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Coprinellus bipellis


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#1 marinetto

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Posted 30 May 2012 - 14:59 PM

Coprinellus bipellis (Romagn.) P. Roux, Guy García & Borgarino, in Roux, Mille et Un Champignons: 13 (2006)

Basionimo: Coprinus bipellis Romagn., Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. 92: 198 (1976)
Sinonimi
: Coprinus bipellis Romagn., Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. 92: 198 (1976)


Posizione sistematica
: Psathyrellaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi


Original description
: Coprinus bipellis Romagnesi, H. 1976. Espèces rares de macromycètes 1. In Bull. Soc. myc. Fr. 92: 199.
Diagnose Latine. - A C. radiante differt velo eximie cohaerenti, semimembranaceo, comparate crasso, sericeo, pallido, totam superficiem pilei occultante, fibrillis rufis insuper vestito. Stipite bulboso, albo, pruinoso. Sporis subopacis, 8.5-10.5 x 4.5-5.2 µm, anguste ellipsoideis, interdum paulum phaseoliformibus, poro manifestissimo. Basidiis 4-sporis. Cystidiis globosis vel ellipsoideis, ad 115 x 60 µm. - Loco ambusto, Luzarches (V.-d'O.). Typus: no. 5, 10 mai 1946.


Quadro macroscopico della raccolta
La raccolta si riferisce ad un gruppetto di otto esemplari, in diversi stadi di crescita. Basidiomi piuttosto tozzi nonostante le piccole dimensioni; di forma coprinoide, con carne esigua nel pileo e abbastanza consistente nello stipite.


Velo
membranoso, di colore giallo-ocra-arancio. Abbondantissimo. Nei giovani esemplari a ricoprire l'intero basidioma. Presto fratturato a livello della porzione basale, dove, buona parte rimane a formare la pseudo volva, mentre la parte superiore rimane aderente alla superficie pileica sotto forma di placche membranacee, più o meno ampie e di lembi appendicolati al margine.

Pileo
alto 10-30 mm, largo 10-20 mm, all'inizio emisferico, presto ovoide, velocemente campanulato, infine disteso con o senza basso umbone ottuso. Superficie pileica fortemente plissettata per gran parte del raggio fuori che al disco; di colore uniformemente ocraceo, più intenso al disco.

Lamelle libere, ventricose, molto fitte, intercalate da lamellule. All'inizio di colore bianco, presto rosate, quindi rosa-grigiastre, ed infine nere; filo lamellare, all'inizio concolore, appena più chiaro in corso di maturazione.
Stipite 30-70 x 3-5 (10) mm, diritto, ristretto in alto, via via più largo verso il basso, terminante in un piccolo bulbo rivestito da una fitta peluria feltrosa, a formare una pseudo volva, quasi membranosa, di colore giallo-ocra-arancio, avvolgente il bulbo e la porzione basale dello stipite. Finemente pruinoso in gran parte della superfice, più o meno liscio verso il basso. Completamente di colore bianco candido, accidentalmente macchiato di bruno in basso.
Carne scarsa e ocracea nel pileo, bianca e piuttosto consistente nello stipite lentamente deliquescente. Insapore nel exsiccatum. Odore non testato.

Quadro microscopico della raccolta

Spore
ellissoidali in proiezione laterale (7,6) 8,2-9,2 (9,8) x (4,6) 4,8-5,4 (5,6) µm, in media 8,78 x 5,12 µm; Q. = (1,5) 1,6-1,8 (1,9), Q.m.= 1,76; Vol. (94) 103-140 (152) µm³, Vol.m.= 121 µm³; ovoidi in proiezione frontale, ellissoidi in proiezione laterale, con apice evidentemente tronco e poro germinativo centrale, in qualche caso leggermente eccentrico, con diametro di 1,2-2,2 µm, in media 1,80 µm; base da arrotondata a più o meno conica, apicolo poco visibile, ialino, parete spessa 0,5-0,8 µm, in media 0,72 µm, al microscopio ottico di colore marrone-rossastro, nere nella polvere sporale.
Basidi
(16) 17-25 (26) x (6) 7-8 (9) µm, in media 21,4 x 7,5 µm; Q.m.= 2,87; Vol.m.= 636 µm³, tetrasporici, in massima parte clavato- pedicellati senza restringimento mediano, più raramente semplicemente clavati. Contornati da 4-5 pseudoparafisi di forma sferopeduncolata.

