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Pholiotina aeruginosa


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#1 marinetto

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Inviato 08 aprile 2006 - 13:56

Pholiotina aeruginosa (Romagn.) M.M. Moser, Kleine Kryptogamanflora, Bd II b/2, ed. 4 (Stuttgart): 283 (1978).
= Conocybe aeruginosa Romagn., Bull. Trimest. Soc. Mycol. Fr. 84: 368 (1969) [1968].

Cappello: diametro 10-25 mm. inizialmente campanulato presto disteso piano con clorazione grigio verde, blu-verde mare carico più scuro verso il centro, mentre gradualmente verso il margine tende a schiarirsi passando a delle colorazioni grigio, grigio chiaro fino al biancastro al bordo. A maturazione il margine è nettamente striato per trasparenza. Il cappello è inizialmente e a lungo coperto da una fitta pruina biancastra. tendente a diradarsi con l’età.
Lamelle: normali, giallastro-ocra.
Gambo: diametro 2-3 x 25-50 mm. cilindrico abbastanza regolare leggermente flesso, base leggermente ingrossata con colorazioni biancastre grigio chiaro, tendente a scurirsi verso la base, completamente coperto da abbondante pruina biancastra che le conferire un aspetto fioccoso.
Carne: biancastro-azzurrina
Odore: debolmente fruttato, fungino

Habitat e raccolta studiata
Muggia, località laghi delle Noghere, 3/11/2005 in bosco ombroso e umido di Quercus virgiliana, Carpinus betulus e Ostrya carpinifolia con sporadica presenza di Castanea sativa. Il sottobosco è in gran parte ricoperto da Hedere helix e Ruscus aculeatus. Gli esemplari sono stati ritrovati su terra nuda, appressati a dei rami di quercia, morti a terra.
Exsiccatum: Erbario del gruppo di Muggia (EMM 2955), Leg. Bersan F. & altri, 05/11/2005. LAGHI DI NOGHERE, Muggia (TS).

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Marino Zugna
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#2 marinetto

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Inviato 08 aprile 2006 - 13:56

Spore: misura effettuata su 30 spore; 8,49 - 10,18 x 5,07 - 5,6 µm, media 9,37 x 5,33 µm. Quoziente: 1,63 - 1,91; Quoziente medio 1,76. Volume: 117,902 - 158,321; Volume medio: 139,32. lisce, da ellittiche fino a amigdaliformi viste di profilo, ovoidali viste di faccia. Apiculo abbastanza prominente e ben evidente, poro geminativio evidente, centrale, 1 – 1,3 µm.
Basidi: 18 – 28 x 6 – 9 µm, clavati, tetrasporici.
Cheilocistidi: 20 – 38 x 5 – 10 µm, per lo più lageniformi ma anche fusiformi, alle volte con collo sinuoso che termina con l’apice regolare, largo 2,7 – 3,5 µm.
Pleurocistidi: non osservati.
Caulocistidi: presenti solo nella parte superiore del gambo, generalmente di misura superiore a quella dei cheilocistidi e di forma simile, misuranti 28 – 50 x 6 – 10 µm.
Pileipellis: composta da cellule sferopeduncolate misuranti 28 – 55 x 8 – 20 µm, poste a formare un imenoderma dal quale spuntano rari pileocistidi in media più piccoli e stretti dei cheilocistidi, misuranti 18 – 32 x 4 – 6 µm.
Giunti a fibbia: osservati in tutti i tessuti.

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Marino Zugna
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#3 marinetto

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Inviato 20 luglio 2006 - 19:46

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Marino Zugna
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#4 marinetto

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Inviato 21 luglio 2006 - 20:09

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Marino Zugna
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#5 marinetto

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Inviato 21 luglio 2006 - 20:10

