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Cystoagaricus silvestris


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Inviato 16 giugno 2015 - 12:13

Cystoagaricus silvestris (Gillet) Örstadius & E. Larss. (2015)

 

Basionimo: Hypholoma silvestre Gillet, Hyménomycètes (Alençon): 568 (1878).

Sinonimi: Agaricus populinus Britzelm., Ber. naturhist. Augsburg 28: 131 (1885)Agaricus populinus Britzelm., Ber. naturhist. Augsburg 28: 131 (1885) f. populinus.

Drosophila silvestris (Gillet) Kühner & Romagn., Fl. Analyt. Champ. Supér. (Paris): 370 (1953).

Hypholoma populinum (Britzelm.) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 5: 1034 (1887).

Hypholoma silvestre Gillet, Hyménomycètes (Alençon): 568 (1878).

Psathyrella populina (Britzelm.) Kits van Wav., Persoonia, Suppl. 2: 282 (1985).

Psathyrella silvestris (Gillet) Konrad & Maubl. [as 'sylvestre'], Encyclop. Mycol. 14: 127 (1949) [1948].

 

Inquadramento sistematico

Psathyrellaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

                                                          

Descrizione macroscopica della raccolta rilevata dalle foto

Pileo all’inizio subemisferico, quindi piano-convesso con basso umbone ottuso, infine disteso e leggermente depresso; Igrofano. Di colore beige, nocciola chiaro, più o meno intenso in relazione alla percentuale di umidità assorbita, infine quasi grigiastro. Il rivestimento pileico degli esemplari giovani e formato da abbondanti resti di velo, di colore bruno, sotto forma di fibrille radiali, riunite in ciuffetti appressati, soprattutto nella porzione discale, con la maturazione via via più radi; margine non striato.

Lamelle moderatamente fitte, annesse allo stipite, intercalate da brevi lamellule. Lilla-grigiastre da giovani, violaceo-brunastre negli esemplari maturi; filo lamellare più chiaro, intero o accidentalmente eroso.

Stipite Interamente di colore bianco. Sostanzialmente cilindrico, leggermente svasato all’apice, base cilindrica o appena leggermente allargata, finemente irsuta. Rivestimento finemente pruinoso all’apice, verso il basso ricoperto da fibrille concolori al velo; zona anuliforme non presente.

Carne bianca, fragile e poco consistente. Odore e sapore non rilevato. Sporata non ottenuta.

 

Descrizione microscopica della raccolta

Spore (6,75) 7,44 - 8,12 - 8,70 (9,37) x (4,11) 4,29 - 4,69 - 5,03 (5,19) µm, Q. = (1,44) 1,59 - 1,74 - 1,87 (2,00), Q.m. =; Vol. = (66,7 )73,95 - 94 - 111,49 (125,2) µm³; polimorfe, in proiezione laterale da reniformi a subfaseoliformi, spesso con leggera depressione suprailifera; in proiezione frontale piuttosto squadrate, da subvoidi a subtriangolari con base tronca. Poro germinativo centrale, largo (0,86) 0,90 - 1,02 - 1,34 (1,42) µm. Parete spessa (0,40) 0,44 - 0,44 - 0,69 (0,75) µm. Appendice ilifera poco visibile. Di colore bruno scuro KOH 2%, bruno chiaro in NH3 6%, con una grossa guttula centrale verdastra e altre più piccole.

Basidi (21,9) 22,6 - 24,4 - 26,0 (26,2) x (7,3) 7,4 - 8,1 - 8,6 (8,8) µm, Q.m. = 3,02; Vol.m = 844,7 µm³, clavati, tetrasporici, molto raramente bisporici.

Paracistidi (12,4) 13,3 - 17,3 - 21,3 (23,3) x (5,1) 5,8 - 7,7 - 9,5 (9,6) µm, Q.m. = 2,25, Vol.m = 581,1 µm³, in maggioranza clavati, più raramente sferopeduncolate, ialine. Filo lamellare, composto da un misto, di paracistidi e cheilocistidi, frammisti o disposte in mazzetti tappezzanti interamente il filo lamellare tanto da renderlo sterile.

