Vai al contenuto


Foto

Pilobolus kleinii


  • Per cortesia connettiti per rispondere
Nessuna risposta a questa discussione

#1 marinetto

marinetto

    Utente Avanzato

  • Admin
  • StellettaStellettaStelletta
  • 31487 messaggi

Inviato 10 luglio 2026 - 22:30

Pilobolus kleinii

Tiegh., Annls Sci. Nat., Bot., sér. 6 4(4): 337 (1878) [1876]

 

Sporangiofori eretti, lungamente cilindrici, non ramificati, cenocitici, parete liscia, fototropici positivi, 2052 µm

Trofociste ovoidi-cilindriche, 645 x 150 μm.

Vescicole sub-sporangiali sub-ellissoide, con pigmentazione bruno-arancione alla base, 424 x 335 μm.

Sporangi emisferico-ovoidale, con dimensioni, neri, 175 x 101 μm.

Columella Di forma conica, con dimensioni 117 x 82,5 μm.

Spore ellittiche, ovoidi, arancione-giallastre, verdastre (9,1)10,0-10,54-11,1(11,8) x (6,9)7,2-7,65-7,9 (8,46 μm. Q. (1,1)1,2 - 1,38-1,4 (1,6). Vol. (265)290 - 323,3 - 355(384) Zigospore non osservate.

 

Habitat: su escremento di Mucca (Bos taurus) raccolto in prato stabile. Esemplari nati in vitro.

Posti in coltura dal 14/06/2026; studiati, il 19/06, inseriti in erbario il 20/06/2026.

Determinatore: Zugna M. Legit: Zugna Alberto, de Benigni Sandra, Zugna Marino.

 

NOTE: "Parte del testo seguente di  questa pagina è stata generata dall'intelligenza artificiale DeepSeek il 10 luglio 2026 ed è stata successivamente verificata e adattata dall'autore."

 

Implicazioni tassonomiche

Elevazione a specie: Le varietà di P. crystallinus sono ora trattate come specie a sé stanti.

 

Affidabilità dei marcatori: Le regioni ITS (Internal Transcribed Spacer) si confermano il "codice a barre" più efficace per distinguere queste specie criptiche, superando i limiti delle misurazioni microscopiche che spesso presentano intervalli sovrapposti.

 Revisione necessaria: È probabile che altre specie del genere, attualmente definite solo su base morfologica, nascondano complessi di specie criptiche simili, richiedendo una revisione molecolare globale.

Le misure delle spore di Pilobolus kleinii variano leggermente a seconda della fonte tassonomica consultata, ma si collocano generalmente in un intervallo specifico che le distingue dalla varietà tipo.

 Dimensioni sporali principali

La caratteristica distintiva fondamentale di questa varietà rispetto a Pilobolus crystallinus è la dimensione maggiore delle spore. Secondo la letteratura micologica specialistica, le spore di P. kleinii misurano tipicamente 10–20 μm di lunghezza per 5,5–9 μm di larghezza.

Queste spore sono descritte come ellittiche o lungamente ellittiche, talvolta subcilindriche, con un rapporto quoziente (Q = lunghezza/larghezza) che varia solitamente tra 1,8 e 2,1. Il colore è generalmente descritto come giallo più intenso o aranciato rispetto al giallo pallido della varietà tipo.

 Confronto con osservazioni specifiche

Studi dettagliati su campioni freschi, come quelli riportati da ricercatori del gruppo AMB di Muggia e del Carso su materiale proveniente da sterco di orso bruno (Ursus arctos) e cavallo (Equus caballus), hanno rilevato misure medie leggermente più ristrette ma coerenti con l'intervallo superiore della varietà:

 In un campione su sterco equino, le spore misuravano in media 13,05 × 9,31 μm, con un range di 12,39–14,3 μm di lunghezza e 8,89–9,99 μm di larghezza.

 In un campione su sterco di orso, le misure rilevate erano di 12,9–14,6 μm di lunghezza per 8,8–9,5 μm di larghezza, con un quoziente medio di 1,5.

Queste misurazioni confermano la distinzione rispetto a P. crystallinus, le cui spore sono significativamente più piccole (7–10 × 4,5–6 μm) e presentano un quoziente inferiore (1,5–1,6).

