conico-campanulato, poi convesso, mai completamente disteso, margine involuto, sinuoso, privo di residui velari, superficie fortemente igrofana, a tempo umido interamente striata radialmente per trasparenza, brillante, lubrica, liscia, finemente grinzosa nella zona discale, bruno-rossastra, bruno-ocracea, con l’asciutto si decolora sui toni dell’ocra sempre più pallidi fino a diventare biancastra negli esemplari completamente asciutti, tonalità più scure persistono nella zona discale.

Lamelle da libere ad arrotondato-annesse, fitte, da rettilinee a leggermente ventricose, alte fino a 6 mm, intercalate da lamellule di diversa lunghezza, dapprima grigio-ocracee, con riflesso rosato, poi bruno-porpora, infine grigio-nerastre, filo bianco negli esemplari adulti.

Stipite 60-150 x 2-4 mm, cilindrico, slanciato, sottile, fistoloso, poi cavo, con la base leggermente bulbosa, superficie asciutta, lucente, liscia oppure striata in particolare all’apice che è pruinoso, di colore bianco puro, base ricoperta da tomento bianco.

Carne esigua, da bruno-rossastro a biancastro nel cappello, brunastra nel gambo, sapore e odore insignificanti.

Sporata nerastra.

Spore (13,6)14,2-17,0(17,5) x (7,5)7,8-8(8,2) µm, in media 15,3 x 8,0 µm, Q.= 1,7-2,1, Q.m.= 1,9, ellissoidali, subfaseoliformi, con parete liscia, spessa, bruno-rossastre in acqua, apicolo poco sviluppato, poro germinativo evidente.

Basidi tetrasporici, claviformi.

Filo lamellare sterile, composto da una palizzata di cheilocistidi.

Cheilocistidi 37-65 x 14-19 µm, collo lungo 20-22 µm, largo 6-7 µm, numerosi, a parete sottile, con contenuto rifrangente all’apice, piuttosto variabili nelle forme e dimensioni, da otriformi a lageniformi, mescolati a cellule sferopeduncolate.

Pleurocistidi assenti.

Trama lamellare formata da cellule sferiche, ialine.

Pileipellis un epitelio regolare, composto da cellule globose, di dimensioni 19-37 x 17-32 µm, frammiste a setae lunghe fino a 300 µm, larghe 4-5 µm, attenuate verso l’apice, con parete spessa 2-2.5 µm, di colore giallo limone.

Giunti a fibbia assenti.

 

Materiale studiato ed ambiente della raccolta: F.V.G. Trieste. Località: Trieste Roiano. Coordinate geografiche: 45°40’28’’N 13°46’89’’ E. Altezza 100 m s.l.m. Habitat: in una aiuola, su residui legnosi situati alla base di un tronco caduto di Robinia pseudoacacia. Raccolta: 19.9.2016 (n°6788). Leg. & det. Picciola.

 

Osservazioni

Parasola conopilus si fa riconoscere macroscopicamente per il gambo esile, ricoperto alla base da tomento bianco, il cappello pellicolare, conico-campanulato, privo di residui velari, nettamente igrofano, da bruno-rossastro negli esemplari ben idratati a bianco-grigiastro negli esemplari asciutti, le lamelle inizialmente grigiastre con riflessi rosati, il filo lamellare che rimane bianco con la maturazione delle pore. Sul piano microscopico Parasola conopilus si caratterizza per una pileipellis formata da cellule globose o subpiriformi, frammiste a numerose setae lunghe fino a 300 µm, i cheilocistidi da lageniformi a otriformi e l’assenza di pleurocistidi.

 

5. Parasola auricoma  (Pat.) Redhead, Vilgalys & Hopple, Taxon 50 (1): 235 (2001)

 

Basionimo: Coprinus auricomus Pat., Tabulae Analyticae Fungorum 1 (5): 200, t. 453 (1886)
Sinonimi: Coprinus hansenii J.E. Lange, Dansk botanisk Arkiv 2 (3): 48 (1915)

 

Pileo 10-45 mm, alto 7-23 mm, da ovoidale-ellissoidale a espanso-campanulato, membranoso-pellicolare, non deliquescente; margine involuto, non crenulato, un po’ ondulato; superficie igrofana, brillante e leggermente untuosa a tempo umido, presto opaca e asciutta, di colore inizialmente uniforme, bruno dattero, bruno-rossiccio brillante, poi pallidescente a tinte bianco grigiastre, con la zona discale che rimane più scura; nei primordi finemente striato radialmente fino al centro, in seguito plissettato-solcato; velo assente.

