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Pholiotina coprophila


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Inviato 18 luglio 2012 - 19:12

Pholiotina coprophila (Kühner) Singer, Acta Inst. bot. Komarov. Acad. Sci., Pl. Crypt, ser. 2 6: 434 (1950)


Basionimo: Galera coprophila Kühner, Botaniste 17: 169 (1926)
Sinonimi: Galera coprophila Kühner, Botaniste 17: 169 (1926)

Sistematica: Bolbitiaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Diagnosi originale
Kühner R., 1926. Le Botaniste 17: 169, s.n. Galera coprophila.
Chapeau atteignant jusqu’à 3 cm. hémisphérique ou campanulé, hémisphérique obtus, opaque, crème ocre ou ocre clair, un peu lubrifié, en temps pluvieux. Chair molle à odeur faible. Lames peu serrées (18 grandes lames avec 7 lamellules dont les extérieurs sont très petites) ocre fauve, assez larges, ascendantes adnées. Stipe (3-4 cm. x 2-2,5 mm.) subégal à base ± renflée ou bulbeuse, entiérement blanc, rayé, sillonné, et villeux pruineux sur une grande longueur, mou et fistuleux. Spore jaune doré, s. l. ellipsoïde 13 x 7 µ avec pore. Basides tétrasporiques. Poils d’arête atypiques, à base ventrue, à sommet atténué piliforme (non capité!). Revêtement piléique hyméniforme avec des poils saillants gélifiés en temps humide. Assez fréquent en Savoie sur les crottins de mulet et les bouses de vache dans les pâturages, etc.

Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo 15-30 mm, all’inizio emisferico, quindi campanulato-convesso priva di umbone, quasi mai completamente disteso, porzione periferica non striata, orlo intero, mai ornato da residui velari appendicolati ma alle volte con cuticola leggermente debordante. Cuticola liscia e finemente vellutata “lente”, alle volte finemente screpolata con il tempo secco, viscosetta con l’umido, appena igrofana. In gioventù tendenzialmente di colore ocra chiaro, con l’età tendente color cuoio o ocra-grigiastro, leggermente più scura a zone con l’umidità.
Lamelle adnate, adnate, mediamente rade, inframezzate da lamellule di diversa lunghezza, all’inizio ocracee, poi brunicce, infine rugginose, filo lamellare finemente crenulato, concolore o appena più chiaro delle facce.
Stipite 30-60 x 1-3 mm, cilindrico, ricurvo in basso, rastremato all’apice e leggermente allargato alla base. Longitudinalmente striato, finemente pruinoso nella porzione apicale, finemente pubescente nella porzione basale.
Carne esigua, bruniccia. Odore e Sapore non testati.

Descrizione microscopica della raccolta

Spore (10,4) 11,7-13,7 (14,9) x (6,2) 6,8-7,7 (8,1) µm, in media 12,94 x 7,34 µm; Q. = (1,5) 1,6-1,8 (2,0); Q.m.= 1,77; Vol. = (211) 293-429 (487); Vol.m.= 367 µm³; in proiezione frontale largamente ellittiche, in proiezione laterale ellissoidi con porzione adassiale leggermente appiattita. Di colore rugginoso se osservate in KOH 5%, giallo-ocraceo in H2O. Lisce, con parete spessa 0,5-1,0 µm, poro germinativo con diametro di 0,9-1,5 µm, ben visibile, centrale, appendice ilifera piccola e non molto evidente.
Basidi 21,1-26,5 x 9,8-12,8 µm, in media 23,5 x 10,9 µm, Q.m. = 2,1; Vol.m.= 1497 µm3, clavati, per la stragrande maggioranza tetrasporici, molto raramente bisporici.
Subimenio costituito da ife sottili aventi per diametro 2,3-5,0 µm, ialine e finemente incrostate.
Trama lamellare formato da corte ife inflate con diametro 7,5-23,5 µm, ialine e finemente incrostate.
Cheilocistidi polimorfi 23,4-47,3 x 8,6-14,2 x 3,6-7,3 µm, in media 31,8 x 10,5 x 5,3 µm, di tipologia lageniforme o sublageniforme, a base larga, collo cilindrico e apice da subcapitulato a rastremato, molto spesso con escrescenze e protuberanze digitiformi, più o meno flessuosi, ialini, in alcuni casi con leggera granulazione, tappezzanti il filo lamellare. Filo lamellare sterile. Pleurocistidi non osservati
Pileipellis di tipo imeniderma, formata da cellule misuranti 20,9-44,7 x 12,0-29,7 µm, in media 32,1 x 21,5 µm, Q.m. = 1,52; Vol.m.= 8779 µm3, di tipologia clavata o sferopeduncolata, ialine.
Pileocistidi 34,9-138,3 x 10,3-17,9 x 2,7-6,0 µm, in media 96,2 x 13,5 x 4,6 µm, sublageniformi, subulati, flessuosi, abbondantissimi. Trombopleurogene non osservate.
Caulopellis di tipo cutis, composta da ife cilindriche, settate, con diametro 4,1-7,3 µm, ialine, finemente incrostate. Trombopleurogene non osservate.
Caulocistidi 44,7-114,4 x 11,4-22,7 x 3,1-9,7 µm, in media 70,1 x 15,0 x 6,1 µm, di tipologia lageniforme o sublageniforme con base larga, collo da più o meno cilindrico a rastremato e apice da subcapitulato ad attenuato, piuttosto flessuosi, disposti in folti mazzetti su buona parte dello stipite.
Giunti a fibbia presenti ma di difficile individuazione.

Dati relativi alla raccolta
N. scheda: 4849. Data di ritrovamento: 27/05/2012. Località: Prati Cantieri di Pizzo Intermesoli. Comune: Pietracamela. Coordinate geografiche: 42°30'0.20"N 13°31'25.65"E. Altezza slm: 1400. Habitat: Su sterco equino (Equus caballus). Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.
Data inserimento: 18/07/2012

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto materiale secco, reidratato con KOH 5%, NH4OH 6%, secondo necessità.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all'Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità.
Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Osservazioni
All’interno del Genere, questo taxon si fa riconoscere macroscopicamente per l’habitat strettamente fimicolo i suoi colori decisamente chiari e l’assenza di velo. Microscopicamente sono di valido aiuto per una corretta determinazione, i cheilocistidi lageniformi, molto volentieri capitatulati e con escrescenze digitiformi, le spore grandi, con poro germinativo distintamente evidente e rugginose in KOH.
Per la somma delle caratteristiche sopra elencate P. coprophila trova posto nella Sezione Piliferae Hauskn. & Krisai 2007, Serie Coprophila Hauskn. & Krisai 2007, al momento, unica entità e typus della Serie Coprophila.
Delle altre Pholiotina fimicole, a livello Europeo si conosce P. mairei var. stercorea Tkalčec, Mešić & Hauskn. 2009,
sistemata nella Sezione Pilifere, Serie Mairei, la quale possiede spore piccole, in media (5,7-6,9 x 3.5-4,1 µm) e cheilocistidi lanceolati.
P. veregregia Contu 1997, raccolta in Sardegna su sterco bovino, attualmente è considerata (Hauskn. 2009), un sinonimo di C. coprophila.
A livello mondiale per il North America si conosce P. fimicola (Watling) Enderle 1997, sistemata nella Sezione Pholiotina, Serie Vexans, specie con velo anuliforme sempre presente o sotto forma di anello o di lembi appendicolati al margine del pileo e spore piccole (7-9 x 4,5-6 x 4-5,5 µm).
Sempre per il North America si conosce P. stercoraria (Watling) Enderle 1997, e per l’Asia-Oceania P. indica K.A. Thomas, Hauskn. & Manim. 2001, entrambe inserite nella Sezione Pholiotina, Serie Teneroides, ambedue con caratteristiche macro e microscopiche simili a quelle di P. fimicola.




Bibliografia
Arnolds - 2006: Flora Agaricina Neerlandica n° 6
Bon M. - 1992: D. Myc. TOME XXI, Cle monografique des speces GALERO - NAUCURIOIDES
Breitenbach J. & F. Kränzlin - 1995: Champignons de Suisse Tome 4
Consiglio G. - 1999: Contributo alla conoscenza dei macromiceti dell’ Emilia-Romagna. XV. Famiglia Bolbitiaceae. Boll. Gr. Micol. Bresadola-Nuova Ser. 42 (2): 67-77.

Consiglio G. - 1999: Funghi interessanti dell’Emilia-Romagna. Terzo contributo. Micol. Veg. Medit. 14 (2): 97-113.

Contu M. - 1997: Studi sulle Bolbitiaceae della Sardegna. 1 – Tre nuove specie nei generi Agrocybe e Pholiotina. Cryptogamie, Mycol. 18 (4): 349-353.

Doveri F. - 2004: Funghi fimicoli Italici. A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici.
Hausknecht A. - 2009: Fungi Europaei. Conocybe & Pholiotina. Edizioni Candusso 2009
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
Meusers M. - 1996: Clè de Espécies européennes des genres Conocybe et Pholiotina
Noordeloos M.E., Kuyper Th.W., & Vellinga E.C. (eds) – 2005 : Flora Agaricina Neerlandica 6. Coprinaceae, Bolbiticeae. Rotterdam: Balkema. 227 pp.


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photo by: Bruno de Ruvo

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photo by: Bruno de Ruvo

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Pholiotina coprophila (Kühner) Singer, Acta Inst. bot. Komarov. Acad. Sci., Pl. Crypt, ser. 2 6: 434 (1950)


in foto: pileipellis e pileocistidi

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in foto: cheilocistidi

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Pholiotina coprophila (Kühner) Singer, Acta Inst. bot. Komarov. Acad. Sci., Pl. Crypt, ser. 2 6: 434 (1950)


in foto: ife della trama lamellare

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imenopodo, GAF
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in foto: basidi

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in foto: spore

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Pholiotina coprophila (Kühner) Singer, Acta Inst. bot. Komarov. Acad. Sci., Pl. Crypt, ser. 2 6: 434 (1950)


in foto: caulopellis e caulocistidi

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Inviato 22 febbraio 2021 - 00:35

Note in calce

Nell’esaminare la raccolta di Rogla, Maribor (SLO). La pileipellis è risultata invasa da Oedocephalum nicotianae Oudem., (1903), una specie appartenente alle Pezizales (incerta sedis), vegetante prevalentemente su funghi fimicoli.

Nell’esame abbiamo potuto riscontrare sia le ife conidiogene che i conidiofori di O. nicotianae di cui abbiamo misurato le blastospore (6,1) 6,3-7,64-8,9 (10,0) x (3,9) 4,1-4,78-5,5 (5,6) µm.

In due ulteriori raccolte, una proveniente da Prati Cantieri di Pizzo Intermesoli, comune di Pietracamela, studiata il 18/07/2012 (scheda erbario 4849), l’altra proveniente da Paranesi, comune di Rocca Santa Maria, studiata il 09/02/2020 (scheda erbario 8149), abbiamo osservato la medesima invasione di ife ma senza notare fruttificazioni evidenti, quindi le avevamo scambiate per (possibili) pileocistidi.

Quindi, da verifica, quelli che erroneamente si supponeva essere “lunghi” pileocistidi sublageniformi, si sono rilevati essere ife conidiogene di O. nicotianae.

Oedocephalum glomerulosum.JPG

 

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