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Rhodocybe obscura


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#1 marinetto

marinetto

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Inviato 11 aprile 2009 - 22:24

Rhodocybe obscura (Pilat) Moser, 1967
primo ritrovamento in Italia
scheda di Gaetano Battaglia

Key Words

Basidiomycetes, Agaricales, Entolomataceae, Sez. Decurrentes, Rhodocybe obscura.

RIASSUNTO

Rhodocybe obscura, una rarissima Entolomatacea raccolta in Comune di Breganze (Vicenza) viene qui descritta, illustrata e commentata.

ABSTRACT

Rhodocybe obscura, a very interesting Entolomataceae collected in Breganze (VI), is described, illustrated by photocolours and commented.



NOTE SULLA LOCALITA’ DI RITROVAMENTO
Località Collina, Comune di Breganze, Provincia di Vicenza, altezza mt.88 slm., Tav. IGM 103.1, Esposizione piana ed assolata. N.ro esemplari più di 50.
Habitat: Margine di prato polifita privato, non naturale, su terreno di riporto di circa 15 anni, ad una distanza inferiore a 5 metri da una siepe di aghifoglie non autoctone: Picea sitchensis (Abete di Sitka) originario dell’America Settentrionale, oggi largamente diffuso nel Centro-Nord Europa, alternato ad Abies Alba (Abete bianco). Probabilmente, a detta del proprietario della villetta adiacente, gli alberi sono stati acquistati in Ungheria o Slovenia mentre del terreno, se pur analizzato, non sa dare indicazioni di provenienza. I carpofori non risultavano sparpagliati ma sembrava seguissero linee orizzontali (non cerchi). Alle analisi il terreno risulta leggermente acido e non calcareo ma, considerati i pochi ritrovamenti di R. obscura, penso che questo fattore non possa risultare determinante in quanto molte altre specie fruttificano in terreni spesso strutturalmente diversi

Ricerche bibliografiche del Genere
Il Genere Rodocybe, creato da R. Maire nel lontano 1926, raggruppa una cinquantina di specie. Seguendo la sistematica del maggiore specialista mondiale del Genere, Timothy J. Baroni (1981), il Genere viene suddiviso in sette Sezioni.
La prima importante divisione riguarda la presenza o meno dei pseuodocistidi. Se sono presenti ci troviamo di fronte alle specie fungine raggruppate nelle Sez. Crepidotoides (carpofori dal gambo assente o laterale) e Rhodocybe (carpofori con il gambo posto centralmente).
Se i pseudocistidi sono invece mancanti, i funghi vengono collocati nelle altre cinque Sezioni.
Una ulteriore importante divisione riguarda la presenza o meno dei giunti a fibbia. Se li troveremo ci troviamo di fronte alla Sezione Rhodophana. In caso contrario la nostra ricerca si sostanzierà nelle restanti quattro Sezioni. La Sez. Claudopodes raggruppa le specie fungine i cui carpofori hanno un gambo eccentrico o laterale o addirittura assente. Col gambo posto centralmente troveremo le rimanenti tre Sezioni:
- Tomentosi: quelli con la cuticola tomentosa o subtomentosa e dai colori pileici varianti dal grigiastro, grigio-scuro/brunastro fino al nero;
- Rufobrunnea: quelli con la cuticola non tomentosa e dai colori rosastri, rossastri, bruni, fulvi o con varie combinazioni rosso-brune o giallo-brunastre, mai comunque con colori grigiastri, né bianchi;
- Decurrentes: quelli con la cuticola non tomentosa, bianca o pallida o dal grigio-nerastro, grigio-porporino o grigio-scuro-brunastro.
Fatto questo breve escursus è risultato abbastanza semplice collocare la nostra specie, già macroscopicamente, nella Sezione Decurrentes per la centralità del gambo, per la cuticola pressocchè liscia e per i colori predominanti del grigio. Logicamente, all’esame del microscopio, l’assenza dei pseudocistidi e dei giunti a fibbia, evitano qualsiasi altra possibilità di dubbio.
La Sezione Decurrentes è caratterizzata inoltre per raggruppare carpofori a lamelle decorrenti o subdecorrenti e include nove specie. Tra queste una sicura delimitazione la si ha utilizzando il KOH sulla cuticola sia nel fresco che nel secco. Questa reazione positiva (rossastra) circoscrive la nostra ricerca in sole tre sole specie: popinalis, mundula e obscura. A detta del micologo P. A. Moreau (Bull. Soc. Mycol. De France, 1997, p. 337), le caratteristiche comuni di queste tre specie sono: i colori pallidi o scuri, alutacei, grigi o bruno-nerastri; lamelle fortemente decorrenti; carne bianca, odore farinoso più o meno marcato, sapore immediatamente amaro, poi farinoso; sporata da rosa scuro a bruno-rosastro; spore gibbose o angolose; rivestimento pileico con ife coricate, a parete spessa, giallastre, inverdenti con l’ammoniaca; carne più o meno aerifera, con ife frequentemente ramificate; giunti a fibbia assenti; reazione da aranciato-rosata a rossastra con la potassa sul cappello, sia nel fresco che in exiccata.
Nella chiave di Noordeloss (Persoonia vol. 12 part.1, 1983), la presenza di cheilocistidi filamentosi presenti in obscura è uno dei caratteri validi per separarla da popinalis. Lo stesso autore, per completezza di informazione, giunge poi alla conclusione che mundula e popinalis siano un’unica entità.
Per quanto riguarda la reazione positiva al KOH delle tre specie in questione, G. Riousset & M. Bon, nelle loro osservazioni reperibili su Documents Mycologiques, vol. XXIII, fasc. 92, 1994, rilevano che dalle loro indagini effettuate in popinalis, la reazione positiva alla potassa non si è verificata, forse per il grado di concentrazione del reagente. (Baroni però indica una concentrazione molto bassa: 3% - N.d.A- ).