Ecco un confronto dettagliato delle dimensioni delle spore per le tre varietà di Pilobolus crystallinus, basato sulla letteratura micologica e su osservazioni dirette di materiale fresco. La distinzione principale risiede nelle dimensioni (lunghezza e larghezza) e nel rapporto quoziente (Q = lunghezza/larghezza), oltre che nella colorazione.

 

 Confronto delle dimensioni sporali

Le differenze morfometriche sono il criterio chiave per separare tassonomicamente queste varietà. Di seguito sono riportati gli intervalli di misura accettati:

 

  1. Pilobolus kleinii

Questa specie presenta le spore di dimensioni maggiori e di colore giallo più intenso o aranciato.

 Dimensioni: 10–20 μm di lunghezza per 5,5–9 μm di larghezza.

 Forma: Ellittiche o lungamente ellittiche.

 Quoziente (Q): Generalmente tra 1,5 e 2,1 (più allungate).

 Note: Osservazioni su campioni freschi (es. su sterco di orso o cavallo) riportano spesso medie intorno a 13–14,5 × 8,8–9,5 μm.

 

  2. Pilobolus crystallinus

È la specie tipo, con spore di dimensioni intermedie e colore giallo pallido.

 Dimensioni: 7–10 μm di lunghezza per 4,5–6 μm di larghezza.

 Forma: Ellittiche.

 Quoziente (Q): Circa 1,5–1,6.

 Note: Alcune fonti indicano una media di circa 9,8 × 6,1 μm. Si distingue nettamente dalla var. kleinii per le dimensioni inferiori.

 

  3. Pilobolus hyalosporus

Questa specie si caratterizza per spore più piccole, tendenti all'ialino (trasparenti) o giallo molto pallido, e forma più tozza.

 Dimensioni: 6,5–9,5 μm di lunghezza per 5,5–8,5 μm di larghezza.

 Forma: Da largamente ellissoidi a sub-sferiche.

 Quoziente (Q): Basso, spesso vicino a 1,0–1,2 (misurazioni specifiche riportano medie di 8,9 × 8,6 μm con Q medio di 1,04).

 

 Note: La forma quasi sferica e le dimensioni ridotte in lunghezza la distinguono chiaramente dalle altre due specie.

 

 Sintesi comparativa

 

| Varietà                 | Lunghezza (μm)                | Larghezza (μm)                 | Forma                                 | Colore |

| kleinii                  | 10 – 20                                | 5,5 – 9                 | Ellittica / Allungata          | Giallo scuro / Arancio |

| crystallinus        | 7 – 10                                  | 4,5 – 6                 | Ellittica                               | Giallo pallido |

| hyalosporus       | 6,5 – 9,5                              | 5,5 – 8,5              | Sub-sferica / Larga           | Ialino / Giallastro |

 

Le differenze microscopiche principali tra le varietà di Pilobolus crystallinus non riguardano solo le spore, ma includono dimensioni e morfologia dello sporangio, della columella e del trofociste. Sebbene la distinzione primaria rimanga la dimensione e il colore delle spore, esistono variazioni strutturali negli organi sporofori.

 

 Differenze morfologiche degli sporangi e strutture associate

La struttura dello sporangio (il corpo nero contenente le spore) e degli elementi sottostanti presenta variazioni dimensionali correlate alla varietà:

 

  1. Pilobolus kleinii

Questa specie tende ad avere strutture più robuste e voluminose per supportare le spore di maggiori dimensioni.

 Sporangio: Generalmente emisferico o ovoidale, con dimensioni che possono raggiungere i 350–400 μm di diametro (o fino a 250-350 × 240-340 μm).

 Columella: Di forma conica, con dimensioni medie di 200–205 × 150–190 μm.

 Trofociste: Di grandi dimensioni, ovoidali o globose, lunghe 500–700 μm (spesso con estensioni rizoidali fino a 400 μm).

 Vescicola subsporangiale: Molto sviluppata, ovoidale o sub-ellissoide, misurante 500–700 × 450–550 μm.

 

  2. Pilobolus crystallinus

Presenta strutture di dimensioni intermedie, coerenti con le spore di misura media.