Lamelle da strettamente adnate a libere al gambo, fitte, ascendenti, orizzontali al gambo, larghe 1-1,5 mm, superficie infralamellare diafana per l’esiguità della carne, dapprima biancastre, poi argilla-nocciola, infine nerastre, con il filo intero, biancastro, non deliquescenti.

Stipite 30-90 x 2-3 mm, cilindrico, sottile, slanciato, arcuato alla base, assottigliato verso l'alto, fistoloso, superficie liscia, lucente, occasionalmente con residui fioccosi disposti a bande zigzaganti, segnato da fini fibrille longitudinali, di colore bianco, in seguito soffuso di crema o grigiastro, base rivestita da un feltro miceliare biancastro.

Carne esigua, di colore brunastro semitrasparente nel cappello, biancastra nel gambo, priva di odori e sapori di rilievo, poco o per nulla deliquescente.

Spore (12,0)12,7-13,9(14,0) x (5,9)6,7-7,4(7,7) µm, in media 13,2 x 6,8 µm, Q. = 1,78-2,15,

Q. m.= 1,96, subamigdaliformi di profilo, ellittiche di faccia, con poro germinativo centrale o raramente leggermente obliquo, largo 1,5-2,5 µm, apicolo laterale e poco visibile, di colore bruno-ruggine o bruno-camoscio fino a cioccolato in acqua.

Basidi 20 – 35 x 10 – 15 µm, clavati, frammisti a pseudparafisi, tetrasporici.

Filo lamellare sterile.

Cheilocistidi 45,0-80, 3 x 15,9-21,8 µm, in media 63,8 x 20,6 µm, Q. m = 3,0 µm, lageniformi, cilindrici, da utriformi a subvesciculosi, con base ristretta.

Pleurocistidi 60-90 x 20-25 µm, simili ai cheilocistidi nelle forme, nelle misure leggermente più grandi.

Pileipellis imeniforme, composta da cellule sferopeduncolate, di dimensioni 33,0-43,3  x 15,9-21,8 µm, in media 37,24 x 17,88 µm, Q.m.= 2,09 µm, associate a setae unisettate, brunastre,  misuranti 100-450 x 2-5 µm, con base fino a 8 µm di larghezza, progressivamente assottigliate verso l’apice, frammiste a setae meno numerose delle prime, corte e tozze, misuranti in media 35-40 x 4,5-8,5 µm.

Giunti a fibbia presenti nelle ife basali.

 

Materiale studiato ed ambiente della raccolta F.V.G. Trieste. Località: Trieste città Ponziana.

Coordinate geografiche: 45°38'11"N 13°46'48"E. Altezza 30 m s.l.m. Habitat: ai bordi della pista ciclopedonale, su frustoli legnosi di latifoglia. Raccolte: 13.5.2013 (n°6198); 20.5.2013 (n°6199). Legit. & det. Picciola. Località: Trieste Borgo San Sergio. Coordinate geografiche 45°37'0.19"N 13°49'24.05"E. Altezza 30 m s.l.m. Habitat: su terreno soffice ai margini di un sentiero. Raccolta: 10.6.2017 (n°7078).

 

Osservazioni

Sul campo Parasola auricoma si caratterizza per il portamento gracile, il cappello sottile, igrofano, inizialmente sui toni bruno-rossastri poi grigiastri in particolare nelle fessure delle pieghe, l’aspetto plissettato-solcato in senso radiale e l’assenza di residui velari.

Microscopicamente è ben riconoscibile per l’assenza di caulocistidi, la pileipellis imeniforme con setae marroni, a parete spessa, lunghe più di 300 µm e le pore ellissoidali con poro germinativo centrale.

In accordo con Donelli & Simonini (1986) sono state notate delle setae corte e tozze, inferiori a 40 µm di lunghezza.

Secondo la sistematica proposta da Uljé (in Noordeloos, Kuyper & Vellinga, 2005) questa specie appartiene al genere Coprinus Pers., dove trova collocazione nella subsez. Auricomi Sing.,  composta soltanto dalla specie qui presentata, caratterizzata da setae pileiche.

