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galle (di Patrizia )


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#1 gianpiero

gianpiero

    Corvo Imperiale

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Inviato 02 gennaio 2008 - 19:33

n.d.r. La trattazione che segue è il  recupero di una argomentazione di Patrizia del 18.12.2005
saluti gianpiero

Patty scrive:

Titolo : ...e gli insetti vengono a "galla"

Non ho molto materiale, ma quel poco può bastare per dire due parole sulle Galle, strane formazioni che compaiono sulle piante, sia arboree che erbacee, e possono interessare tutte le parti, dagli steli alle foglie, dalle radici ai fiori.

Sono dette anche "cecidi" e sono escrescenze abnormi che si formano sui tessuti delle piante per opera di parassiti che, nella maggior parte dei casi, sono insetti (zoocecidi): per chi vuole maggior precisione, si tratta per lo più di Imenotteri cinipedi, e anche tendredinidi, Ditteri cecidomidi, Afidi e anche Coleotteri, solo per citarne alcuni. Ma ci sono anche galle prodotte da vegetali (fitocecidi), come alghe, batteri,funghi :l'esempio più conosciuto è quella prodotta dal fungo Heterobasidiomicete Exobasidium rododendri

Come si formano le galle? Nel caso di quelle prodotte dagli insetti, è necessario un tessuto vegetale in via di accrescimento, quindi sono soprattutto le parti giovani delle piante, come le gemme,le preferite dagli insetti : le femmine di questi pungono il tessuto vegetale con un pungiglione con funzione di ovopositore iniettandovi le uova insieme a una sostanza che stimola attorno alla ferita la formazione di un piccolo callo di cicatrizzazione. Schiuse le uova,le larvette neonate a diretto contatto con il tessuto cicatriziale , cominciano subito a nutrirsene e nel far questo stimolano ulteriormente lo sviluppo di tessuti anomali e l'accrescimento della galla, che continua a ingrandirsi e a stratificarsi intorno alle larve, formando una sorta di culla, di incubatrice che le proteggerà finchè non diverranno adulti capaci di vivere autonomamente; a questo punto i nuovi nati bucheranno la galla e saluteranno la culla divenuta inutile.

Le galle assumono forme caratteristiche e variamente diversificate, spesso stravaganti e abnormi, tipiche per ogni specie parassita, e si localizzano sulle diverse parti delle piante a seconda delle specie che le hanno prodotte. In inverno sono quasi tutte brunastre,ultimo residuo di una colorazione che si è persa con la bella stagione.

Moltissime galle si formano sulle querce, dove lignificano, spiccando bene sullo sfondo verde delle foglie. Ecco allora le diffusissime palline legnose durissime, di diametro anche superiore a 2 cm. , prodotte da piccole vespe cinipedi,generalmente Cynipis kollari

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Sempre su quercia. Il foro indica la fuoriuscita avvenuta dell'insetto.

Le galle legnose delle querce hanno un elevato contenuto in tannini, che a dosi opportune, in quanto irritanti , e per uso esterno, vengono utilizzati in fitoterapia . Questi tannini vengono utilizzati anche per la concia di pelli e per preparare inchiostri particolari
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Non chiaro è ancora quale può essere l'utilità della galla per gli insetti. Infatti se da una parte è vero che in queste piccole "culle"le larve possono contare su cibo abbondante per il loro sviluppo e protezione, per quest'ultimo fatto l'impressione si rivela poi decisamente falsa, perché la galla, se ripara dalle intemperie i suoi inquilini, non li sottrae agli attacchi dei suoi nemici, ai quali basta localizzare una qualsiasi galla per sapere il suo contenuto. Capita perciò molto spesso di vedere uscire dalle galle non gli insetti che le hanno prodotte, ma i loro nemici.

Una delle galle più belle è quella causata sulla Rosa canina da Rhodites rosae, un'altra piccola vespa nera di 2-3mmmm., con la parte anteriore dell'addome rossa e le zampe arancioni. Quando depone le uova nelle gemme, la pianta reagisce formando una piccola galla sferica simile a un batuffolo arruffato che da verde diventa rossastro.
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Pare che fossero ricercatissime dagli alpini che si vantavano di avere le più grosse e colorate per sostituire il ciuffo di lana nel quale era infilata la lunga penna nera.
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Galla della Rosa sezionata: si vedono le varie cellette condominiali dove alloggiano le larve
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Inconfondibili le galle prodotte da Mikiola fagi sulle foglie del faggio. Piccoli coni rosso vivo, lunghe non più di un centimetro, molto coriacee nonostante l'aspetto, sono un esempio di galle a 1 sola cella, risultato del ripiegamento della pagina fogliare e successivo indurimento dei tessuti.
Bella la larva di Viktor nell'altro post:il faggio
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Le piante di solito sopportano senza traumi la presenza delle galle, purchè il tutto sia contenuto; le galle sulle foglie cadono con queste, quelle prodotte sui rami cadono col gelo.

Delle galle si può farne una raccolta. Ne ho visto una bellissima in una mostra micologica dell'A.V.I.S di Bologna

Secondo il botanico Mattioli(1500) se tagliando una galla non ancora bucata si trova una mosca ci sarà una guerra, se è abitata da un ragno, è segno di pestilenza,se l'inquilino è una pacifica larva il raccolto sarà generoso

Di seguito altre galle di non certa identificazione
Su olmo
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Su pioppo tremulo
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Exobasidium rododendri, rossa tumefazione bitorzoluta prodotta dal fungo, che spicca tra le foglie dei rododendri selvatici
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Questa è la galla causata da un Afide, Aploneura lentisci, sul lentisco (Pistacia lentiscus), tipica pianta della macchia mediterranea.
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Gianpiero Lui - Monfalcone
A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso




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