Sporangio: Emisferico, tipicamente intorno ai 250–290 μm di diametro (es. 270 × 140 μm in alcuni campioni).

Columella: Di forma mammiforme (a forma di mammella), più piccola rispetto a kleinii, circa 180–200 × 160–175 μm.

Trofociste: Più piccole, lunghe 350–400 μm.

Vescicola subsporangiale: Ovoidale, circa 500–700 × 400–600 μm.

 

 

 3. Pilobolus hyalosporus

Questa specie mostra spesso strutture più compatte, in linea con le spore subsferiche.

 Sporangio: Emisferico o appiattito, dimensioni variabili ma spesso nella fascia inferiore, 200–300 μm.

 Columella: Mammiforme, liscia, dimensioni intorno a 150–200 × 120–140 μm.

 Trofociste: Significativamente più piccole, ovoidali o globose, 110–155 × 60–100 μm.

 Vescicola subsporangiale: Ialina, ovoidale o globose, 550–650 × 350–450 μm.

 

 Sintesi delle differenze chiave

Oltre alle spore, i criteri microscopici discriminanti sono:

 Forma della Columella: Conica in kleinii, mammiforme in var. crystallinus e hyalosporus.

 Dimensioni del Trofociste: Molto allungato in kleinii (500-700 μm), intermedio in crystallinus (350-400 μm), ridotto in hyalosporus (110-155 μm).

 Colore delle spore: Giallo intenso/arancio (kleinii), giallo pallido (crystallinus), ialino/giallastro (hyalosporus).

 

Ecco un'elaborazione sintetica delle differenze microscopiche degli sporangi e delle strutture associate per le tre varietà di Pilobolus crystallinus, basata sui dati confermati dalla letteratura micologica recente.

 

 Differenze strutturali degli sporangi

La distinzione non si limita alle spore, ma coinvolge la morfologia dell'intero apparato sporoforo:

 

  1. Pilobolus kleinii

Caratterizzata da strutture imponenti e robuste, coerenti con le spore di grandi dimensioni.

 Sporangio: Nero, emisferico o appiattito, di grandi dimensioni (350–400 × 150–300 μm). Parete liscia e resistente.

 Columella: Distintamente conica (o talvolta campanulata), liscia, con dimensioni di 200–205 × 150–190 μm.

 Trofociste: Molto sviluppata, ovoidale o globose (550–700 × 300–450 μm), spesso con pigmenti gialli ed estensioni rizoidali fino a 250–400 μm.

 Vescicola subsporangiale: Ialina, liscia, ovoidale o sub-ellissoide, molto voluminosa (500–700 × 450–550 μm).

 Anello arancione: Spesso presente un evidente anello arancione all'apice dello sporangioforo, vicino alla vescicola.

 

 2. Pilobolus crystallinus

Presenta dimensioni intermedie e una morfologia classica della specie tipo.

 Sporangio: Nero, emisferico, dimensioni medie (250–290 × 180–200 μm o fino a 270 × 140 μm).

 Columella: Tipicamente mammiforme (a forma di mammella) o piano-convessa, più piccola rispetto a kleinii (130–180 × 100–175 μm).

 Trofociste: Ialina, ovoidale o globose, di lunghezza intermedia (350–400 μm).

 Vescicola subsporangiale: Ialina, ovoidale, con leggera pigmentazione gialla (270–370 × 200–250 μm o fino a 500–700 × 400–600 μm a seconda delle fonti).

 

  3. Pilobolus hyalosporus

Si distingue per la compattezza delle strutture e la forma della columella che può variare ma tende ad essere conica in chiave dicotomica moderna, sebbene associata a spore subsferiche.

 Sporangio: Nero, emisferico, spesso nella fascia inferiore delle dimensioni (200–300 μm di diametro).

 Columella: Conica o talvolta mammiforme, dimensioni variabili ma spesso 160–180 × 185–205 μm (secondo chiavi brasiliane) o più piccola (120–175 × 150–195 μm).

 Trofociste: Significativamente più piccola rispetto alle altre varietà, ialina, ovoidale o globose (110–155 × 60–100 μm o fino a 180 μm di diametro).

 Vescicola subsporangiale: Ialina, ovoidale o globose (550–650 × 350–450 μm).