Questa subsezione è inclusa nella sezione Pseudocoprinus (Kühn.) P.D. Orton & Watl. che comprende specie esili, piccole o tutt’al più medie, con cappello membranoso, plissettato-solcato, pileipellis imeniforme, con o senza setae, pleuro- e  cheilocistidi presenti o assenti.

Studi filogenetici condotti da Redhead et al. (2001) hanno collocato Coprinus auricomus nel genere Parasola Redhead, Vilgalys & Hopple, un nuovo taxon appartenente alla famiglia delle Psathyrellaceae, caratterizzato da specie con i seguenti caratteri: dimensioni esigue e fragili, carne inconsistente, pellicolare, cappello più o meno plissettato, assenza di velo, mai deliquescenti e con o senza setae.

 

 

6. Panaeolus cinctulus (Bolton) Sacc., Syll. Fung. 5: 1124, 1887

 

Basionimo: Agaricus cinctulus Bolton, Hist Fung. Grow. Halifax 4: 37, 1791
Sinonimi: Agaricus subbalteatus Berk. & Broome, Ann. Mag. Nat. Hist. 3, 7: 6, 1861. Panaeolus subbalteatus (Berk. & Broome) Sacc., Syll. Fung. 5: 1124, 1887. Panaeolus alveolatus Peck, Ann. Re N. York State Mus. 54: 153, 1902. Panaeolus acidus Sumst., Torreya 5: 34, 1905. Campanularius  semiglobatus Murrill, Mycologia 3: 103, 1911. Panaeolus rufus Overh., Ann. Missouri Bot. Gard. 3: 196, 1916. Panaeolus variabilis Overh., Ann. Missouri Bot. Gard. 3: 197, 1916. Panaeolus venenosus Murrill, Mycologia 8: 186, 1916. Psilocybe vernalis Velen., Ceské Houby 3: 587, 1921. Panaeolus semiglobatus (Murrill) Sacc. & Trotter, Syll. Fung. 23: 323, 1925. Campanularius pumilus Murrill, Lloydia 5: 154, 1942. Panaeolus pumilus (Murrill) Murrill, Lloydia 5: 156, 1942

Pileo 10-30 mm, all'inizio emisferico, quindi campanulato-convesso, negli esemplari maturi appianato-convesso con un largo umbone ottuso, superficie fortemente igrofana, con l'umido di aspetto finemente rugoso e di color marrone brunastro con sfumature grigio-olivastre, un po’ più chiara al margine, non striata, con tempo secco di aspetto feltrato e di color bruno grigiastro-chiaro, nella zona discale, ocra grigiastro-chiaro con fascia più scura nella zona marginale; margine intero, leggermente ondulato, privo di resti di velo. 

Lamelle adnate allo stipite, ventricose, mediamente fitte, intercalate da lamellule, dapprima biancastre, più scure con l'età, infine nere, filo lamellare biancastro, finemente forforaceo.

Stipite 20-80 x 2-3 mm, cilindrico, diritto o leggermente curvo verso il basso, grigiastro chiaro nel terzo superiore, concolore al pileo nella zona centrale, più scuro verso la base, finemente pruinoso nella parte superiore, lievemente fibrilloso verso il basso, base leggermente allargata e ricoperta da feltro miceliare grigio argenteo con eventuali deboli riflessi bluastri. 

Carne esigua, grigiastra nel pileo, grigio-brunastra nello stipite; odore lieve, un po' dolciastro o non differenziato, sapore nullo.
Spore (10,7)11,5-13,7(14,7) x (6,1)6,7-7,9(8,7) x (7,6)7,7-8,7(9,1) µm, in media 12,7 x 7,3 x 8,2 µm,Q. = (1,5)1,6-1,9(1,9), Q.m.= 1,7, Vol.m.= 356,2; ellissoidali in proiezione laterale; in proiezione frontale da sub-citriformi a sub-lentiformi, raramente un po' angolose e, alle volte, con papilla tronca; lisce, marroni-rossastre in acqua, con pareti moderatamente spesse (-1 µm); poro germinativo largo 1-2 µm, centrale; in vista laterale, spesso, si notano pore con poro leggermente eccentrico frammischiate ad altre con poro centrale; apiculo laterale piccolo ma evidente.
Basidi 23-30,5 x 10,5-13 µm, tetrasporici, in rari casi bisporici, subcilindrici, alle volte con restringimento centrale.
Trama lamellare regolare, formata da ife cilindriche, larghe 5-13 µm. 