Cheilocistidi (23) 32-55 (64) x (25) 27-46 (48) µm, in media 44,8 x 36,9 µm, Q.m.= 1,23; Vol.m.= 34194 µm³; numerosi in massima parte da globosi o subglobosi, spesso attaccati ad un ifa più o meno lunga, più raramente subutriformi con breve pedicello ma privi di ifa, per buona parte (soprattutto quelli globosi), immersi nell'imenio. Filo lamellare (probabilmente eteromorfo?), in quanto abbiamo notato numerose zone dove i cheilocistidi erano molto addensati e profondamente insinuati nell'imenio ed altre dove essi erano radi e frammisti a basidi o addirittura mancavano completamente. Questo potrebbe far supporre un loro repentino distacco in fase di crescita e ciò darebbe un senso alla loro numerosa presenza sullo stipite.
Pleurocistidi
(72) 75-100 (104) x (40) 42-67 (73) µm, in media 89,5 x 59,3 µm, Q.m.= 1,53 ; Vol.m.= 169961 µm³; da ovoidi a largamente utriformi, molto numerosi.
Nota: cheilocistidi e pleurocistidi di tipologia lageniforme non osservati.

Pileipellis
di tipo epithelium (12) 14-23 (26) x (11) 12-23 (25) µm, in media 19,3 x 17,0 µm, Q.m.= 1,17; Vol.m.= 3304 µm³, formata da cellule subglobose. Pileocistidi assenti.

Caulopellis
disposta in cutis, formata da ife cilindriche, settate, misuranti di diametro 3-8 µm, le più esterne leggermente gelatinizzate e ricoperte da granulosità. Quelle interne 5-14 µm, ialine.

Caulocistidi globosi o subglobosi, misuranti (13) 16,48-28 (31) x (12) 13-22 (28) µm, in media 21,9 x 17,9 µm. Vol.m.= 3969 µm³, molto simili ai cheilocistidi, il che, potrebbe far supporre che, nelle prime fasi di sviluppo, una buona parte dei cheilocistidi distaccandosi dall'imenio, rimangano appiccicati alle ife corticali dello stipite e forse per questo motivo, nonostante il filo lamellare discolore, indichi la presenza di cheilocistidi, poi, in realtà non ci si trovino che pochi esemplari. Caulocistidi lageniformi (setae) non osservati.
Velo pileico formato per la quasi totalità da ife con pigmento parietale bruno, cilindriche e ristrette ai setti, catenulate con articoli misuranti (27) 33-68 (71) x (9) 11-17 (18) µm, in media 50,9 x 14,7 µm, Vol.m.= 6075 µm³. Articoli terminali con pigmento parietale bruno o ialini, fusiformi e attenuati all'apice, misuranti (39) 43-68 (72) x (14) 16-23 (25) µm, in media 56,3 x 19,8 µm, Vol.m.= 12737 µm³. Parete spessa < 1,0 µm. Cellule globose molto scarse (18) 23-29 (30) µm, ialine.
Velo della base (pseudovolva), formato da ife con pigmento parietale e incrostante bruno, cilindriche, raramente ristrette ai setti, catenulate, con articoli misuranti (28) 30-51 (54) x (7) 8-10 (11) µm, in media 37,0 x 9,1 Vol.m.= 1651 µm³. Articoli terminali con pigmento parietale bruno, da cilindrici attenuati all'apice a fusiformi, misuranti (23) 24-68 (69) x (8) 9-14 (15) µm, in media 45,8 x 11,5 µm, Vol.m.= 3434 µm³. Cellule globose non osservate.
Giunti a fibbia assenti in tutte le parti dei basidiomi prese in esame.

Materiali e metodi

Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato con KOH 5%, NH4OH 6%, H2O, secondo necessità.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 2% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia.
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary).
Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all'Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Habitat e Raccolte studiate

N. scheda: 4840, Data di ritrovamento: 01/05/2012, Località: Castagneto di Senarica. Comune: Crognaleto (TE). Coordinate geografiche: 42°32'47.66"N 13°29'16.96"E. Altezza slm: 800. Habitat: In castagneto, nella terra e su resti carboniosi. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.
Data inserimento in erbario: 27/05/2012.

