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Flammulaster carpophilus var. subincarnatus


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Inviato 03 gennaio 2011 - 01:25

Flammulaster carpophilus var. subincarnatus (Joss. & Kühner) Vellinga, Persoonia 13(1): 12 (1986)

Basionimo: Naucoria subincarnata Joss. & Kühner, Bull. Soc. nat. Oyonnax, Suppl. Mém. hors sér. No. 2 10-11(Suppl.): 6 (1957)
Sinonimi: Flammulaster subincarnatus (Joss. & Kühner) Watling [as 'subincarnata'], Notes R. bot. Gdn Edinb. 28(1): 67 (1967)
Flocculina subincarnata (Joss. & Kühner) P.D. Orton, Trans. Br. mycol. Soc. 43(2): 176 (1960)
Naucoria subincarnata Joss. & Kühner, Bull. Soc. nat. Oyonnax, Suppl. Mém. hors sér. No. 2 10-11(Suppl.): 6 (1957)
Phaeomarasmius subincarnatus (Joss. & Kühner) Singer, Schweiz. Z. Pilzk. 34: 59 (1956)

Posizione Sistematica: Inocybaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi

Quadro macroscopico della raccolta
Pileo 5-10 mm, all'inizio da emisferico a paraboloide, in seguito convesso, infine piano-convesso. Cuticola di color ocra chiaro abbastanza uniforme in tutta la superficie. In gioventł, la porzione discale risulta ornata da fine granulositą forforosa o fioccositą di colore beige, pił labile verso la periferia e con il margine da fortemente forforoso a ciliato. In vecchiaia da molto finemente granulosa a liscia, opaca e con lievi toni rosati.
Lamelle adnate allo stipite, larghe pił volte lo spessore della carne pileica, piuttosto spesse, convesse, molto spaziate (da 9 a 15 lamelle negli esemplari adulti), intercalate da 1-3 (5) lamellule, in gioventł ocra molto chiaro poi concolori al pileo, filo lamellare bianco, finemente ciliato.
Stipite 5-15 x 1-2 mm, cilindrico o leggermente allargato verso l'alto, diritto, alle volte sinuoso, concolore alla superficie pileica fistoloso, ornato da fioccositą e corte ciglia pił chiare. base appena allargata, piatta, strigosetta per i numerosi peli ifali di colore bianco che la ricoprono.
Carne esigua, lievemente ocracea; odore e sapore non testati.

Quadro microscopico della raccolta
Spore "da porzione stipitale" (6,5) 7,0-7,7-8,5 (10,5) x (3,5) 4,2-4,8-5,2 (5,8) µm, in media 7,80 x 4,77 µm, Q. = (1,38) 1,48-1,8 (2,31) , Q.m. = 1,64, Vol. = (47) 71-118 (160) µm³, Vol.m = 94 µm³, in proiezione laterale, prevalentemente amigdaliformi con bassa papilla apicale, in proiezione frontale romboidali, lisce, parete sottile, da ialine a giallastre in H2O, inamiloidi, con all'interno una o pił guttule lipidiche rifrangenti, pro germinativo assente.
Basidi (18,7) 19,5-23,9-25,5 (25,8) x (5,4) 5,6-6,4-7,2 (7,38) µm, Q.m. = 3,59, Vol.m = 502 µm³, clavati, tetrasporici e bisporici con lieve superioritą percentuale per quelli tetrasporici.
Trama lamellare formata da ife inflate.
Cheilocistidi (26) 28,7-38,1-46,7 (50,3) x (4,5) 5,7-7,7-9,9 (11,3) x (3,3) 4-5,7-7,3 (7,9) µm, da cilindrici a subcilindrici con apice da appena ristretto a leggermente allargato, spesso sublageniformi, alle volte flessuosi, ialini, leggermente ricoperti da una sostanza mucosa rifrangente. Filo lamellare sterile. Pleurocistidi non osservati.
Pileipellis (27,5) 29-35,4-49,8 (52,9) x (15,1) 16,9-23,6-31,9 (35,5) µm, Q.m. = 1,58, Vol.m = 12144 µm³, formata da cellule subpiriformi o subglobulose, concatenate o raggruppate a mucchietti, con parete sottile, ialine o appena leggermente pigmentate, spesso ornate da gocce mucose rifrangenti. Poco o per nulla incrostante.
Caulopellis disposta in cutis, (6,7) 7,4-11,4-15,7 (16,3) µm, formata da ife settate, da ialine a pigmentate di giallastro, finemente incrostate.
Caulocistidi (30) 34-56-76,3 (81,7) x (3,6) 3,8-5,8-8 (9,6) x (3,2) 4,5-5,5-6,5 (6,8) µm, da cilindrici con apice di pari spessore o leggermente allargato o anche leggermente ristretto a strettamente clavati fino a sublageniformi, disposti in folti mazzetti su buona parte dello stipite.
Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma.