Pleurocistidi assenti. 

Filo lamellare completamente sterile per la presenza di numerosi cheilocistidi. 

Cheilocistidi (26,8)27,0-36,2 (38,7) x (8,0)8,7-12,8(13,1) µm, in media 32 x 10,6 x 7,6 µm, in massima parte lageniformi, molto spesso con apice capitato, largo (5,1)5,6-9,4 (10,0) µm e con pedicello basale più o meno pronunciato, più raramente subfusiformi. 

Pileipellis di tipo imeniderma, formata da cellule claviformi, 30,7-60,4 x 17,3-30,4 µm, finemente incrostate, più o meno peduncolate; pileocistidi non osservati. 

Caulopellis formata da ife esterne larghe 2,5-5 µm. 

Caulocistidi 28,5-40,5 x 9-11,5 µm, strettamente fusiformi, sublageniformi, subcilindrici e flessuosi, in genere non capitulati o solo in minima parte.

Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma seppur piccoli e difficili da individuare.

 

Materiale studiato ed ambiente della raccolta: F.V.G. Trieste. Località: Borgo S. Sergio. Coordinate geografiche: 45°37'12"N 13°49'25"E. Altezza 30 m s.l.m. Habitat: su terra concimata in un grosso vaso da piante. Raccolta: 15.8.2008 (n°3854). Leg. Belladonna R. & det. Zugna. Muggia. Località Rio Storto. Coordinate geografiche: 45°35'50.72"N 13°45'48.54"E. Altezza 17 m s.l.m. Habitat: in una aiuola fiorita concimata con sterco equino. Raccolta: 9.6.2011 (n°4680). Legit. & det. Zugna.

 

Osservazioni

Panaeolus cinctulus si riconosce con una certa facilità per la sua tendenza a nascere fascicolato, l’assenza di residui velari sul bordo del cappello, la forma convesso-piana o addirittura piana degli esemplari maturi (carattere piuttosto inconsueto per un Panaeolus), il colore arancione-laterizio o marrone-fulvastro dei campioni maturi e ben idratati e una caratteristica fascia più scura che contorna la cuticola a mo’ di coccarda. Sul piano microscopico si individua per i cheilocistidi di piccola taglia volentieri strettamente utriformi o lageniformi e subcapitulati, l’assenza di pleurocistidi e di crisocistidi, le pore di aspetto subcitriforme o lenticolare in visione frontale con un poro germinativo sia eccentrico sia centrale in visione laterale.

Le specie che più facilmente potrebbero essere confuse con esso, qualora la fascia che lo caratterizza sia assente sono: P. fimicola riconoscibile per le tonalità olivastre della cuticola, le pore più piccole 9-12 x 6-7 µm, tutte con poro germinativo centrale ed i cheilocistidi di forma differente, P. olivaceus a pore rugose, P. atrobalteatus distinguibile per le possedere pore più piccole 8,5-11 x 6-7,5 µm e per le tonalità pileiche olivastre.

Questa specie cresce nei parchi, nei giardini, nei vasi di fiori, su letame, in generale su substrati molto concimati e ricchi di sostanze.

La sua ingestione sicuramente può causare disturbi di natura neuropsichica, determinati dalla presenza di sostanze indoliche, ma anche di diversi alcaloidi (Cacialli, Caroti & Doveri, 1995).


Marino Zugna
A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso

#2 marinetto

marinetto

    Utente Avanzato

  • Moderatore
  • StellettaStellettaStelletta
  • 31281 messaggi

Inviato 03 novembre 2018 - 11:31

Cyclocybe cylindracea

(De Candolle) Vizzini & Angelini, Index Fungorum 154: 1 (2014)

 

