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Bolbiticeae di recente pubblicazione o poco note


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#1 marinetto

marinetto

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Inviato 21 febbraio 2017 - 00:13

Bolbiticeae di recente pubblicazione o poco note

 

Riassunto

L’autore descrive ed illustra una specie pubblicata recentemente, Conocybe panaeoloides Hauskn. & Zugna, una specie che, in passato, ha creato non pochi problemi a causa delle molteplici sinonimie adottate, Conocybe rickenii (J. Schaeff.) Kühner, ed una specie poco conosciuta, Conocybe inocybeoides Watling.

Keywords: Basidiomycota, Agaricomycotina, Agaricomycetes, Agaricomycetidae, Agaricales, Bolbitiaceae, Conocybe.

 

Materiali e Metodi: gli studi sono stato effettuati sia su materiale fresco che secco, quest'ultimo, reidratato con KOH 5%, NH4OH 6%, H2O, secondo necessità.

I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O, ove necessario si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 2% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari.

Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, senza tener conto dell’apiculo, ottenute da sporata o prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia.

Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga1998:  Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary.

Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata ed i nomi degli Autori, abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp  e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .

Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto macro sono eseguite in habitat e/o, se necessario, in studio, con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D + obiettivo Canon EF 100mm f/2.8 Macro USM.

Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con la medesima fotocamera posta sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5 trinoculare, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Tutte le foto dell’articolo, se non altrimenti citato in calce, sono dell’Autore.

 

Dati relativi delle seguenti raccolte

Conocybe panaeoloides: Mycobank Number = MB515505

Le collezioni d’erbario sono conservate in MCVE 18129, isotypus in WU 29992 ed in erbario AMB-Gruppo di Muggia e del Carso, N. scheda: 3797. Data di ritrovamento: 28/03/2008. Località: Località Fornaci. Comune: Torricella Sicura (TE). Coordinate geografiche: 42°39'47.81"N 13°40'0.89"E. Altezza s.l.m.: fascia 1. Habitat: su terreno molto umido e ricco di sostanza organica, invaso da Hedera elix, all'interno di in una macchia degradata composta in maggior parte da Robinia pseudoacacia e da sporadico Ulmus sp., Juglans regia, Quercus sp., Populus sp. Legit: Bruno de Ruvo.

 

Conocybe inocybeoides. Data di ritrovamento: 23/11/1997. Località: santa barbara. Comune: Muggia (TS). Coordinate geografiche: 131414 Santa Barbara. Altezza s.l.m.: 150. Habitat: Sotto Populus sp. terreno ruderale. Legit e Determinatore: Zugna M.

 

Conocybe rickenii. Data di ritrovamento: 21/03/2011. Località: Trieste città. Comune: Trieste. Coordinate geografiche: 45°39'19.41"N 13°46'29.66"E. Altezza s.l.m.: 8. Habitat: In un vaso da piante con terriccio e compost. Legit: Naressi Sergio. Determinatore: Zugna M. Data inserimento in erbario: 24/03/2011.

 

 

 

 

Conocybe panaeoloides Hauskn. & Zugna 2009

Posizione sistematica: Fungi, Basidiomycota, Agaricomycotina, Agaricomycetes, Agaricomycetidae, Agaricales, Bolbitiaceae, Conocybe.

 

Diagnosi Latina
Pileus 10-30 mm latus, convexus, sine umbone, primum centro atro-brunneus, griseobrunneus, brunneus et leviter purpurascens, marginem versus pallidiore rubescente brunneus, purpurascente brunneus, demum centro griseobrunneus, margine incarnatobrunnescens, exsiccans castaneus; hygrophanus, sed etiam valde juvenis haud striatus, marmoratus Panaeolus similis.

Lamellae adnatae, moderate distantae, ventricosae, 1-3 lamellulae, ferrugineae, acie concolore.