Osservazioni
Sistematicamente, F. carpophilus var. subincarnatus, per le spore a parete sottile "pił o meno collassante", di color giallastro chiaro se osservate in H2O al microscopio, le lamelle per lungo tempo giallo pallido o ocra pallido, e il diametro pileico ≤10 mm, o appena di poco superiore, si colloca nella Sezione Flammulaster dell'omonimo genere.
Nella medesima Sezione coesistono diverse entitą non da tutti accettate in quanto esistono pareri differenti fra i vari Autori. Nel suo studio sul genere Flammulaster, Vellinga (1986), sostiene che i caratteri differenziali di F. subincarnatus, in quanto rientranti nella variabilitą fenotipica di F. carpophilus var. carpophilus (Fr.) Earle 1909, non sono tali da mantenere separato il taxon a livello specifico quindi lo riconduce a livello varietale di quest'ultimo e, per le medesime motivazioni, ricombina a livello varietale pure F. carpophiloides (Kühner) Watling 1967 e F. rhombosporus (G.F. Atk.) Watling 1967.
Per contro, il Prof. Marcel Bon (1992), riconosce il rango il rango specifico di F. carpophiloides, F. rhombosporus F. subincarnatus.
Noi, in passato, abbiamo studiato un'ulteriore raccolta di F. subincarnatus, ed anche in quel caso ci siamo imbattuti in tipologie di spore e cheilocistidi molto simili "se non identiche", a quelle riscontrate nella raccolta in oggetto.
Sembra singolare il fatto che, una specie, se pur simile nell'habitus, ma con due caratteri "spore e cheilocistidi", sostanzialmente differenti, possa essere trattata come "rientrante nella variabilitą fenotipica" di un'altra specie, la quale dimostra una micrografia visibilmente differente.
In ogni caso, abbiamo avuto l'occasione di constatare, e qui segnaliamo, un particolare che potrebbe far riflettere sulle effettive "sostanziali" differenze di alcuni caratteri, nel nostro caso microscopici, che sembrerebbero non modificabili nelle forme ma che, di fatto, lo sono.
Si tratta delle spore e delle loro forme e misure che, in questa occasione, sono state prelevate da una porzione lamellare ed hanno dimostrato un evidente e pronunciato dimorfismo, tanto che, abbiamo voluto fare una misurazione di 100 unitą per confrontarle con quelle misurate sullo stipite e inserite nella scheda descrittiva.

Le seguenti misure sono quanto č risultato dallo studio.

Spore (7,6) 8,1-9,1-10,5 (11,0) x (3,6) 3,8-4,2-4,7 (5,2) µm, in media 9,24 x 4,27 µm, Q. = (1,60) 1,83-2,44 (2,87) , Q.m. = 2,17, Vol. = (62) 68-112 (135) µm³, Vol.m = 88 µm³, in proiezione laterale prevalentemente da subamigdaliformi a fusiformi con evidente papilla apicale e pronunciata gobba abassiale, in proiezione frontale da fusiformi a strettamente fusiformi.

Comparazione tra le due misure
Stipite Spore (6,5) 7,0-7,7-8,5 (10,5) x (3,5) 4,2-4,8-5,2 (5,8) µm media 7,80 x 4,77 µm
Lamelle Spore (7,6) 8,1-9,1-10,5 (11 ) x (3,6) 3,8-4,2-4,7 (5,2) µm media 9,24 x 4,27 µm
Stipite Q. = (1,3) 1,4 - 1,8 (2,3) Q.m. = 1,64
Lamelle Q. = (1,6) 1,8 - 2,4 (2,8) Q.m. = 2,17
Stipite Vol. = (47) 71 - 118 (160) µm³ Vol.m = 94 µm³
Lamelle Vol. = (62) 68 - 112 (135) µm³ Vol.m = 88 µm³