Basionimo: Agaricus cylindraceus De Candolle, Flore française 6: 51 (1815).
Sinonimi: Pholiota cylindracea (De Cand.) Gillet, Les Hyménomycètes ou Description de tous les Champignons qui Croissent en France: 439 (1876). Agrocybe cylindracea (De Cand.) Maire, Mémoires de la Société des Sciences Naturelles du Maroc 45: 106 (1937). Agaricus aegerita Briganti, Rev. Bot. Courrensan: tab. 1 (1824). Pholiota aegerita (Briganti) Quél., Mémoires de la Société d'Émulation de Montbéliard 5: 249 (1872). Agrocybe aegerita (Briganti) Singer, Lilloa 22: 493 (1951). Agaricus pudicus Bull., Histoire des champignons de la France, 2 (2) pl. 541-676: 635, t. 597:2 (1812). Agaricus attenuatus DC., Flore française 6: 51 (1815). Agaricus leochromus Cooke, Illustrations of  British Fungi (Hymenomycetes): 384 (363) (1863). Agaricus capistratus Cooke, Ann. Mag. nat. Hist. (1865). Agaricus phylicigenus Berk., Botanical Journal of the Linnean Society 15: 52 (1877). Agaricus molliscorium Cooke & Massee, Grevillea 17 (81): 1 (1888).
 

Pileo 20-130 (200) mm, sodo, carnosetto, all’inizio emisferico poi convesso, infine pianeggiante, con o senza umbone, margine intero, non striato, a lungo involuto, con o senza residui velari; superficie glabra, liscia, presto asciutta, con tendenza a fessurarsi in areole con il caldo, grinzosa verso il margine, igrofana, dapprima di colore marrone scuro uniforme, poi progressivamente più chiara sui toni dell’ocra a partire dal margine, fino a diventare interamente biancastra negli esemplari ben disidratati.

Lamelle da adnate a smarginate, fino a decorrenti per un dentino, mediamente fitte, arcuate, inframezzate da 2-3 lamellule di diversa lunghezza, da biancastre a beige-ocra, infine ocraceo-rugginose; filo finemente crenulato, concolore alle facce.

Stipite 30-150 x 4-20 mm, tenace, compatto, poi farcito all’interno, cilindraceo, sovente arcuato, base lievemente ristretta o di pari spessore; superficie asciutta, longitudinalmente striata e fibrillosa, alcune volte con piccole squamette sovrapposte, finemente pruinosa all’apice, di colore inizialmente bianco, tendente a macchiarsi localmente di ocraceo nelle parti traumatizzate.

Velo parziale collocato nella porzione superiore dello stipite, ampio, membranoso, persistente, inizialmente bianco, poi brunastro per la caduta delle pore.

Carne all’inizio soda nel pileo, tenace e fibrosa nel gambo, bianca, giallina nella corteccia stipitale, leggermente rugginosa nelle zone attaccate dalle larve e alla base dello stipite; odore negli esemplari giovani leggero e gradevole, non farinaceo, nell’adulto forte, come di vinaccia o di botte di vino; sapore dolce, piuttosto inteso ma non farinaceo.

Sporata bruno-tabacco.

Spore (7,9)8,2-9,9 (11,4) x (4,4) 4,6-5,5 (5,7) µm, in media 8,3 x 4,9 µm, Q.m. = 1,75, Vol.m.= 103 µm³, da ellittiche a strettamente ovoidi, lisce, ocra brunicce in acqua, parete sporale sottile, poro germinativo poco o per nulla evidente.

Basidi 18,4-27,2 x 6,7-9,9 µm, Vol.m.= 793 µm³, clavati, tetrasporici, raramente bisporici.

Cheilocistidi abbondantissimi, di due tipologie, più o meno in percentuale uguale, da fusiformi, con papilla apicale più o meno allungata e lungo peduncolo basale, di dimensioni 39,5- 67,0 x 10,2-15,9 µm, in media 68,2 x13,2 µm, Vol.m.= 5507 µm³, a strettamente fino a largamente clavati, di dimensioni 21,8-42,3 x 8,2-17,5 µm, Vol.m.= 3469 µm³; in entrambe le tipologie con contenuto amorfo o con goccia lipidica da ialina a grigio-giallastra.

Filo lamellare completamente sterile.

Pleurocistidi abbondantissimi, di due tipologie, per la quasi totalità fusiformi con papilla apicale più o meno allungata e lungo peduncolo basale, di dimensioni 42,6-65,9 x 12,5-18,1 µm, in media 50,2 x 13,5 µm, Vol.m. = 6129 µm³, molto raramente da strettamente a largamente clavati, 34,0 - 45,4 x 13,4-17,0 µm, in media 38,0 x14,4 µm, Vol. m.= 4168 µm³; in entrambe le tipologie con contenuto amorfo o goccia lipidica da ialina a grigio-giallastra.