Stipes 30-50 mm longus, 2,5-4 mm latus, cylindricus, basis leviter bulbosa usque ad 5 mm, sine pseudoradix, apicem versus pallide ochraceus, basin versus ochraceobrunneus, minute longistriatus et omnino tomentosus. Caro tenuis, odore leviter suave, sapore indistincto.

Sporae 6-9 x 3,5-4,5 µm, anguste ellipsoideae-nucleiformes sine poro germinativo sed cum callo, unitunicatae sed tunica crassiuscula, superficies glabra sub microscopio lucis, sed distincte ruguloso-aspera sub microscopio electronico, sine distincte verrucis vel cristis.

Basidia tetrasporigera, 16,5-21 x 6-9 µm, clavata. Fibulae adsunt.

Cheilozystidia lecythiformia, 18-24 x 8-12 µm, capitulo 4-5 µm lato collo brevi crassoque.

Stipitipellis consistens solum cystidiis lecythiformibus, 20-28 x 9-15 µm, capitulo 3-6,5 µm lato.

Pileipellis hymeniformis, elementis spheropedunculatis (40-65 x 18-40 µm) consistens, immixtis abundantibus saepe luteobrunneis lecythiformibus (25-35 x 4-6 µm, capitulo 4-6 µm lato) pileocystidiis.

Pigmentum pileipellis asperiter incrustans, elementa singularia et etiam pileocystidia pigmento intracellulari.

Habitat in sylvis frondosis vel mixtis loco valde udo substrato herbaceo.

 

Descrizione macroscopica della raccolta

Pileo (10) 15-25 (30) mm, da convesso a semiconvesso, largamente paraboloide nei giovani esemplari, infine disteso ma mai completamente spianato, colore testa di moro nella zona discale, maculato, a chiazze più chiare (come le lamelle di Panaeolus), nella zona mediana e verso il bordo, margine intero ma con lievissima e corta impronta delle lamelle sottostanti che, con l’umido lo fa apparire molto brevemente striato, appena leggermente igrofano con l’umidità, feltrato e uniformemente colorato di marroncino - bruniccio con il secco (A-9; C-10; D-13 “cod. Moser”), margine non striato.

Lamelle adnate, sub ventricose, all’inizio ocracee poi rugginose con tonalità marroncino-rossastre, lamellule presenti (1 L = 1-3 l.), mediamente fitte (10 per cm), filo lamellare finemente crenulato, concolore o leggermente più chiaro.

Stipite (2,8) 3-4 (5) mm, cilindrico, di colore ocra chiaro e con fine pruinosità biancastra nella parte apicale, striato longitudinalmente, più evidente nella parte superiore, ocraceo e con toni tendenti al ocra - brunastro, bruno-grigiastro verso la base, con il secco di colore uniforme concolore al pileo, esile, con un netto bulbillo basale.

Carne ridotta al minimo nel pileo fibrosetta nel gambo. Odore molto leggero, piacevole, quasi floreale, misto a quello di dolciumi, gusto insignificante, non amaro e non piccante.

 

Descrizione microscopica della raccolta               

Spore (5,9) 7,71-9,1 (10,3) x (3,7) 4-4,6 (4,9) µm, in media 8,4 x 4,3 µm, Q. (1,6) 1,8-2,1 (2,3); Q.m. 2; Vol. = 66-99, Vol.m = 83 µm³; in proiezione laterale amigdaliformi con apice da leggermente ristretto a sub papillato e con zona sopra ilare appiattita; in proiezione frontale oblunghe, alle volte anche con evidente strozzatura mediana; l’episporio al microscopio ottico appare liscio o solo apparentemente granuloso, al microscopio elettronico (SEM) nettamente rugolose, parete sottile, giallastre in KOH, poro germinativo indistinto o sotto forma di callus appena accennato.

Basidi 16,5-21 x 6-9 µm, clavati, tetrasporici.

Pseudoparafisi assenti.

Trama lamellare composta da ife cilindriche, finemente incrostate, con diametro di 2,5-5 µm, con giunti a fibbia ai setti.