Osservazioni
Coprinellus bipellis
si riconosce per il suo velo particolare, ed i sui vistosissimi residui, giacenti a lungo sulla pileica sotto forma di vistose placche e molto spesso alla base dello stipite a simulare una pseudovolva.
Nel nostro studio, in relazione ai caratteri microscopici, abbiamo notato la totale assenza di caulocistidi di tipologia lageniforme, la dove, nelle rimanenti specie appartenenti al gruppo dei domestici (a parte C. flocculosus), abbiamo sempre riscontrato la loro presenza o sul filo lamellare, o sullo stipite o in entrambe le superfici. Anche le spore hanno riservato alcune particolarità riguardanti soprattutto il poro germinativo che, nel nostro caso si è dimostrato sempre molto ampio, tronco con la membrana rigonfia, ma soprattutto totalmente centrale in tutte le spore da noi osservare (alcune centinaia).
la Sezione Veliformes (Fr.) Penn., Sottosezione Domestici Sing., oltre alla specie in oggetto di studio, comprende altri cinque taxa di cui diamo un breve cenno.
C. ellisii (P.D. Orton) Redhead, Vilgalys & Moncalvo, molto prossimo e spesso confuso con la specie in oggetto, si caratterizza principalmente per avere spore di taglia notevolmente inferiore, caulocistidi lageniformi.
C. xanthothrix (Romagn.) Vilgalys, Hopple & Jacq. Johnson, presenta spore, solo in alcuni casi, faseoliformi viste di profilo è possiede cheilocistidi e caulocistidi anche di tipologia lageniforme.
C. domesticus (Bolton) Vilgalys, Hopple & Jacq. Johnson, presenta spore, per la quasi totalità, faseoliformi viste di profilo, caulocistidi anche di tipologia lageniforme.
C. radians (Desm.) Vilgalys, Hopple & Jacq. Johnson, possiede spore che possono arrivare a 11,5 µm, inoltre, cheilocistidi e caulocistidi anche di tipologia lageniforme.
C. flocculosus (DC.) Vilgalys, Hopple & Jacq. Johnson, possiede spore 11-16 x 6.5-9.5 µm, con poro germinativo fortemente eccentrico e assenza di caulocistidi.
Anche l'habitat carbonicolo può, in qualche modo, venire in aiuto e restringere il campo d'ipotesi. I coprini carbonicoli o amanti di questo substrato non sono poi molti, ed in ogni caso, le loro differenze sostanziali sono abbastanza riguardevoli. Di questi, proviamo a dare una breve lista riassuntiva senza per altro pensare che possano essere solo questi i coprini che, in un modo o nell'altro possano crescere in luoghi combuste.
Coprinopsis phlyctidospora (Romagn.) Redhead, Vilgalys & Moncalvo, possiede spore verrucose.
Coprinopsis erythrocephala (Lév.) Redhead, Vilgalys & Moncalvo (= C. dilectus ss. Lge.), possiede basidiomi con velo di un rosso corallo molto appariscente.
Coprinopsis lagopides (P. Karst.) Redhead, Vilgalys & Moncalvo (= C. lagopus var. sphaerosporus Kühn. & Joss., C. funariorum Métr., C. jonesii Peck), possiede spore subglobose, lenticolari, 9 x 7 x 6 µm
Coprinopsis gonophylla (Quél.) Redhead, Vilgalys & Moncalvo, possiede spore appiattite 8 x 6 x 4 µm, e il velo ramificato.
Parasola auricoma (Pat.) Redhead, Vilgalys & Hopple (= C. crenatus ss. Rick., C. hansenii Lge.?), possiede spore 12-14 x 7 µm, superficie pileica con lunghe setae.
Coprinellus angulatus (Peck) Redhead, Vilgalys & Moncalvo (= C. boudieri ), possiede spore mitriformi 10 x 8 x 6 µm, velo assente.
Le descrizioni che si possono trovare nella bibliografia sui generis riguardo a C. bipellis, non sono poi molte, inoltre, spesso contrastano tra di loro (anche nel caso si tratti dello stesso Autore), e spesso non aiutano a delimitare in modo chiaro il taxon.
Con questo breve lavoro speriamo di aver aggiunto qualche nota ad un taxon che, nelle letteratura moderna trova poche e succinte descrizioni. Rendendoci conto che, quando si ha a che fare con il genere Coprinus sl., per le caratteristiche proprie di questo deliquescente ed effimeno genere, spesso non si è in grado di affinare la ricerca.


Bibliografia
Breitenbach F. Kränzlin -1995: Champignons de Suisse; Tome 4. Lucerne.
Index Fungorum
: <http://www.indexfung...ames/Names.asp>
Noordell. M.E., Kuyper Th. W. & E. C. Vellinga - 2005
- Flora Agaricina Neerlandica, vol. 6
Orton P.D. - 1972
: Notes on British Agarics : IV, Notes From The Royal Botanie Garden, Edinburgh 32-135-150
Orton P.D. & R. Walting - 1979
: British Fungus Flora 2, Coprinacee Part 1 : Coprinus, Edinburgh.
Uljé' C. B. & M. E., Noordeloos - 1997
. Studies in Coprinus IV. Persoonia 16: 265-333.

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Photo by: Bruno de Ruvo

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Photo by: Bruno de Ruvo

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Photo by: Bruno de Ruvo

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Coprinellus bipellis (Romagn.) P. Roux, Guy García & Borgarino, in Roux, Mille et Un Champignons: 13 (2006)

In foto: velo sul pileo

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In foto: pileipellis


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In foto: cheilocistidi

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In foto: pleurocistidi

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In foto: basidi

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In foto: pseudoparafisi



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In foto: spore

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In foto: caulocistidi


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In foto: velo basale


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