Pileipellis di tipo imeniderma, formata da cellule gelatinizzate, a tipologia principalmente clavata o piriforme, misuranti 18,9- 62,7 x 9,0 -15,1 µm, in media 25,1 x 10,9 µm, Vol. m.= 2278 µm³.

Pileocistidi 33,2- 42,2 x 9,0 -14,4 µm, in media 38,4 x 10,8 µm, da clavati a strettamente utriformi, raramente sublageniformi, dispersi, emergenti per un terzo o poco più dalle cellule della pileipellis.

Subpellis formata da una serie di cellule subisodiametriche.

Stipitipellis tipo cutis, formata da ife gelatinizzate, con diametro di 3-5 µm.

Caulocistidi assenti.

Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti osservati.    

 

Materiale studiato ed ambiente delle raccolte: F.V.G. Muggia. Località bagni San Rocco. Coordinate geografiche: 45°36'25.02"N 13°45'31.74"E. Altezza 4 m s.l.m. Habitat: alla base di un tronco di Populus morto. Raccolte: 10.6.2013 (n° 5061). Legit. & det. Zugna.  Trieste. Località: quartiere Ponziana. Coordinate geografiche: 45°38'11"N 13°46'48"E. Altezza 19 m s.l.m. Raccolte: 28.10.2015 (n°5851). Legit. & det. Picciola.

 

Osservazioni

Cyclocybe cylindracea cresce diffusamente sia in ambiente urbano sia in quello agreste, dalla pianura alla collina.

Nella Venezia Giulia la troviamo per gran parte dell’anno sui vecchi alberi e sulle ceppaie di diverse specie di latifoglia (pioppo, olmo, ippocastano, sambuco) situati lungo i viali alberati, nei parchi cittadini, nelle aiuole e nei boschetti di periferia. La rinveniamo pure sull’altopiano triestino, seppure relegata ad alcuni siti circoscritti, come ad esempio gli stagni o alcuni boschetti umidi di dolina, su vecchi pioppi e salici.

Per il suo riconoscimento bisogna prestare attenzione alla variabilità cromatica del cappello: negli esemplari giovani e ben idratati si presenta di colore bruno dattero uniforme, in seguito, con il sopraggiungere della disidratazione, tende a decolorare dal bordo fino a diventare completamente bianco.

La presenza di un anello membranoso, la crescita cespitosa, la carne soda e fibrosa nello stipite, la superficie liscia e grinzosa del pileo che tende a fessurarsi per il caldo, unitamente alle lamelle inizialmente bianche e poi ocracee per la sporata sono ulteriori caratteri utili al suo riconoscimento macroscopico.

È un parassita-saprotrofo poiché inizia il proprio ciclo vitale aggredendo gli alberi vivi portandoli rapidamente a morte per poi continuare a degradare tutta la sostanza organica in decomposizione.

 

È considerato un fungo di grande interesse commerciale, di ottima commestibilità, conosciuto con i nomi popolari di “pioppino” o “piopparello”.  Si presta inoltre molto bene alla coltivazione su substrati idonei.

Sudi molecolari e morfologici condotti recentemente da Vizzini & Angelini (2014) hanno potuto accertare l’indipendenza di questo taxon dal genere Agrocybe, pertanto questi autori l’hanno collocato nel genere Cyclocybe Velenovský.

Fino a questa ricombinazione, il pioppino era considerato un rappresentante del Sottogenere Aporus del genere Agrocybe Fayod che comprendeva specie con pore a sommità ottusa e poro germinativo rudimentale o assente e nell’eponima Sezione Aporus Singer al cui interno trovavano collocazione le specie con colori inizialmente brunastri, velo parziale ben sviluppato e crescita lignicola.

Anche sul piano microscopico Cyclocybe cylindracea è una specie ben caratterizzata per la presenza di numerosi cistidi imeniali particolarmente belli nelle forme e nei contenuti interni, scarsamente segnalati nella letteratura, di forma variabile, da fusiformi, con papilla apicale più o meno allungata e lungo peduncolo basale a largamente clavati, con contenuto amorfo o goccia lipidica da ialina a grigio-giallastra tanto da farli assomigliare a dei cheilocrisocistidi.