Cheilocistidi (17,5) 19,72-25,37 (27,1) x (6,7) 7,41-10,48 (12,3) µm, in media 22 x 9 µm; diametro bulbillo 4-6,9 µm, in media 5 µm; collo 4,4-5,6 x 1-1,9 µm, in media 2,5 x 1,5µm, lecitiformi. Filo lamellare completamente sterile. Pleurocistidi non osservati.

Pileipellis di tipo imeniderma, formata da cellule clavate 40-53 x 23-30 µm, alle volte con piede pigmentato di brunastro.

Pileocistidi 27-45 x 6-12 µm; diametro del bulbillo 4-6 µm, lecitiformi, spesso con collo molto allungato e base non allargata, pigmentati di brunastro, dispersi sulla superficie pileica.

Mediopellis formata da ife cilindriche, fortemente incrostate e pigmentate di brunastro, giunti a fibbia presenti.

Caulopellis composta da ife cilindriche, con diametro di 3-6 µm, settate e con giunto a fibbia.

Caulocistidi (13,1) 15,7-24,9 (28,3) x (9,0) 10,0-15,1 (15,9) µm, in media 20,6 x 12,3µm, bulbillo 3,4-6,8 µm, in media 5,1µm, collo (3,4) 4,4-5,6 (6,8) x 1,3-2,3 µm, in media 3,2 x 1,7 µm, lecitiformi, alle volte senza collo evidente, distribuiti a mucchietti più o meno numerosi nel primo quarto, più radi in baso.

Reazioni chimiche NH4OH negativo sia negli esemplari freschi che nei secchi, anche dopo 12 ore.
 

Osservazioni

Già ai primi momenti di studio ebbi la sensazione di trovarmi di fronte a qualcosa di sconosciuto, i toni pileici non sembravano quelli “soliti” per una Conocybe.

Nel prosieguo, osservando le spore al microscopio ottico, mi accorsi che esse avevano qualcosa di strano, il profilo appariva ruguloso, tanto da dare la sensazione di trovarsi di fronte ad un perisporio non liscio.

A questo punto sottoposi la raccolta all'esame del Prof. Anton Hausknecht che, dopo una successiva verifica microscopica, suggerì di eseguire l'esame delle spore al SEM e, nel riscontro di un perisporio non rugoso, l'eventualità della creazione di un taxon nuovo per la scienza.

In seguito, quando ci siamo, finalmente, trovati di fronte ad esemplari freschi, abbiamo potuto apprezzare un lieve profumo floreale misto a dolciumi, quasi come Citrus aurantium L. "meglio conosciuti come fiori d'arancio", siamo rimasti piacevolmente sorpresi anche perche, in generale, gli appartenenti a questo genere non hanno particolari odori.

I basidiomi essiccati hanno assunto un colore grigiastro scuro (D-14 cod. Moser).
Sistematicamente, C. panaeoloides, per la peculiarità dei suoi caratteri anatomici “spore distintamente rugolose al SEM”, caulocistidi esclusivamente lecitiformi”, trova collocazione nella Sezione Ochromarasmius Hausknecht & Krisai-Greilhuber 2006, Sottosez. Subleiospore Hausknecht emend. Hausknecht.

Nella monografia su Conocybe & Pholiotina (Hausknecht 2009), “uscita poco prima della messa in vita della nuova specie”, C. panaeoloides si sistema nella chiave G (Sezione Ochromarasmius), accanto a C. subleiospora Hauskn. 2009, la quale differisce per possedere la base dello stipite distintamente radicante e spore ellissoidi con Q.m. = 1.4-1-7.