Cheilocistidi (34,1) 37,1 - 42,0 - 46,8 (50,2) x (9,6) 10,3 - 11,6 - 12,8 (16,1) µm; apice (3,2) 6,3 - 8,1 - 10,2 (10,7) µm, in maggioranza strettamente utriformi con apice da capitulato a subcapitulato e base più o meno pedicellata; più raramente fusiformi o sublageniformi. A parete sottile. Apice con inclusione oleosa verdastra, in alcuni casi l’apice è risultato ricoperto esternamente da una sostanza mucosa giallo-verdastra.

Pleurocistidi (38,6) 39,3 - 44,8 - 49,4 (49,7) x (9,7) 10,2 - 12,1 -13,7 (14,2) µm, apice (8,5) 8,6 - 9,2 - 10,84 (11,0) µm, di tipologia da strettamente a largamente utriformi con apice da capitulato a subcapitulato e base più o meno pedicellata; parete poco inspessita; ialini, raramente con contenuto interno amorfo leggermente verdastro. Costanti ma poco numerosi.

Trama lamellare formato da ife settate, larghe (3,5) 3,9 - 9,8 - 10,7 (11,1) µm, formata da ife ialine.

Ife del velo (3,3) 5,0 - 5,8 - 9,4 (10,3) µm, ristrette ai setti, contenenti un pigmento vacuolare diluito e citoplasmatico di color brunastro.

Pileipellis formata da alcuni strati di cellule subglobose, larghe (10,1) 17,0 - 24,4 -31,4 (33,1) x (11,1) 13,9 - 18,7 - 23,9 (27,1) µm, Q.m. = 1,34, Vol.m = 4828,1 µm³; ialine. Pileocistidi non osservati.

Caulopellis formata da ife parallele settate, larghe (2,5) 2,8 - 4,3 - 6,3 (8,1) µm, frammiste a cospicue ife tromboplere.

Caulocistidi (25,3) 26,4 - 36,7 - 47,2 (51,2) x (9,6) 11,2 - 15,5 - 19,8 (25,4) µm, Q.m. = 2,46, Vol.m = 4880,5 µm³, da strettamente a largamente clavati, frammisti a rari utriformi fusiformi o sublageniformi, ialini o leggermente pigmentati di brunastro, presenti a gruppetti, osservati ad 1/3° dello stipite.

Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti da noi osservati.

 

Materiali e Metodi

Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato in NH3 6%, o KOH 2%. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6 % per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale senza tener conto dell'apiculo, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Le misure sottolineate si riferiscono alle medie. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga1998: Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary. Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata ed i nomi degli Autori, abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx . Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

 

Osservazioni

Cystoagaricus silvestris è un binomio nuovo, istituito dopo il lavoro di Leif Örstadius, Martin Ryberg, Ellen Larsson. 2015. Molecular phylogenetics and taxonomy in Psathyrellaceae (Agaricales) with focus on psathyrelloid species – introduction of three new genera and 18 new species. Mycological Progress. 14:25:1-42.

Nelle chiavi Cystoagaricus silvestris è posto vicino, e spesso confuso, con specie simili ed in alcuni casi con esso sinonimizzato. Le specie che, in qualche modo si avvicinano sono:

Psathyrella panaeoloides (Maire) Svrcek ex Arnolds 1982, possiede basidiomi piuttosto esili con velo evanescente di colore bianco. Microscopicamente, i cheilocistidi principalmente lageniformi.

P. seymourensis A. H. Sm. 1972, possiede basidiomi molto esili, velo evanescente di colore bianco. Microscopicamente, il filo lamellare si presenta con paracistidi abbondantissimi, cheilocistidi principalmente lageniformi, sparsi, privi di depositi mucosi colorati. Pleurocistidi lageniformi.