Rhodocybe obscura (Pilat) Moser, 1967

Sinonimi: Rhodopaxillus obscurus Pilat, 1951

Descrizione macroscopica
Cappello largo da 20 a 130 mm, da convesso a piano, poi irregolarmente concavo. Colore grigio sporco, grigio-vinoso rosato, grigio-porpora sporco, più scuro negli esemplari più vecchi. Margine sempre involuto e con la presenza di una pruina biancastra. A tempo asciutto sembra ornato da circoli più chiari. L’apice del disco, leggermente più chiaro nell’immaturo, si uniforma in una tinta sempre “sporca” indipendentemente dalle tonalità.
Lamelle decisamente decorrenti, più o meno strette (6-11 x 10 mm) e spesse, inizialmente grigiastre, poi grigio fumo sporco. Il filo delle lamelle presenta la stessa colorazione.
Gambo (20-45 x 8-18 mm) in proporzione sottile e corto, irregolarmente cilindrico, attenuato alla base a mò di cono, coperto (lente) da una minuta fioccosità squamulosa. Se raccolto delicatamente si può notare il micelio basale biancastro. Colorazione esterna del gambo simile al cappello.
Carne del cappello biancastra o leggermente grigiastra. Alla pressione digitale o al taglio netto, vira appena al grigiastro in prossimità della cuticola; quella del gambo da cotonosa a leggermente fibrosa fino alla sommità. Odore farinoso-rancido, sgradevole. Sapore amaro.
Sporata in massa rosato-vinoso sporco.

Descrizione microscopica
Spore: 6-8 x 5,5-7 μm, da globose a subglobose (la maggioranza), raramente elissoidi, non lisce, con piccole ma evidenti “gibbosità o verruche” uniformi, cianofile, non amiloidi, tendenti, a contatto con KOH, ad ingrigire leggermente, altrimenti jaline. In alcune sembra riconoscersi un poro germinativo; basidi: 25-40 x 7,5-9 μm, tetrasporici, uno soltanto si presentava bisporico.
Cheilocystidi: molto rari (30-60 x 3-7,5 μm) di forma cilindrica molto irregolare, più stretti all’apice ma non appuntiti. Un solo setto evidenziato. Assenza di ramificazioni. Non colorano in KOH. Non notati nella trama dell’orlo lamellare. Trama interna delle lamelle formata da ife cilindriche (3-6,5 μm di diametro, irregolarmente intrecciate e che si colorano in bruno sporco con KOH). Nel gambo ife sinuose parallele, cilindriche, che reagiscono appena all’idrato di potassio. Assenti i giunti a fibbia.
Caulocistidi (40-45 x 4-6,5 μm) cilindrici allungati e attorcigliati, rari, jalini in KOH, qualcuno si presenta settato nella parte apicale.

Conclusione
Si differenzia da Rhodocybe mundula e popinalis per la colorazione generale (specialmente la superficie pileica), per le dimensioni medie dei carpofori, per la presenza, anche se rara, di cheilocistidi filamentosi, per una maggiore dimensione sporale, e per l’habitat che, in questo caso, pur trattandosi certamente di terreno di riporto (non calcareo, ma anzi leggermente acido), in zona collinare ma con la presenza comunque di aghifoglie sia da considerarsi determinante.

Ringraziamenti:
Ringrazio l’amico Marco Macchione per i preziosi suggerimenti, mia moglie Christiane Zbinden per le diapositive, il Comitato di Studio di Vicenza per il supporto bibliografico e l’amico Ruggero, proprietario del fondo, Giovanni Robich per il ridisegno della tavola di microscopia..

Bibliografia:
AA.VV. - 1992: in Nordic Macromycetes vol. 2 p. 359;
Baroni T.J. - 1981: A revision of the genus Rhodocybe M.re (Agaricales). Nova Edwigia, 67: 1-194
Bon M. - 1991: Les Clitocybes, Omphales et rassemblants. Documents Mycologiques. Flore Mycologique d’Europe. Amiens. France
Lanconelli L., F.Ballanti & Rava M. - 1998: Funghi del Lughese. Ed. Faenza.
Lavorato C. & M.Contu - 2001: Due interessanti Agaricales raccolte in Svizzera. Rivista di Micologia XLIV,4: 349-351.
Moreau P.A. - 1997: Le genre Rhodocybe Maire: quelques observations sur le groupe R. mundula et popinalis. Bull. Soc. Mycol. Fr. 113: 335-342.
Moser M. - 1986: Guida alla determinazione dei funghi. Saturnia, Trento
Noordeloos - 1983: Notulae ad Floram agaricinam in Persoonia vol. 12, part.1, p.39-48.
Riousset L. & M. Bon - 1994: Decouverte en France de Rhodocybe obscura. Doc. Mycol. XXIII 92: 49-50.

RHODOCYBE__OBSCURA.jpg
(foto: C. Zbinden)

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(foto: C. Zbinden)

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(foto: C. Zbinden)

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Marino Zugna
A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso




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