 

 

Conocybe panaeoloides

conocybe panaeoloides.jpg

Photo by: Bruno de Ruvo

 

Pileipellis

conocybe panaeoloides Pileipellis.jpg

 

 

Mediopellis

conocybe panaeoloides Mediopellis.jpg

 

 

Ife incrostate della Mediopellis

conocybe panaeoloides Ife incrostate della Mediopellis .jpg

 

 

Pileocistidi

conocybe panaeoloides Pileocistidi.jpg

 

 

Cheilocistidi

conocybe panaeoloides Cheilocistidi 24.jpg

 

 

Cheilocistidi

conocybe panaeoloides Cheilocistidi 25.jpg

 

 

Cheilocistidi

conocybe panaeoloides Cheilocistidi 29.jpg

 

 

 


Marino Zugna
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Inviato 21 febbraio 2017 - 00:14

Conocybe panaeoloides Hauskn. & Zugna 2009

 

Basidi

conocybe panaeoloides Basidi 39.jpg

 

Spore al microscopio ottico

conocybe panaeoloides Spore al microscopio ottico 56.jpg

 

Spore al microscopio ottico

conocybe panaeoloides Spore al microscopio ottico 57.jpg

 

Spore al microscopio a scansione

conocybe panaeoloides 3797 03.jpg

 

Caulocistidi

conocybe panaeoloides 3797 65.jpg

 

Caulocistidi

conocybe panaeoloides 3797 67.jpg


Marino Zugna
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Inviato 21 febbraio 2017 - 00:21

Conocybe rickenii (J. Schaeff.) Kühner

Basionimo: Galera rickenii Schaeffer, 1930.

Sinonimi: Conocybe rickenii (Jul. Schäff.) Kühner, 1935.

Conocybe siliginea f. rickenii (Jul. Schäff.) Arnolds, 2003.

Galera pygmeoaffinis (Fr.) Kühn. ss. Ricken, 1915.

Galera siliginea Fr. Fr. Quél. ss. Bres.

Conocybe dubbia Ballero & Contu, 1992

 

Posizione Tassonomica: Bolbitiaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

 

Quadro macroscopico della raccolta

Pileo fino a 30 mm di diametro, da campanulato a conico-campanulato, mai completamente espanso nemmeno a completa maturazione. Cuticola igrofana, untuosetta, da liscia a radialmente rugolosa, di color crosta di pane con sfumature ocracee o ocra-olivastre, ocra-rossastre per pressione o manipolazione, sporadicamente con esili resti velari filamentosi Margine non striato o solo in minima parte per trasparenza con il tempo umido.

Lamelle adnate, diritte, in numero di 40/50 nell’esemplare di maggior taglia, intercalate da 1-3 corte lamellule, più o meno spaziate, dapprima ocra chiaro, via via sempre più scure, infine rugginose, filo lamellare leggermente più chiaro.

Carne poco consistente, ocraceo-biancastra nel pileo, acquosetta e con tendenza ad ingrigire nello stipite e verso la base. Odore nullo, sapore non significativo.

Stipite lungo fino a 90 x 2-3 mm. interamente cilindrico o, alle volte, con un piccolo bulbo basale (3-4 mm). In gioventù liscio, da biancastro a crema rosato, in seguito, longitudinalmente striato, delicatamente ornamentato da fibrille e pruina biancastro-ocracea, tendente a scurire ed ingrigire fino a bruno-grigiastro con riflessi argentei verso la porzione basale.

 

 

Quadro microscopico della raccolta

Spore (12,87) 15,51-17,43 (18,06) x (7,77) 9,06-10,02 (10,55) µm, in media 16,48 x 9,56 µm, Q. = (1,62) 1,65-1,8 (1,87); Q.m.= 1,72; Vol. = (406) 698-902 (1051); Vol.m.= 793 µm³; subamigdaliformi in proiezione laterale; ellittiche in proiezione frontale; con NH4OH 5% di colore giallo-rossastro, KOH 5% marrone-rossastro, lisce, con parete spessa 1,2-1,7 µm, poro germinativo centrale con Ø 1,3-2,3 µm, non sempre ben visibile, apiculo laterale piccolo ma evidente.

Basidi 20,5-26,5 x 10,5-13 µm, in media 23,5 x 12 µm, Vol.m.= 1753 clavati, in maggioranza bisporici, meno frequentemente monosporici, con grossi sterigmi misuranti 5-9 x 3,5-6 µm, Vol.m.= 95, contornati da cellule  clavate di misura inferiore (basidioli?).