 

 Sintesi dei criteri discriminanti

Oltre alle spore, i caratteri microscopici decisivi per l'identificazione sono:

 Forma della Columella: Netta differenza tra la forma conica di var. kleinii e quella mammiforme di var. crystallinus. La var. hyalosporus può presentare columella conica ma si distingue per le spore subsferiche e il trofociste ridotto.

 Lunghezza del Trofociste: È un indicatore affidabile: molto lungo in kleinii (>500 μm), medio in crystallinus (350–400 μm), corto in hyalosporus (<200 μm).

 Pigmentazione: La presenza di pigmenti gialli nel trofociste e di un anello arancione apicale è tipica P. kleinii.

Le analisi genetiche hanno rivoluzionato la tassonomia del genere Pilobolus, dimostrando che le tradizionali varietà di Pilobolus crystallinus non sono semplici varianti della stessa specie, ma rappresentano entità geneticamente distinte, spesso elevate al rango di specie separate.

 

 Status tassonomico e filogenetico

Gli studi di biologia molecolare, in particolare le analisi delle sequenze del DNA ribosomiale (regioni ITS, 18S SSU e 28S LSU), hanno evidenziato che la classificazione basata esclusivamente sulla morfologia (dimensione e colore delle spore) è insufficiente e talvolta fuorviante.

 Separazione in specie distinte: Le ricerche filogenetiche (es. Foos et al., 2011; Aluoch et al., 2017) confermano che P. crystallinus, P. kleinii e P. hyalosporus costituiscono cladi separati. Di conseguenza, la nomenclatura moderna tende a trattarle come specie autonome (Pilobolus crystallinus, Pilobolus kleinii, Pilobolus hyalosporus) piuttosto che come varietà di un'unica specie.

Polifilia: È stata osservata una certa polifilia all'interno dei gruppi morfologici. Alcuni isolati identificati morfologicamente come P. kleinii possono mostrare affinità genetiche con P. sphaerosporus, suggerendo che la variabilità morfologica (come la dimensione delle spore) può talvolta sovrapporsi tra specie geneticamente diverse o che esistono forme criptiche non ancora descritte.

 

 Marcatori genetici e divergenza

Le differenze genetiche si manifestano chiaramente nell'analisi delle sequenze di DNA:

 Regioni ITS (Internal Transcribed Spacer): Queste regioni, utilizzate come "codice a barre" fungino, mostrano una divergenza significativa tra le tre entità. La variabilità genetica nelle regioni ITS è sufficiente a separare nettamente i cladi di kleinii, crystallinus e hyalosporus.

 Divergenza delle sequenze: Studi comparativi hanno rilevato livelli di identità genetica nelle regioni omologhe ITS che variano notevolmente (tra il 59,7% e l'82%) tra le diverse specie di Pilobolus, confermando la loro distinzione specifica. Ad esempio, isolati morfologicamente attribuiti a P. crystallinus in alcuni contesti geografici (come in Kenya) hanno mostrato affinità genetiche basse con le sequenze di riferimento in GenBank, indicando la possibile presenza di specie criptiche o una diversità genetica sottostimata.

 Correlazione con la morfologia: Nonostante la complessità, la dimensione delle sporangiospore rimane il carattere morfologico che correla meglio con i cladi filogenetici individuati tramite il DNA, validando parzialmente l'approccio tradizionale ma richiedendo la conferma molecolare per casi dubbi.

 

Implicazioni per l'identificazione

L'uso esclusivo di criteri microscopici può portare a errori di identificazione a causa della sovrapposizione di caratteri quantitativi. L'analisi genetica è diventata lo strumento preferenziale per:

 Risolvere ambiguità tra specie morfologicamente simili.

 Identificare specie criptiche (organismi morfologicamente identici ma geneticamente distinti).

 Comprendere le relazioni evolutive e la distribuzione geografica delle diverse specie di Pilobolus.

 

Le analisi genetiche hanno rivelato che il genere Pilobolus ospita diverse specie criptiche, ovvero organismi morfologicamente indistinguibili o molto simili ma geneticamente distinti. La tassonomia tradizionale, basata solo su spore e sporangi, ha spesso nascosto questa diversità reale.