 

Lepiota subincarnata

J.E. Lange, Flora Agaricina Danica 5: V (1940)

Sinonimi: Lepiota josserandii Bon & Boiffard, Bulletin de la Société Mycologique de France 90 (4): 289 (1975). Lepiota josserandii var. rosabrunnea Raithelh., Metrodiana 16 (1-3): 42 (1988)

 

Pileo 18-50 mm, inizialmente convesso, presto spianato, con eventuale debole umbone, spesso fino a 5-6 mm in alcune raccolte nella zona discale, margine da involuto a revoluto, solitamente recante resti biancastri del velo parziale; superficie subvellutata, presto dissociata in squamule lanuginose irregolari, disposte concentricamente, di colore rosa incarnato, rosso-mattone, bruno-rossastro, su un fondo bianco rosato, zona discale indissociata, più scura.

Lamelle libere, fitte, da rettilinee a ventricose, larghe fino a 7 mm, intercalate da lamellule di diversa lunghezza, di colore da bianco candido a crema.

Stipite 25-50 x 3-5,5 mm, cilindrico, fistoloso con l’età, leggermente allargato alla base, terminate con dei cordoncini miceliari di colore bianco, superficie asciutta, con squamette-fibrillose disposte a pelle di serpente di colore rosso-vinoso su un fondo bianco-rosato, apice con anello sottile, araneoso, bianco, fugace, apice liscio, di colore bianco puro, poi tendente al rosato.

Carne biancastra nel pileo, rosata sotto la cuticola, zona corticale dello stipite bianco-grigiastra, imbrunente nella parte inferiore del gambo, odore lieve, con componente fruttata, sapore leggermente amarognolo.

Sporata bianca.

Spore (6,1)7,4-8,5(8,8) x (4,4)4,6-5,2(5,6) µm, in media 8,0 x 4,9 µm, Q.= 1,3-1,8, Q. m.= 1,6, V. m.= 104 µm³, da ellissoidali a subcilindriche, lisce, ialine, congofile, destrinoidi, fortemente cianofile.

Basidi 16-30 x 5-8 µm, clavati, tetrasporici.

Filo lamellare sterile.

Cheilocistidi 11-35 x 5-9 µm, abbondanti, basidioliformi.

Pleurocistidi assenti.

Pileipellis un tricoderma, composto da ife erette, cilindriche, flessuose, lunghe e strette, di dimensioni 50-350 x 6-15 µm, senza substrato imeniforme. 

Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti.

 

Materiale studiato ed ambiente della raccolta: F.V.G. Trieste. Località: Trieste viale Campi Elisi. Coordinate geografiche 45°38'17"N 13°45'56"E. Altezza 14 m s.l.m. Habitat: aiuola a Cedrus. Raccolte: 25.10.13 (n° 5920); 1.12.2014 (n°5629);  20.10.2015 (n°5845);  24.11.2016 (n°). Legit. & det. Picciola.

 

Osservazioni

Lepiota subincarnata cresce nei giardini e nei parchi cittadini, in particolare nelle aiuole con cedri, su suoli ricchi di humus; dall’estate all’autunno anche inoltrato.

Negli stessi luoghi e nel medesimo periodo è possibile rinvenire Lepiota brunneoincarnata Chodat & Martin, la quale si distingue dalla specie qui presentata per i colori più brunastri che rossicci, il cappello e l’armilla nettamente verrucosi e per le pore più grandi che raggiungono i 10 µm di lunghezza. Abbiamo osservato all’interno di una stessa raccolta basidiomi con un’evidente zona anulare frammisti ad altri che ne erano privi. 

L’ingestione di Lepiota subincarnata, come molte altre specie di Lepiota di piccola taglia, provoca la sindrome falloidea a esito potenzialmente mortale.

 

Bibliografia citata nel testo

Angelini C. - 2014: Note su Volvopluteus earlei (Murrill) Vizzini, Contu & Justo. Primo ritrovamento per il Friuli Venezia Giulia. Bollettino del Centro Micologico Friulano: 22-26.

Cacialli G., V. Caroti & F. Doveri – 1995: Funghi fimicoli e rari o interessanti del litorale toscano. Schede di Micologia 1. A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici.

Donelli G. & G. Simonini – 1986: Alcuni Coprini della sezione Hemerobii Fries. Boll. del Gruppo Micologico Bresadola (3-4): 105-120.  