Subimenio 7,5-19 x 7-21 m, Vol.m.= 891, formato da cellule subisodiametriche.

Trama lamellare composta da cellule inflate.

Cheilocistidi lecitiformi misuranti 18-29 x 8-15,5 µm, in media 22,8 x 11,9 µm; bulbillo Ø 4,2-6,3 µm, in media 5,20 µm; collo 1,5-5 x 1-2 µm, in media 2,5 x 1,5 µm;, con base non peduncolata, filo lamellare sterile. Pleurocistidi non osservati.            

Pileipellis di tipo imeniderma, formata da cellule largamente clavate, misuranti 32-61 x 12-24 µm, Vol.m.= 7561, ialine con lungo peduncolo ialino o soltanto saltuariamente pigmentato di giallo brunastro. Pileocistidi, lecitiformi e peli non osservati. Ife trombopleurogene molto scarse, pigmentate di giallo.

Stipitipellis di tipo cutis, composta da ife cilindriche, con Ø 2,5-16 µm, ialine, settate, ife trombopleurogene molto scarse, pigmentate di giallo.

Caulocistidi scarsi, subcilindrici, subclavati o sublageniformi attenuati all'apice, misuranti 20-22,5 x 5-7 µm, in media 21,5 x 6,5 µm. Peli caulinari scarsi, lunghi fino a 310 x 4 µm, ialini. Lecitiformi non osservati.

Giunti a fibbia scarsamente presenti nei tessuti da noi indagati.

Reazioni chimiche sul fresco NH4OH = negativo anche dopo diverse ore.
 

Osservazioni

Sistematicamente, Conocybe rickenii si colloca nella Sezione Pilosellae, Sottosez. Siligineae, Serie Siliginea, assieme a Conocybe fuscimarginata (Murrill) Singer, 1969 e Conocybe siliginea (Fr.) Kühner.

Dalla prima si separa abbastanza facilmente, in quanto, questa possiede basidi tetrasporici e spore di taglia medio-piccola.

Molto più critica (al punto che, alcuni AA., le considerano forme di un’unica entità), è la separazione tra C. rickenii e C. siliginea, le quali, microscopicamente sono indistinguibili. Ci si basa quindi sui alcuni caratteri morfologici che, non sempre riescono a fare piena chiarezza in quanto “a mio avviso”, piuttosto labili, riassunti di seguito.

C. siliginea: pileo largo fino a 1,5 mm, mai con toni olivacei, stipite lungo fino a 50mm, e non più largo di 1,5 mm; nei prati, sentieri, in terreni poveri.

C. rickenii: pileo largo fino a 5 mm, con toni olivacei, stipite lungo fino a 90 mm, e largo fino a 4 mm; in terreni ricchi, compost, vasi di fiori, spesso fimicola, saltuariamente carbonicola.

 

 

conocybe rickenii 4636 02.jpg

 

conocybe rickenii 4636 04.jpg

 

conocybe rickenii 4636 05.jpg

 

conocybe rickenii 4636 09.jpg

 

 

pileipellis

conocybe rickenii pileipellis 01.jpg

 

 

pileipellis

conocybe rickenii pileipellis 02.jpg

 

 

pileipellis

conocybe rickenii pileipellis 03.jpg

 

 

cheilo

conocybe rickenii cheilo 01.jpg

 

 

cheilo

conocybe rickenii cheilo 02.jpg

 

 

cheilo

conocybe rickenii cheilo 03.jpg

 

 

 

 


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Inviato 21 febbraio 2017 - 00:26

Conocybe rickenii (J. Schaeff.) Kühner

 

pileipellis trombopleurogene

conocybe rickenii pileipellis trombopleurogene 04.jpg

 

basidi

conocybe rickenii basidi43.jpg

 

spore KOH

conocybe rickenii spore KOH .jpg

 

spore NH4OH

conocybe rickenii spore NH4OH .jpg

 

caulo clavati

conocybe rickenii caulo clavati 69.jpg

 

caulo piliformi

conocybe rickenii caulo piliformi67.jpg


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Inviato 21 febbraio 2017 - 00:36