 

 Principali specie criptiche identificate

  1. Il complesso Pilobolus crystallinus

Quello che un tempo era considerato un'unica specie con tre varietà (crystallinus, kleinii, hyalosporus) è stato confermato dalle sequenze del DNA (regioni ITS, 18S e 28S rRNA) come un gruppo di tre specie distinte:

 Pilobolus crystallinus (sensu stricto)

 Pilobolus kleinii

 Pilobolus hyalosporus

Sebbene differiscano morfologicamente per dimensioni e colore delle spore, la sovrapposizione di questi caratteri rendeva frequente l'errore di identificazione. L'analisi genetica ha dimostrato che la divergenza nelle sequenze è sufficiente a giustificarne lo status di specie separate e non di semplici varietà.

 

  2. Pilobolus heterosporus (specie criptica rivelata)

Uno dei casi più significativi di cripticità è emerso da studi in Africa (Kenya). Campioni identificati morfologicamente come P. crystallinus si sono rivelati, tramite analisi del DNA, appartenenti alla specie Pilobolus heterosporus.

 Questa specie era stata precedentemente descritta ma poco segnalata; la sua presenza è stata mascherata dalla somiglianza morfologica con P. crystallinus.

 La scoperta indica che P. heterosporus potrebbe essere più diffusa di quanto pensato, ma spesso misidentificata senza l'ausilio di marcatori molecolari.

 

  3. Diversità non descritta e polifilia

Oltre alle specie già note, le indagini filogenetiche suggeriscono l'esistenza di ulteriore diversità criptica:

 Isolati "non corrispondenti": In alcuni studi (es. Nairobi National Park), isolati morfologicamente attribuiti a P. crystallinus non hanno trovato corrispondenza esatta con nessuna sequenza nota in GenBank, suggerendo la presenza di nuove specie non ancora descritte o di lignaggi geneticamente unici.

 Polifilia: Alcune specie morfologicamente definite (come P. kleinii e P. sphaerosporus) mostrano in alcuni alberi filogenetici relazioni complesse, indicando che potrebbero esistere ulteriori specie criptiche all'interno di questi gruppi o che i caratteri morfologici usati per separarle (come la forma della columella o la dimensione delle spore) possono variare indipendentemente dalla genetica in certe popolazioni.

Le misure delle spore per le tre varietà di Pilobolus crystallinus sono le seguenti.

Tabella Comparativa delle Spore

Varietà

Forma della spora

Dimensione della spora (µm)

P. kleinii

Ellissoidale, lunghezza doppia della larghezza 

12–20 x 6–10 (altre fonti indicano 10–20 x 5,5–9,5)

P. crystallinus

Ellissoidale 

7–10 x 4–6 (alcune fonti indicano un range più ampio di 6–12 x 4–7)

P. hyalosporus

Globosa o subglobosa 

6,5–9,5 x 5,5–9 (un'altra fonte indica 5,65–10,75 x 3,7–6,55)

 

È importante notare che le dimensioni possono variare leggermente a seconda della fonte e delle condizioni di crescita, ma la differenza morfologica principale è che le spore di P. crystallinus var. hyalosporus tendono ad essere più globose, mentre quelle delle altre due varietà sono ellissoidali.

Se hai bisogno di ulteriori dettagli su queste varietà, fammelo sapere.

le differenze macroscopiche

Letti 9 pagine web

Per le differenze macroscopiche tra le varietà di Pilobolus crystallinus, le informazioni disponibili sono principalmente per la varietà tipica e per la var. kleinii.

 

Differenze Macroscopiche

I principali caratteri visibili a occhio nudo o con una lente che differenziano le varietà sono l'altezza, il colore e il rapporto tra le dimensioni della vescicola e dello sporangio.