Cystoagaricus gunneri (Fr.) A. Melzer = (P. hirtosquamulosa (Peck) A.H. Sm.), possiede basidiomi notevolmente più piccoli ed esili, pileo ornato da squamette irte. Spore prive di poro germinativo, di forma notevolmente differente e con medie leggermente inferiori; cheilocistidi di forma principalmente clavata o fusoide.

L’amico Giovanni Zecchin, che ringrazio pubblicamente, nella sua ottima scheda su Psathyrella hirtosquamulosa (Peck) A.H. Sm., (Zecchin 2000), elenca la letteratura principale di Psathyrella populina. Di seguito riportiamo un sunto della sua meticolosa ricerca.

Col binomio Psathyrella silvestris si trova descritta in: Kühner R, Romagnesi H., 1953 - Flore analytique des champignons supérieurs, Paris. Moser M., 1980 - Guida alla determinazione dei funghi. Saturnia, Trento. Romagnesi H., 1982 - Bull. Soc. Mycol. Fr., T.98-1: 61-65. Descritta ed illustrata in: Imler L., 1955 - Bull. Soc. Mycol. Fr., 71: Atlas pl. CVI. Svrcek M., 1969 - Ceska Mycologie, 23, 4: 262-264. Printz P., 1974 - Friesia, X, 4-5 :335-336. Michael E.,Hennig B., Kreisel H.,1985 - Handbuch für Pilzfreunde, G.F.Verlag, Stuttgart, 4, Tav.291, p.450. L'illustrazione in Imler L., 1955 - Bull. Soc. Mycol. Fr., 71: Atlas pl. CVI. (Tav. 2.A), viene inoltre data come riferimento iconografico da tutti coloro che, dopo quella data, hanno descritto o citato la specie.

Col binomio Psathyrella populina, si trova descritta in: Kits Van Waveren E., 1985 - The Dutch, French and Britìsh Species of Psathyrella, Rijksherbarium, Leiden. Fouchier F., 1995 - Le Genre PSATHYRELLA (Fries) Quélet, F.A.M.M., Montpellier, p.45. Descritta ed illustrata in: Bon M., 1987 -The Mushrooms and Toadstoois of Britain and North-Western Europe, Hodder & Stoughton p.269. Baumann P., 1987 - Bollettino Svizzero di Micologia, p. 170-174. Enderle M., 1989 - Beiträge zur Kenntnis der Pilze Mitteleuropas, 5 , p. 64-67; nella quale si trova la trascrizione della diagnosi originale dell'Hypholoma populinum Britzelm. Ortega A.,Piqueras J.,Amate P., 1996 - Setas.Identificacion. Toxicidad. Gastromicologia, Proyecto Sur, p.175,293.

Col binomio Psathyrella casca, viene descritta ed illustrata in: Cetto B.,1971-I funghi dal vero, Vol.3, Saturnia, Trento, fig. 894.

 

Dati della raccolta e Habitat

N. scheda: 5336. Data di ritrovamento: 17/07/2014. Località: Ceppo-Morricana-Torrente Castellano. Comune: Rocca santa Maria. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza s.l.m.: f. 4. Habitat: Su cumuli di detriti legnosi. Legit: de Ruvo Bruno. Determinatore: Zugna Marino. Data inserimento in erbario: 13/06/2015.

 

Bibliografia

ARNOLDS, E. (2003). Fungi non delineati. Pars XXVI. Rare and interesting species of Psathyrella. Alassio.

BAUMANN P., 1987 - Bollettino Svizzero di Micologia, p. 170-174.

BON M., 1987 -The Mushrooms and Toadstoois of Britain and North-Western Europe, Hodder & Stoughton p.269.

CETTO B.,1971-I funghi dal vero, Vol.3, Saturnia, Trento, fig. 894.

COURTECUISSE, R. & DUHEM, B. (1994). Guide des Champignons de France et d.Europe. Lausanne.

ENDERLE M., 1989 - Beiträge zur Kenntnis der Pilze Mitteleuropas, 5 , p. 64-67.