Conocybe inocybeoides Watling, Notes R. bot. Gdn Edinb. 38(2): 350 (1980)

 

Posizione Tassonomica: Bolbitiaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

 

Quadro macroscopico della raccolta

Pileo Ø 15-40 mm, all'inizio emisferico quindi da convesso a conico-campanulato, con basso umbone ottuso, leggermente igrofano, color ocra (Séguy 246), più o meno invaso da toni giallastri, giallo-rossastro-rugginosi, appena più scuro al centro, schiarente al margine; cuticola finemente pubescente, margine non striato o solo leggermente striato per trasparenza.

Lamelle annesse, ventricose, in gioventù crema-ocraceo poi rugginose, filo lamellare più chiaro, finemente crenulato, lamellule presenti.

Stipite 40-50 x 2-6 mm, cilindrico, più largo verso il basso, base del gambo con evidente bulbo marginato. All'inizio di colore bianco poi di color ocra più o meno carico, base biancastra, ricoperto da una fine e fitta peluria, tanto da renderlo completamente pubescente, finemente striato nel senso della lunghezza. Carne esigua, Odore e sapore non verificati. Sporata non ottenuta.

 

 

Quadro microscopico della raccolta

spore
(9,7) 12,2-15,4 (17,3) x (6,3) 7,1-8,7 (9,2) µm, in media 14,1 x 8,0 µm, Q. = (1,5) 1,6-1,8 (2,0); Q.m.= 1,76; Vol. (213,2) 314,9-601,23 (727,7); Vol.m.= 485,4, da ellissoidi a subamigdaliformi e con evidente depressione subapicale in proiezione laterale, da strettamente a largamente ovoidi in proiezione frontale.

Con NH4OH 5% rossastre, lisce, con parete spessa 0,5-1 µm, poro germinativo poco evidente, centrale, alle volte lievemente eccentrico, Ø -1 µm, apiculo alino, laterale, evidente.

Basidi  (19,1) 20,4-27,7 (28,8) x (9,8) 9,8-11,5 (11,6) µm, in media 23,4 x 10,6 µm, clavati, in maggioranza bisporici   ma anche mono e trisporici, in minima parte tetrasporici, pseudoparafisi assenti.

Trama lamellare composta da cellule inflate, con Ø fino a 25 µm, filo lamellare prevalentemente sterile, per brevi tratti fertile.

Cheilocistidi (15,1)18,3-26,1 (26,5) x (6,0) 6,6-12,0 (12,3) µm, in media 22,26 x 9,93 µm; bulbillo Ø (4,2) 4,3-5,4 (5,6) µm, in media 4,8 µm; collo (0,7) 1,4-5,2 (5,9) x (0,9) 1,1- 1,6(1,9) µm, in media 3,5 x 1,4 µm; lecitiformi, con base clavata o, alle volte brevemente peduncolata, filo lamellare sterile, pleurocistidi assenti.

Pileipellis di tipo imeniderma, formata da cellule clavate e con lungo pedicello o tozze e piriformi (22,4) 23,7-49,7 (52,4) x (12,7) 13,4-19,4 (20,3) µm, ialine o anche pigmentate di bruno.

Pileocistidi di tipologie diverse:

  • versiformi, subcilindrici, strettamente clavati, sublageniformi, molto abbondanti, fortemente sinuosi o contorti, ialini e rifrangenti oppure pigmentati di bruno, con misure di (29,8) 30,3-56,9(63,1) x (3,9) 5,2-11,2(12,7) µm;
  • lecitiformi scarsi, lunghi fino a 30 µm, collo fino a 20 µm, testa con Ø fino a 5,0 µm, pigmentati di bruno-giallastro;
  • peli cistidiali filiformi, sinuosi, con misure di 150-200 x 2-4 µm, ialini.