Caratteristica

P. crystallinus

P. kleinii

P. hyalosporus

Altezza del sporangiocladio

Circa 5-15 mm una fonte indica fino a 2-4 cm

Generalmente più basso, circa 2.5-5 mm fino a 10-12 mm

5.5-9.5 mm 5-10 mm

Colore della vescicola sub-sporangiale

Incolore o trasparente, con un anello arancione alla base

Simile: trasparente, con un anello arancione alla base

Simile: da giallo chiaro a giallo sporco alla base; raramente con pigmentazione arancione

Dimensioni della vescicola sub-sporangiale

Oviforme, 400–920 x 350–720 µm

Ellissoidale o ovoidale, 400-800 µm di altezza, 0.4-0.7 mm di larghezza

Obovoide, 265-845 x 170-565 µm

Sporangio (capsula nera)

Emisferico, nero, di diametro inferiore alla vescicola

Schiacciato-emisferico, nero, circa 2/3 della larghezza della vescicola

Emisferico, nero

Rapporto larghezza sporangio/larghezza vescicola

Non specificato.

Circa 3/4

Non specificato.

 

Dettaglio sulla "Rete" dello Sporangio

Un tempo si credeva che il caratteristico motivo a "rete esagonale" bianca sulla superficie dello sporangio (la capsula nera) fosse esclusivo di P. crystallinus. Studi successivi hanno invece dimostrato che questo disegno non è un carattere diagnostico e si forma solo sugli sporangi secchi e vuoti, dopo la dispersione delle spore, e non su quelli ancora attaccati al fungo Inoltre, il tipo di motivo (che è dovuto a un raggrinzimento) può variare e si può osservare anche in altre specie, inclusa P. kleinii

 

Le specie criptiche nel genere Pilobolus sono un esempio interessante di come la tassonomia tradizionale, basata sulla morfologia, possa nascondere una diversità genetica molto più profonda.

 

La Sfida tra Morfologia e Genetica

La principale difficoltà nell'identificazione delle specie di Pilobolus risiede nell'ampia sovrapposizione dei loro caratteri morfologici, un problema che ha portato a una tassonomia confusa e a un dibattito sulla definizione stessa di "specie" per questo genere La riscoperta della classificazione di queste specie ha reso evidente come il concetto di specie tradizionale fosse troppo ristretto

Le analisi del DNA (in particolare della regione ITS) hanno rivoluzionato la loro classificazione, rivelando che organismi morfologicamente quasi identici potevano in realtà essere specie geneticamente distinte Questa è la definizione di "specie criptica": due o più specie che non possono essere distinte sulla base dei soli caratteri morfologici, ma che sono separate da barriere genetiche riproduttive significative.

 

L'Esempio di P. pullus e P. kleinii

Uno dei casi più chiari, emerso da uno studio del 2011, riguarda le specie Pilobolus pullus e Pilobolus kleinii

Sebbene P. pullus e P. kleinii siano morfologicamente molto simili e potrebbero essere facilmente confuse se identificate solo con un microscopio ottico, le loro sequenze di DNA mostrano una differenza sostanziale, classificandole come specie criptiche distinte Questo dimostra che la somiglianza esterna non è sufficiente per una corretta identificazione.

 

Un Caso di "Falso crystallinus"

Un altro studio condotto in Kenya ha portato alla luce una situazione analoga I ricercatori hanno identificato geneticamente due specie: Pilobolus pullus e un'altra che, pur essendo stata identificata come Pilobolus crystallinus in base alla morfologia, non corrispondeva geneticamente a nessuna specie nota in banca dati Questa seconda entità è stata quindi descritta come una specie criptica

 

La Revisione Tassonomica

Questi dati genetici hanno avuto un impatto diretto sulla tassonomia. Un lavoro di revisione del 1989, che anticipava l'era della genetica molecolare, aveva già proposto di ridurre il numero di specie riconosciute e di considerare alcune come varietà Ad esempio, P. hyalosporus e P. kleinii furono riclassificate come varietà di P. crystallinus proprio perché le loro differenze, in quel quadro tassonomico puramente morfologico, non erano considerate sufficienti per erigerle a specie separate

Oggi, l'uso combinato di dati morfologici e molecolari sta portando a una revisione ancora più profonda, permettendo di distinguere le vere specie criptiche da semplici varianti fenotipiche.

 

Prospettive Future

La sfida per i micologi è ora duplice: da un lato, correlare le nuove identità genetiche con caratteri morfologici finora trascurati che possano permettere un'identificazione più semplice; dall'altro, integrare le vecchie descrizioni di specie storiche, per le quali non esistono campioni di DNA, con il nuovo sistema filogenetico

Spero che queste informazioni ti siano utili. Se hai altre domande sul genere Pilobolus, sono a disposizione.