Osservazioni
Ci sono delle specie che hanno la facoltà di spiazzare il loro raccoglitore; la cosa appare tanto più strana se la località di crescita è conosciuta e indagata con una certa frequenza.
E’ esattamente ciò che è successo il giorno 3.11.2005 nel bosco che fiancheggia la stradina sterrata che conduce in località “Laghi delle Noghere”, non distante da Muggia; e questo spiega anche, in parte, l’accezione di “specie rara”, ovverosia specie non solo dotata di una distribuzione circoscritta e spesso “a macchie di leopardo”, ma anche di una comparsa occasionale, dunque imprevedibile.
Sul terreno, infatti, l’impressione era quella di aver trovato un Pluteus con cappello stranamente colorato di un intenso blu-verde, simile a quello noto per Stropharia aeruginosa (Curtis: Fr.) Quél.; il portamento slanciato, la cuticola striata, rugosa-venosa al centro del cappello, il gambo bianco, esile, la crescita in condizioni nettamente saprofitiche (resti marcescenti legnosi in un bosco umido di latifoglia), erano tutti indizi che avvaloravano la prima sensazione, a parte il colore delle lame, ocra e non rosa.
Bisogna ammettere che si è dovuto eseguire l’esame istologico (cuticola e imenoforo) per scoprire che il nostro fungo era una bolbitiacea e per conoscere questa meravigliosa specie, da noi mai vista prima, che va sotto il nome di Conocybe aeruginosa; essa è stata descritta da Romagnesi nel 1968 e successivamente (1983) ricombinata come Pholiotina aeruginosa (Romagn.) M.M. Moser nella Kleine Kryptogamenflora.
Dobbiamo però anche segnalare che secondo la letteratura il cappello dovrebbe essere liscio con largo umbone ottuso e con tendenza a schiarirsi al centro, ma tali affermazioni contrastano con la nostra raccolta in quanto priva di umbone, con cappello leggermente depresso e con centro più scuro; inoltre, per quanto riguarda la superficie, nei nostri reperti è liscia ma con deboli venature concentrate al disco. Pensiamo che, considerata la rarità della specie, queste piccole differenze siano indicative del campo di variabilità in dotazione alla specie in esame.
Nell’ambito del gruppo Conocybe-Pholiotina, la nostra specie è di elementare identificazione perché è l’unica a possedere tale colorazione “aeruginosa”, letteralmente “verderame”, almeno a livello continentale. Questa tinta, così particolare (più usuale invece nel genere Stropharia) ci ha molto incuriosito e siamo andati a consultare alcune riproduzioni iconografiche di questa specie: da quello che si può capire, il suo colore tipico è un blu-verde misto a grigio-verde, quasi nerastro nel centro del cappello, mentre il margine assume più spesso una colorazione ocra-fulvastra. Solo il disegno di Duhem (COURTECUISSE & DUHEM, 1994) riproduce con una certa fedeltà il colore della nostra raccolta, di un verde glauco pressoché uniforme.
Dal punto di vista sistematico, P. aeruginosa trova collocazione infragenerica nella sezione Cyanopodae Singer in compagnia di P. cyanopus (Atk.) Singer, specie con la sola base del gambo che vira al grigio-verde-bluastro alla manipolazione (BON, 1992).

Bibliografia

Bon M., 1992: Clé monographique des espèces galero-nauriocoides. Doc. Myc. Tome XXI, fasc. 84: 76.
Breitembach J. & F. Kranzlin, 1995 : Champignons de Suisse, Tome 4, p. 312-313.
Codogno M. & G. Dilani, 1997: il Bosco Vignano, (Aut. Vari), pag. 60/67.
Courtecuisse R. & B. Duhem, 1994 : Guide des champignons den France et d’Europe. Delachaux et Niestlé, p. 362
Enderle M., 1996: Conocybe-Pholiotina- Studies VI. Zeits. Fur Myk. 62/1: 27-30.
Enderle M., 2004: Die Pilzflora des Ulmer Raumes, p. 330
Moser M., 1983 : Guida alla determinazione dei funghi. Saturnia, Trento, p. 303
Noordeloos M.E., Th. W. Kuyper, & E. C. Vellinga, 2005: Flora Agaricina Neerlandica, vol. 6: 203.
Marino Zugna
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Inviato 16 settembre 2007 - 17:16

conf. Hausknecht 08/09/07.

Si tratta del primo ritrovamento segnalato per il suolo italiano.
Marino Zugna
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