FOUCHIER F., 1995 - Le Genre PSATHYRELLA (Fries) Quélet, F.A.M.M., Montpellier, p.45.

KITS VAN WAVEREN E., 1985 - The Dutch, French and Britìsh Species of Psathyrella, Rijksherbarium, Leiden.

KÜHNER R, ROMAGNESI H., 1953 - Flore analytique des champignons supérieurs, Paris.

IMLER L., 1955 - Bull. Soc. Mycol. Fr., 71: Atlas pl. CVI.

INDEX FUNGORUM: http://www.indexfung...Names/Names.asp

MICHAEL E.,HENNIG B., KREISEL H.,1985 - Handbuch für Pilzfreunde, G.F.Verlag, Stuttgart, 4, Tav.291, p.450.

MELZER A., 2011 – Die Gattung psathyrella in europa http://www.vielepilze.de/tree/tree.html

MOREAU P.A, & PADOVAN F. Due specie lignicole spesso confuse: Psathyrella chondroderma e P. gossypina. Bollettino del gruppo micologico g. Bresadola - nuova serie. Bgmb 46 (2): 5-14; 2003,

MOSER M., 1980 - Guida alla determinazione dei funghi. Saturnia, Trento.

MYCOBANK: http://www.mycobank.....aspx?Page=Home

ORTEGA A., PIQUERAS J., AMATE P., 1996 - Setas.Identificacion. Toxicidad. Gastromicologia, Proyecto Sur, p.175, 293.

PRINTZ P., 1974 - Friesia, X, 4-5 :335-336.

ROMAGNESI H., 1982 - Bull. Soc. Mycol. Fr., T.98-1: 61-65.

SVRCEK M., 1969 - Ceska Mycologie, 23, 4: 262-264.

ZECCHIN G., 2000 – Psathyrella hirtosquamulosa (Peck) A.H. Sm., Società Veneziana di Micologia. Erbario Micologico del Museo Civico di Storia Naturale di Venezia. Scheda n. 610.

 

Photo by: Bruno de ruvo

Cystoagaricus silvestris 5336 02.jpg

 

 

Photo by: Bruno de ruvo

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Inviato 16 giugno 2015 - 12:24

Cystoagaricus silvestris (Gillet) Örstadius & E. Larss. (2015)

In foto: pileipellis e velo, NH3 6%.

 

 

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Inviato 16 giugno 2015 - 12:26

Cystoagaricus silvestris (Gillet) Örstadius & E. Larss. (2015)

In foto: cheilocistidi e paracistidi, NH3 6%.

 

 

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Inviato 16 giugno 2015 - 12:27

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In foto: cheilocistidi e paracistidi, Rosso Congo Ammoniacale 6 %.

 

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Inviato 16 giugno 2015 - 12:29

Cystoagaricus silvestris (Gillet) Örstadius & E. Larss. (2015)

 

In foto: pleurocistidi, NH3 6%.

 

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Inviato 16 giugno 2015 - 12:30

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In foto: pleurocistidi, Rosso Congo Ammoniacale 6 %.

 

 

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Inviato 16 giugno 2015 - 12:31

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In foto: basidi, Rosso Congo Ammoniacale 6 %.

 

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In foto: trama lamellare NH3 6 %.

 

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Inviato 16 giugno 2015 - 12:33

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In foto: spore KOH 2%.

 

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Inviato 16 giugno 2015 - 12:34

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In foto: spore, NH3 6 %.

 

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Inviato 16 giugno 2015 - 12:35

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In foto: spore, misure.

 

 

Clip.jpg


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Inviato 16 giugno 2015 - 12:36

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In foto: caulocistidi, Rosso Congo NH3 6 %.

 

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Inviato 16 giugno 2015 - 12:37

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In foto: caulocistidi, Rosso Congo Ammoniacale 6 %.

 

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Cystoagaricus silvestris 5336 77.jpg


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Inviato 16 giugno 2015 - 12:38

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In foto: caulopellis, tromboplere, NH3 6 %.

 

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