 

Lo studio del DNA del genere Pilobolus si è rivelato fondamentale per comprenderne la vera diversità, superando i limiti della classificazione basata sulla sola morfologia. Gli studi genetici si concentrano principalmente su specifiche regioni del DNA ribosomale (rDNA), che fungono da "codice a barre" per distinguere le specie.

 

I "Codici a Barre" del DNA: Le Regioni ITS

La regione più utilizzata per l'identificazione molecolare di Pilobolus è lo spaziatore interno trascritto (ITS, dall'inglese Internal Transcribed Spacer) del DNA ribosomale. Questa è considerata una regione "taxonomically informative" perché varia sufficientemente tra specie diverse per permettere di distinguerle, ma è abbastanza conservata all'interno della stessa specie. 

I dati di sequenziamento mostrano differenze molto chiare:

  • Somiglianza intra-specie (stessa specie): l'identità delle sequenze ITS è molto alta, attestandosi tra il 98% e il 100%
  • Somiglianza inter-specie (specie diverse): l'identità delle sequenze ITS scende drasticamente, tra il 55% e l'85%

Questa netta differenza rende l'ITS uno strumento eccellente per smascherare le cosiddette specie criptiche, cioè quelle che sono morfologicamente identiche ma geneticamente distinte. Questo è proprio il caso di P. pullus e P. kleinii, due specie che sono state distinte solo grazie all'analisi del DNA, nonostante la loro forte somiglianza morfologica. 

 

Cosa Hanno Rivelato le Ricerche sul DNA

Gli studi genetici hanno portato a scoperte importanti:

  1. Identificazione di Nuove Specie e Specie Criptiche: In uno studio condotto in Kenya, isolate morfologicamente identificate come P. crystallinus non corrispondevano geneticamente a nessuna specie nota, rivelando la presenza di una specie criptica non descritta. Questo dimostra che la diversità genetica del genere è più ampia di quanto la morfologia lasciasse intendere.
  2. Suddivisione Chiara tra le Specie: Uno studio a Taiwan ha analizzato le sequenze di SSU, LSU-D1/D2 e ITS di diverse specie, dimostrando che ciascuna di esse (come P. crystallinusP. kleiniiP. oedipus, etc.) forma un proprio ramo indipendente (clade) negli alberi filogenetici. 
  3. Il Genoma Sequenziato: La ricerca ha fatto un passo avanti significativo con il sequenziamento dell'intero genoma di una specie, Pilobolus umbonatus. Il genoma, con una dimensione di circa 34.77 Mbp, è stato sequenziato e reso disponibile come risorsa per la comunità scientifica. 

La Sfida: Colmare il Divario tra Passato e Presente

La ricerca sul DNA ha evidenziato un problema importante: la maggior parte delle specie di Pilobolus descritte in passato (circa 59) non ha un corrispettivo DNA depositato in banche dati come GenBank. Inoltre, i campioni storici sono spesso fragili e non esiste una collezione di ceppi-tipo vivi da poter analizzare con le tecniche moderne. Questo rende estremamente difficile, se non impossibile, collegare le antiche descrizioni morfologiche alle nuove identità genetiche, creando un divario tra la tassonomia tradizionale e quella molecolare che gli scienziati stanno ancora cercando di colmare. 

 

Pilobolus kleinii 9525 03.jpg

Sporangiofori

 

Pilobolus kleinii 9525 04.png

Sporangiofori

 

Pilobolus kleinii 9525 05.jpg

Sporangioforo

 

Pilobolus kleinii 9525 08.jpg

Vescicola - Sporangio

 

Pilobolus kleinii 9525 10.jpg

Columella

 

Pilobolus kleinii 9525 12.jpg

Columella

 

Pilobolus kleinii 9525 14.jpg

Columella parte basale

 

Pilobolus kleinii 9525 17.jpg

Trofociste

 

Pilobolus kleinii 9525 25.JPG

Pilobolus kleinii 9525 22.JPG

Pilobolus kleinii 9525 23.JPG

Pilobolus kleinii 9525 24.JPG

spore

 

 

 

 

 

 


Marino Zugna
A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso





1 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 1 ospiti, 0 utenti anonimi