Hausknecht A. - 2009: Conocybe Fayod & Pholiotina Fayod. Fungi Europaei 11. Ediz. Candusso. Alassio.

Justo A, A. Vizzini, A.M. Minnis, J.N. Menolli, M. Capelari, O. Rodríguez, E. Malysheva, M. Contu, S. Ghignone, D.S. Hibbett – 2011a: Phylogeny of the Pluteaceae (Agaricales, Basidiomycota): taxonomy and character evolution. Fungal Biology. 115:1-20.

Justo A, A.M. Minnis, S. Ghignone, N. Menolli, M. Capelari, O. Rodríguez, E. Malysheva, M. Contu & A. Vizzini – 2011b: Species recognition in Pluteus and Volvopluteus (Pluteaceae, Agaricales): morphology, geography and phylogeny. Mycological Progress 10:453-479.

Hausknecht A. & I. Krisai-Greilhuber – 2006 : Infrageneric division of the genus Conocybe – a classical approach. Österr. Z. Pilzk. 15 : 187-212.

Justo A., E. Malysheva, T. Bulyonkova, E. C. Vellinga, G. Cobian, N. Nguyen, A. M. Minnis & D. Hibbett – 2014: Molecular phylogeny and phylogeography of  Holarctic  species of Pluteus section Pluteus (Agaricales: Pluteaceae), with description of  twelve new species. Phytotaxa. 180(1)1-85.

Noordeloos M.E., TH. W. Kuyper & E.C. Vellinga - 2005 – Flora Agaricina Neerlandica 6. Balkema. Rotterdam.

Redhead S.A., R. Vilgalys, J. M. Moncalvo, J. Johnson & J.S. Jr. Hopple – 2001: Coprinus Persoon and the disposition of Coprinus species sensu lato. Taxon. 50(1):203-241.

Vellinga E.C. – 1988. Glossary. In: Flora Agaricina Neerlandica I (eds. Bas C., Kuyper Th. W., Noordeloos M.E. & Vellinga E.C.). Balkema, Rotterdam.

 

Bibliografia consultata

Boccardo F., M. Traverso, A. Vizzini & M. Zotti – 2008: Funghi d’Italia. Zanichelli. Bologna.

Bon M. - 1992: Cle monografique des speces Galero– Naucurioides. Documents Mycologique . Tome XXI.

Bon M. & R. Cortequisse – 2003: Clé deDétermination du genre Panaeolus (Fr.)Quélet. Documents Mycologique.

Breitenbach J. & F. Kränzlin – 1995: Champignons à lames 2 partie. Champignons de Suisse. Tome 4. Mycologia. Lucerna. 

Chiari M., G. Giliani, G. Medardi & C. Papetti – 2015: I funghi della città di Brescia. Circolo Micologico Carini. Brescia.

Consiglio G. & C. Papetti – 2001: Atlante Fotografico dei Funghi d’Italia. Vol. 2. A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici. Trento.

Consiglio G. & C. Papetti – 2009: Atlante Fotografico dei Funghi d’Italia. Vol. 3. A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici. Trento.

Doveri F. – 2004: Funghi fimicoli Italici. A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici.

Meusers M. - 1996: Clè de Espécies européennes des genres Conocybe et Pholiotina

Papetti C., G. Consiglio & G. Simonini – 1999: Atlante Fotografico dei Funghi d’Italia. Vol. 1. A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici. Trento.

Picciola P. & M. Zugna – 2017 : Osservazioni su raccolte giuliane di due interessanti specie di Callistosporium. Rivista di Micologia 60(3) : 255-277.

Vellinga E.C. – 1990 : Pluteaceae. In Flora Agaricina Neerlandica 2. Balkema. Rotterdam.

Vizzini A., C. Angelini & E. Ercole – 2014 : Le sezioni Velatae e Aporus di Agrocybe sottogenere Aporus : rivalutazione del genere Cyclocybe Velen. ed una nuova specie. Rivista Micologica Romana. 92(2) : 21-38.

Watling R. & N.M. Gregory – 1987: British Fungus Flora. 5. Strophariaceae & Coprinaceae p.p. Hypholoma, Melanotus, Psilocybe, Stropharia, Lacrymaria & Panaeolus. Royal Botanic Garden, Edinburgh.
 

 

 
 
 


Marino Zugna
A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso




0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi