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Le micocenosi del biotopo delle Noghere "secondo contributo"


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#1 marinetto

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Inviato 20 febbraio 2017 - 16:18

Habitat delle raccolte studiate nel secondo contributo

Le raccolte sono state effettuate in Località Laghetti di Noghere. Comune di Muggia (TS). Coordinate geografiche: 45°35'11.90"N 13°48'57.16"E. Altezza s.l.m.: 5.

 

Hebeloma ochroalbidum Bohus, (1972). N. scheda 2966. Data di ritrovamento 03/11/2005. Habitat: sette esemplari in diversi stadi di crescita, nei pressi del laghetto, sotto Populus nigra, Alnus glutinosa, in terreno argilloso. Legit: R., Cainelli, A. Aiardi. Det. M. Zugna, E. Bizio.

Coprinellus ellisii (P.D. Orton) Redhead, Vilgalys & Moncalvo: N. scheda 4014. Data di ritrovamento: 13/04/2009. Habitat: su piccolo tronchetto di Alnus glutinosa morto, a terra. Legit: Zugna Alberto, Zugna M. Det. Zugna M.

Lacrymaria lacrymabunda (Bull.) Pat., N. scheda: 2961. Data di ritrovamento: 03/11/2005. Habitat: Il ritrovamento è stato effettuato in zona umida con terreno argilloso, la specie vegetava su terra nuda e prato incolto, sotto Populus nigra, e Salix alba, in zona prativa ai bordi del laghetto. Legit: Zugna M. Det. Zugna M.

 

Materiali e Metodi

Lo studio microscopico è stato eseguito su materiale fresco. I preparati sono stati montati e osservati in H2O, ove necessario colorati con Rosso Congo Anionico per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l’accertamento della destrinoidia delle spore. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile all’indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, ottenute da sporata o prelevate da altre zone non imeniali, scartando dal calcolo le spore ancora evidentemente immature e senza tener conto delle ornamentazioni che, nel caso, si sono misurate a parte. Per i rimanenti elementi cellulari, si sono eseguite un minimo di venti misure per tipologia.

Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary).

Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento a Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .

Le foto macro sono eseguite in habitat e/o, se necessario, in studio, con l’ausilio di una fotocamera Reflex Canon EOS D60 + obiettivo Canon EF 100mm f/2.8 Macro USM. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio della medesima fotocamera, posta sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa con regolatore d'intensità.

Le collezioni sono depositate presso l'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso (E.G.M.C.), con i numeri riportati di seguito al binomio nel paragrafo dei dati delle raccolte.

 

Bibliografia

Bon M., 1992: Clé monographique des espèces galero-nauriocoides. Doc. Myc. Tome xxi, fasc. 84: 76.

Bon M., 2002: Clé de determination du genre Hebeloma. Documents mycologiques, tome XXXI, fascicule n°123, 3-40.

Breitenbach J. & F. Kränzlin, 1995: Champignons de Suisse, tome 5. Mykologia, lucerne.

Breitenbach J. & F. Kränzlin, 1995: Champignons de Suisse; tome 4. Lucerne.

C. Papetti, G. Consiglio, G. Simonini, 2001: Atlante fotografico dei funghi d'Italia - vol. 1.

Cetto, 1987: I funghi dal vero vol.5, pl.n.1747

Courtecuisse R. & B. Duhem, 1994: Guide des champignons den France et d’Europe. Delachaux et niestlé, p. 362

Gennari A., 2005: 501 funghi. Arezzo

Hausknecht A. & Krisai - Greilhuber I., 1997: Some rare agaricales with brown or darker spores.  Fungi non delineati ii: 1-32. Libreria Mykoflora-Alassio.

index fungorum: http://www.indexfung...names/names.asp

Kühner R. & H. Romagnesi, 1974: flore analitique des champignons superieurs, paris.

Malençon  G. & Bertault R., 1970: Flore des champignons supérieurs du Maroc. Tome i. Rabat

Moser M., 1986: Guida alla determinazione dei funghi, vol. 1, Trento.

Noordell. M.E., Kuyper Th. W. & E. C. Vellinga, 2005: Flora Agaricina Neerlandica, vol. 6

Noordeloos M.E., 1992: Fungi Europei n°5. Entoloma: 213-214, 726.

Noordeloos M.E., 1998: Flora Agaricina Neerlandica n° 1: 111.

Noordeloos M.E., 2004: Fungi Europei n° 5a. Entoloma, supplemento: 920-921.

Orton P.D., 1972: notes on British agarics : iv, notes from the royal botanie garden, Edinburgh 32-135-150

Orton P.D. & R. Walting, 1979: British Fungus Flora 2, Coprinacee part 1 : Coprinus, Edinburgh.

Roy Watling & Norma M. Gregory, 1987: British Fungus Flora. Vo1.5 Strophariaceae & Coprinaceae

Uljé' C. B. & M. E., Noordeloos, 1997: Studies in Coprinus iv. Persoonia 16: 265m, 3.

Vesterholt J., 2005: the genus Hebeloma; fungi of Northern Europe, vol. 3.

Zugna M. 2015: Il biotopo dei Laghetti delle Noghere. Primo contributo. Bollettino del Centro Micologico Friulano. 2015.

 

laghetti delle Noghere.jpg


Marino Zugna
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#2 marinetto

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Inviato 20 febbraio 2017 - 16:27

Hebeloma ochroalbidum Bohus, (1972)

 

Sinonimi: Agaricus crustuliniformis Bull., 1787: pl. 308.

Hebeloma crustuliniforme (Bull.) Quél., 1872.

Hebeloma crustuliniforme var. tiliae Brasinsky, 1987.

Hebeloma albocolossus M. Moser, 1985.

 

Sistematica: Cortinariaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

 

Descrizione macroscopica della raccolta

Pileo 6-9 cm, da convesso a piano-emisferico, con o senza largo e basso umbone, margine leggermente involuto, poco viscido, da biancastro a crema-ocraceo, quasi monocolore, con il disco leggermente più marcato in età.

Lamelle adnate, appena subdecorrenti, frammiste a lamellule 1L/3l, bianco-rosate in gioventù, ocraceeo-rosate in seguito, infine bruno cioccolato, filo lamellare biancastro, fioccoso, apparentemente crenulato, ricoperto da goccioline acquose, da prima ialine, in seguito opalescenti “a causa delle spore mature inglobate”, sono distribuite più o meno casualmente sul filo lamellare delle lamelle. Sporata bruno tabacco.

Stipite 4-8 x 1-2 cm, cilindrico, con base non allargata, mai bulbosa, all’inizio pieno, poi fistoloso, da bianco-biancastro a ocra pallido “concolore al cappello”, fino a ocra ocra-bruniccio per invecchiamento o per sporata, ricoperto da scagliette e fioccosità biancastre “più scure per le spore” su buona parte della superficie ma soprattutto verso l’apice. Goccioline acquose, ialine, in seguito opalescenti “per sporata”, ricoprono la parte alta del gambo.

Carne soda nel giovane, poi fibrosa, specialmente nel, gambo, bianca, poi ocrecea, con odore al momento lieve quasi di erba bagnata ma non rapanoide, quindi, dopo la sezione, leggermente rapanoide, carne con gusto di sapone ma non amara alla masticazione, di colore ocra, basidiomi non annerenti in exsiccatum.

 

Descrizione microscopica della raccolta

Spore 10,2-12,3 x 5,8-7,3 µm, media 11,5 x 6,4 µm, Q. 1,6-1,9 µm, Q. M., 1,79 µm, amigdaliformi, giallastre in H2O, finemente ormanentate da verruche basse e dense, alle volte concatenate per brevi tratti quasi a formare un pseudoreticolo a maglie aperte, episporio evidente ma poco distaccato, da poco a mediamente destrinoidi, parete mediamente spessa e apicolo laterale pronunciato.

Basidi 27-37 x 9-11 µm, tetrasporici.

Cheilocistidi 48-105 x 7,5-10,5 µm, con base ø 3-3,5 µm, sinuosi, da cilindrico-clavati a lungamente clavati, mai capitulati, densamente fascicolati su tutto il filo lamellare al punto da renderlo sterile.

Trama lamellare formata da ife cilindriche, ialine.

Caulocistidi di due forme ben distinte, i primi, 30-70 x 10-15 µm, sono sinuosi, cilindrico-filiformi, con apice leggermente allargato, non molto numerosi, isolati o a piccoli mazzetti nel primo quarto superiore del gambo. Il secondo tipo misura 20-50 x 25-30 (40) µm, sono più o meno piriformi, subglobosi, con breve e stretto pedicello basale e vanno a formare le scagliette che ornano la parte alta del gambo.

Pileipellis formata da ife disposte disordinatamente ed immerse in un gel, filiformi, cilindriche, larghe 2,7-5 µm, in alcuni casi l’ultimo setto ha una forma leggermente allargata, a parete liscia, ma alle volte leggermente rugulosa nel mediostrato, ipocute composta da ife in media leggermente più tozze, frammista a ife simili a quelle della pileipellis.

 

Osservazioni: sistematicamente, H. ochroalbidum viene posto da M. BON nel sottogenere Hebeloma, sezione Denudata (Fr.) Sacc., sottosezione Leucosarcia Bon.
Macroscopicamente, si differenzia da H. crustuliniforme per i colori pileici più chiari, la carne con odore non rafanoide o avvertibile solo al taglio e la carne pressoché dolce.
Nella più recente monografia su questo genere (VESTERHOLT J., 2005), l‘Autore pone H. ochroalbidum in sinonimia con H. crustuliniforme, ritenendo le caratteristiche differenziali tra i due taxa così labili da non poterli neppure mantenere a livello varietale .
L’Autore, in ogni caso, nella stessa monografia da una rilevanza assoluta alla destrinoidia delle spore. Come ben sappiamo, H. crustuliniforme possiede spore non destrinoidi, particolarità questa, che va a contrastare con quanto riscontrato nella nostra raccolta.
Oltre alle differenze morfologiche riscontrate (colore dei basidiomi, stazza, odore e gusto della carne), riteniamo che le spore destrinoidi potrebbero costituire un carattere significativo per mantenere il taxon distino a livello specifico.
Citiamo anche, per dovere di cronaca, la particolarità riscontrata nella forma di alcuni caulocistidi, forma che, non abbiamo riscontrato essere citata nella letteratura da noi consultata.

 

 


Marino Zugna
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#3 marinetto

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Inviato 20 febbraio 2017 - 16:32

Hebeloma ochroalbidum

hebeloma ochroalbidum 2966 01.jpg

 

Hebeloma ochroalbidum

hebeloma ochroalbidum 2966 02.jpg

 

 

Hebeloma ochroalbidum cheilocistidi.jpg

 

 

Hebeloma ochroalbidum pileipellis.jpg

 

 

Hebeloma ochroalbidum spore.jpg

 

 

basidi caulocistidi_resize.jpg


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Inviato 20 febbraio 2017 - 16:39

Lacrymaria lacrymabunda (Bull.) Pat., Hyménomyc. Eur. (Paris): 123 (1887)

Basionimo: Agaricus lacrymabundus Bull., Herb. Fr. 5: tab. 194 (1785)

Sinonimi: Agaricus areolatus Klotzsch, in Smith, Engl. Fl., Fungi (Edn 2) (London) 5(2): 112 (1836)
Agaricus lacrymabundus Bull., Herb. Fr. 5: tab. 194 (1785)
Agaricus lacrymabundus Bull., Herb. Fr. 5: tab. 194 (1785) var. lacrymabundus
Agaricus lacrymabundus var. velutinus (Pers.) Fr., Syst. mycol. (Lundae) 1: 288 (1821)
Agaricus lacrymabundus ß velutinus (Pers.) Fr., Syst. mycol. (Lundae) 1: 288 (1821)
Agaricus velutinus Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) 2: 409 (1801)
Agaricus velutinus Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) 2: 409 (1801) var. velutinus
Coprinus velutinus (Pers.) Gray, Nat. Arr. Brit. Pl. (London) 1: 633 (1821)
Drosophila velutina (Pers.) Kühner & Romagn., Fl. Analyt. Champ. Supér. (Paris): 371 (1953)
Hypholoma lacrymabundum (Bull.) Sacc. [as 'lacrimabundum'], Syll. fung. (Abellini) 5: 1033 (1887)
Hypholoma velutinum (Pers.) P. Kumm., Führ. Pilzk. (Zwickau): 72 (1871)
Lacrymaria lacrymabunda f. gracillima J.E. Lange, Fl. Agaric. Danic. 4: 72 (1939)
Lacrymaria lacrymabunda var. velutina (Pers.) J.E. Lange, Fl. Agaric. Danic. 4: 72 (1939)
Lacrymaria velutina (Pers.) Konrad & Maubl., Revisione Hymenomycetes de France: 90 (1925)
Lacrymaria velutina (Pers.) Konrad & Maubl., Revisione Hymenomycetes de France: 90 (1925) f. velutina
Psathyra lacrymabunda (Bull.) P. Kumm., Führ. Pilzk. (Zwickau): 71 (1871)
Psathyrella lacrymabunda (Bull.) M.M. Moser ex A.H. Sm. [as 'lacrimabunda'], Mem. N. Y. bot. Gdn 24: 53 (1972)
Psathyrella lacrymabunda (Bull.) M.M. Moser [as 'lacrimabunda'], in Gams, Kl. Krypt.-Fl. Mitteleuropa - Die Blätter- und Baupilze (Agaricales und Gastromycetes) (Stuttgart) 2: 207 (1953)
Psathyrella velutina (Pers.) Singer, Lilloa 22: 446 (1951) [1949]
Psilocybe areolata (Klotzsch) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 5: 1043 (1887)
Psilocybe cernua var. areolata (Klotzsch) Bres., Iconogr. Mycol. 18: 861 (1931)

 

Posizione Sistematica: Psathyrellaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

 

Descrizione macroscopica della raccolta

Pileo 40-60 mm, all’inizio convesso poi emisferico, infine espanso con o senza largo e basso umbone abbondantemente feltrato, squamosetto al disco. Pileipellis di colore ocra chiaro, abbondantemente ricoperta da resti di velo fibrillosi di color biancastro-ocraceo e disposti radialmente. Margine sottile, appendicolato da abbondanti resti di velo biancastro e da macchie nere dovute ai grumi di spore.

Lamelle mediamente spaziate, molto larghe, da rotondato-annesse ad adnate, intercalate da 1-3 lamellule di diversa grandezza, all’inizio bruniccio-rossastre, poi porpora-nerastre, con filo più chiaro e finemente fimbriato, gementi delle goccioline opalescenti.

Stipite 50-90 x 3-5 mm, centrale, cilindrico, diritto, leggermente ingrossato alla base, pruinoso nella porzione superiore, a cui fa seguito una zona breve zona fibrillosa, in basso ricoperto da squame e fibrille biancastro-ocracee. Cavo.

Carne poco consistente, acquosetta, biancastra nel pileo, ocracea nello stipite. Odore da sub-nullo ad appena terroso.

Sapore amarognolo dopo prolungata masticazione.

Sporata nerastro-porpora.

 

Descrizione microscopico della raccolta

Spore (8,93) 9,56-10,47 (10,89) x (5,77) 6,07-6,66 (6,89) µm, in media 10,09 x 6,35 µm, Q. = (1,3) 1,5-1,6 (1,7), Q.m. = 1,59, Vol. = (159) 189-238 (271) µm³ , Vol.m = 213 µm³, in proiezione laterale da amigdaliformi a largamente citriformi con plaga soprailare appiattita, apice da subpapillato a papillato, in proiezione ventrale subovoidi, con apice subpapillato e base arrotondata; ornate da piccole verruche irregolari, leggermente in rilievo; poro germinativo centrale, tronco, largo fino a 2 µm; al microscopio ottico di colore bruno-cioccolato in KOH 5%, bruno-rossastre in H2SO4, 72%, appendice ilifera poco prominente, incolore.

Basidi 20-28 x 8-9 µm, in media 24 x 8,5 µm, Q.m. = 2,8, Vol.m = 998 µm³, clavati; tetrasporici.

Trama lamellare formata da ife parallele, 44-121 x 6-17 µm, in media 76 x 11 µm, Q.m. = 7,4, Vol.m = 5160 µm³.

Cheilocistidi 60-82 x 9-11 µm, in media 69 x 9,5 µm, Q.m. = 7,1, Vol.m = 3521 µm³, per la stragrande maggioranza slanciati, strettamente peduncolato-clavati e con apice sub-capitato, più raramente subcilindrici e con apice appena allargato, fittamente disposti su tutto il filo lamellare.

Pleurocistidi 33-53 x 7,5-12 µm, in media 44 x 10 µm, Q.m. = 4,3, Vol.m = 2542 µm³, non rari, isolati o in cluster, cilindrico-utriformi, ventricosi, con sommità di pari spessore o appena arrotondata, raramente subcapitata.

Pileipellis di tipo imeniderma, organizzata in più strati di cellule da subglobose a subpiriformi, misuranti 36-46 x 25-37 µm, di diametro e parete mediamente spessa, delicatamente tinte di un pigmento parietale su toni ocra, alle volte leggermente cosparse da granulazione incrostante ialina.

Velo 40-100 x 8,5-13 µm, costituito da ife cilindriche, settate e fibbiate, disposte radialmente, distese e più o meno intrecciate; elementi terminali cilindrici, flessuosi, lunghi fino a 115 x 14 µm; tinteggiate da un leggero pigmento parietale dai toni ocracei, spesso cosparse da granulazione incrostante ialina.

Caulopellis di tipo cutis, costituita da ife cilindriche, parallele, settate, misuranti 25-90 x 5-10 µm, abbondantemente incrostate, ialine.

Caulocistidi 30-45 x 9-15 µm strettamente clavati, in piccoli gruppi composti da numerose unità, sparsi nella porzione apicale.

Giunti a fibbia abbondantemente presenti in tutti i tessuti investigati.

 

Osservazioni

Bella e comune specie, L. lacrymabunda, si può confondere soprattutto con Lacrymaria glareosa (J. Favre) Watling, (1979), macroscopicamente simile nei colori e nell’aspetto ma con microscopia ben differente (forma dei cheilocistidi e dei pleurocistidi). Altra specie simile, soprattutto nei caratteri microscopici è Lacrymaria pyrotricha (Holmsk.) Konrad & Maubl. 1925, la quale però possiede un velo fortemente pigmentato di rosso fuoco il che contribuisce a differenziarla già sul campo. Anche in questo caso, come già per lo studio eseguito in L. pyrotricha (Zugna 2012), rimarchiamo il fatto che diversi AA. considerano la specie priva di pleurocistidi.

Annotiamo che in questa ed in altra raccolta da noi studiate abbiamo osservato la presenza di numerosi caulocistidi posti nella zona apicale dello stipite, mentre nelle raccolte di L. pyrotricha non abbiamo osservato caulocistidi.

 

 

 


Marino Zugna
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Inviato 20 febbraio 2017 - 16:43

Lacrymaria lacrymabunda

Lacrymaria lacrymabunda 01.jpg

 

Lacrymaria lacrymabunda

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Lacrymaria lacrymabunda

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pileipellis

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cheilocistidi

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pleurocistidi

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spore

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Inviato 20 febbraio 2017 - 16:58

Coprinellus ellisii (P.D. Orton) Redhead, Vilgalys & Moncalvo,

 in Redhead, Vilgalys, Moncalvo, Johnson & Hopple, Taxon 50(1): 233 (2001)

 

Basionimo: Coprinus ellisii P.D. Orton, Trans. Br. mycol. Soc. 43(2): 199 (1960)
 

Sistematica: Psathyrellaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

 

Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo fino a 25 mm, nei primi stadi maturativi di forma ellissoidale, poi campanulato, deliquescente prima di arrivare ad espandersi completamente. Cuticola scanalata fin quasi al disco, di colore ocraceo-grigiastro, ocra al disco, con presenza di pochi e labili resti di velo farinoso, presto evanescente, di colore bianco.
Lamelle molto fitte, biancastre all' inizio, quindi grigiastre, infine nere, orlo lamellare concolore, deliquescenti.
Stipite 50 x 1-3 mm, cilindrico, apparentemente glabro, (finemente irsuto per la presenza di lunghi caulocistidi "lente"), di colore bianco, con base leggermente ingrossata e con presenza di una piccola ma evidente zonatura "pseudovolva", la base con una fitta pubescenza di ife miceliari di colore giallo (ozonio).
Carne bianca, scarsa, priva di odore e sapore particolari.

 

Descrizione microscopica della raccolta

spore

(6,21) 6,53 - 7,65 (7,99) x (3,56) 3,73 - 4,26 (4,64) µm, in media 7,11 x 3,98 µm, Q. = (1,5) 1,6-1,8 (2), Q.m.= 1,79; Vol. = 49-72. Vol.m.= 59 µm³; subellissoidali in proiezione frontale, subfaseoliformi in proiezione laterale, arrotondate alla base, grigio-nerastre a maturità, con apicolo poco o per nulla evidente, poro germinativo centrale, anche se, apparentemente, visto in proiezione laterale, alcune spore dimostrano un poro leggermente eccentrico, ampio, con Ø 1,4-1,9 µm, in media 1,68 µm.

Basidi 14,5-19,5 x 5,8- 7,5 µm, tetrasporici, da clavati a peduncolato-clavati, spesso con costrizione centrale, contornati da 4-6 pseudoparafisi.

Cheilocistidi 40-100 x 29-57 µm, "presto collassati", per cui non molto abbondanti, da ellissoidali a subfusiformi.

Pleurocistidi 36-130 x 25-63 µm, "non collassanti", subfusiformi, subutriformi, subglobosi, subcilindrici.

Caulopellis 4,5-9 µm, formata da ife cilindriche, settate.

Caulocistidi 60-140 x 16,5-29,5 x 4-7 µm, lageniformi.

Pileipellis 22,5-45 x 20,5-45 µm, di tipo imeniderma, formata da cellule subglobose; pileocistidi assenti.

Velo "sul pileo", formato da cellule catenulate, con terminali misuranti 26-65 x 12-26 µm, da piriformi a subglobosi a largamente lageniformi a parete spessa, pigmentate di brunastro e leggermente incrostate, sorrette, alla base, da ife cilindriche con Ø 6-15 µm, ristrette ai setti anch'esse pigmentate e incrostate ma, alle volte, anche ialine.

Velo "alla base dello stipite", formato da cellule catenulate, misuranti 25-49 x 17,5-34,5 µm, da subpiriformi a sferopeduncolate, ialine, frammiste a poche cellule a parete spessa e pigmentate di brunastro, simili a quelle del velo posto sul pileo.

Ife del micelio "ozonio" con Ø 2,5-5,5 µm, in media 3,5 µm, poco settate, a parete fortemente inspessita, pigmentate di bruno-giallastro.

Giunti a fibbia assenti.

 

Osservazioni: il gruppo domestici comprende sei specie, esse, oltre a quella in oggetto di studio, sono: C. flocculosus DC.: Fr.; C. radians (Desm.) Fr.; C. xanthothrix Romagn.; C. bipellis Romagn.; C. domesticus (Bolton) Gray; di queste, le prime due possiedono spore che superano abbondantemente i 10 µm, la terza, oltre ai cheilocistidi di forma banale, per le specie in questione, presenta anche una tipologia lageniforme e spore larghe oltre 5 µm, la quarta, manifesta un velo a placche, "tipo Amanita", e anch'essa spore larghe 5 µm, infine, rimane C. domesticus molto prossimo alla nostra raccolta, si differenzia principalmente per avere spore di taglia maggiore.


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Inviato 20 febbraio 2017 - 17:10

Coprinellus ellisii

coprinellus ellisii 04.jpg

 

Coprinellus ellisii

Coprinellus ellisii.jpg

 

 

Coprinellus ellisii velo universale.jpg

 

 

Coprinellus ellisii velo basale.jpg

 

 

Coprinellus ellisii pileipellis ozonio.jpg

 

 

Coprinellus ellisii cheilocistidi.jpg

 

 

Coprinellus ellisii pleurocistidi.jpg

 

 

Coprinellus ellisii caulocistidi.jpg

 

 

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