Caulopellis di tipo cutis, composta da ife cilindriche, con Ø 3,0-7,0 µm, ialine, settate.

Caulocistidi 17,5-65 x 8,5-20,4 µm, polimorfi, cilindrici, fusiformi, lageniformi, simili ai pileocistidi, numerosissimi, raggruppati a mucchietti su tutta la superficie caulinare; peli cistidiali filiformi, sinuosi, 200-300 x 2-3 µm. Lecitiformi non osservati.

Giunti a fibbia osservati alla base delle cellule della pileipellis (scarsi), non osservati in altri tessuti del basidioma.

Reazioni chimiche: NH4OH negativo nei reperti in exsiccatum anche dopo 12 ore.
 

Osservazioni

Macroscopicamente la specie potrebbe trarre in inganno a causa dei suoi colori chiari ma, soprattutto per il bulbo marginato che ricorda certe Inocybe, al microscopio, la presenza di cistidi lecitiformi dissipa ogni eventuale dubbio residuo.

Conocybe inocybeoides per l'assenza totale di lecitiformi nello stipite si colloca nella Sez. Pilosellae, all'interno della quale viene posta tra le prime dicotomie dove, in virtù dei basidi bisporici maggioritari, delle spore di grossa taglia e del suo bulbo marginato, non trova confronti.

Una segnalazione potremmo farla in merito alle spore ed in particolare alla presenza di un poro germinativo abbastanza minuto e poco o quasi per nulla visibile, mentre, solitamente, questa specie viene descritta con spore con poro germinativo ampio e ben visibile, Arnolds 2006, segnala di aver trovato alcune collezioni con spore prive di poro germinativo.

Un alta segnalazione potremmo farla in merito alla struttura della pileipellis e più in particolare alla diversa tipologia di cistidi; dove, mentre noi abbiamo riscontrato pileocistidi di tre forme (vedi sopra), Hausknecht (1998), segnala anch'esso pileocistidi  di tre tipologie differenti, Arnold (2006), Courtequisse (1987), non segnalano la presenza di pileocistidi lecitiformi, mentre Enderle (1997), segnala solo pileocistidi capitulati.

 

Ringraziamenti

Ringrazio vivamente l’amico Bruno de Ruvo per il prezioso e costante aiuto nell’invio di esemplari freschi, exsiccata e fotocolor delle raccolte, il prof. Anton Hausknecht, coautore della sp. nova, per la diagnosi latina, i Prof. Antonio Ortega dell'Università di Granada, Spagna, autore delle foto al microscopio elettronico e Giovanni Consiglio per l’aiuto fornitomi a vario titolo.

 

Bibliografia
Arnolds 2006: Flora Agaricina Neerlandica n° 6
M. Bon 1992: D. Myc. TOME XXI, Cle monografique des speces GALERO - NAUCURIOIDES
Hausknecht A. 2009: Fungi Europaei. Conocybe & Pholiotina. Edizioni Candusso 2009

Hausknecht, A.; Krisai-Greilhuber, I., 2009, Österreichische Zeitschrift für Pilzkunde 18: 183

J. Breitenbach & F. Kränzlin 1995: Champignons de Suisse Tome 4
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp

M. Meusers 1996: Clè de Espécies européennes des genres Conocybe et Pholiotina

Noordeloos, M.E. , Kuyper, Th.W., & Vellinga, E.C. (eds) (2005). Flora Agaricina Neerlandica 6. Coprinaceae, Bolbiticeae. Rotterdam: Balkema. 227 pp.

Zugna M. (2011) - Bolbiticeae di recente pubblicazione o poco note. Bollettino del Circolo Micologico Friulano 2011.

 

 

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Marino Zugna
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Inviato 21 febbraio 2017 - 00:48

Conocybe inocybeoides Watling, Notes R. bot. Gdn Edinb. 38(2): 350 (1980)

 

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Marino Zugna
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