In sintesi, sullo stipite non abbiamo osservato che pochissime spore presentano tipologia simile a quella riscontrata sulle lamelle, dove le spore fusiformi e con evidente papilla apicale erano in netta maggioranza.
Come constatato pił volte anche in altri generi (ad es. Hebeloma), le spore "immature", hanno dimostrato una lunghezza maggiore ed una forma alquanto differente dalle spore mature.
Questo esempio, oltre a dimostrare le differenti forme che, queste, possono assumere nei diversi stadi di sviluppo, puņ essere utile a focalizzare l'importanza nel seguire metodologie di studio rigide e costanti e non basate sull'osservazione di pochi elementi, misurati alla meno peggio e prelevati, a caso, in porzioni non consone, in quanto ciņ indurrebbe con molte probabilitą ad errori di valutazione.
Andrebbero inoltre citate, con dovizia di particolari, tutte le metodologie adottate nello studio.

Materiali e Metodi
Lo studio č stato compiuto sia su materiale secco, reidratato in KOH 2% o con H2O. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si č adoperato Rosso Congo Ammoniacale 2% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechčre e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unitą, effettuate in proiezione laterale o, nel caso di spore inequilaterali anche in proiezione frontale, prelevate da altre zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono fatte un minimo di venti misure a tipologia.
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga1998: Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary.
Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata ed i nomi degli Autori, abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensitą. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.
Dati relativi alla raccolta: N. scheda: 4573. Data di ritrovamento: 03/08/2010. Localitą: Prati di Tivo – lariceto. Comune: TERAMO. Coordinate geografiche: 42°31'0.66"N 13°33'57.77. Altezza s.l.m.: 1280. Habitat: Su ramo di latifoglia (Acer?) e su terreno ricco di detriti. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.

Bibliografia consultata
AA. VV. - 1992: Nordic Macromycetes, Vol. 2. Polyporales, Boletales, Agaricales, Russulales. Helsinki.
Bon M. - 1992: Clé monographique des espčces Galero-naucorioļdes. Doc. Mycol. 21 (84): 1-89.
Breitenbach J. & F. Kränzlin - 1995: Champignons de Suisse. Tom.4. Lucerne.
Cetto B. - 1987: I Funghģ dal vero. Vol. 5, Tav. 1757. Saturnia. Trento.
Courtequisse R. & B. Duhem. - 1994: Guide des Champignons de Franco et d'Europe. Delachaux et Nestié. Lausanne.
Grilli E. - 1999: Fungi non Delineati - Pars 7 - Gianbattista Lanzoni (1945-1988) & altri: 32-35. Mykoflora Alassio.
Moser M. - 1980: Guida alla determinazione dei funghi (Polyporales, Boletales, Agaricales, Russulales). Saturnia. Trento.


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In foto: pileipellis H2O


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In foto: pileipellis R.C. Amm. 2%


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In foto: cheilocistidi KOH 5%

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Flammulaster carpophilus var. subincarnatus (Joss. & Kühner) Vellinga, Persoonia 13(1): 12 (1986)
In foto: cheilocistidi R.C. Amm. 2%

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In foto: cheilocistidi, le misure


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In foto: basidi R.C. Amm. 2%


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Flammulaster carpophilus var. subincarnatus (Joss. & Kühner) Vellinga, Persoonia 13(1): 12 (1986)
In foto: caulocistidi KOH 5%


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Flammulaster carpophilus var. subincarnatus (Joss. & Kühner) Vellinga, Persoonia 13(1): 12 (1986)
In foto: caulocistidi, le misure


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Flammulaster carpophilus var. subincarnatus (Joss. & Kühner) Vellinga, Persoonia 13(1): 12 (1986)
In foto: spore sullo stipite KOH 5%


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Flammulaster carpophilus var. subincarnatus (Joss. & Kühner) Vellinga, Persoonia 13(1): 12 (1986)
In foto: spore, le relative misure


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In foto: spore sulle lamelle R.C. Amm. 2%


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Inviato 03 gennaio 2011 - 02:02

Flammulaster carpophilus var. subincarnatus (Joss. & Kühner) Vellinga, Persoonia 13(1): 12 (1986)
In foto: spore, le relative misure


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