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Intossicazione da funghi


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5 risposte a questa discussione

#1 marinetto

marinetto

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Inviato 09 febbraio 2003 - 00:45

Riporto quanto mi è successo nella passata stagione fungina a ciò che quanto scritto possa far meditare sul consumo indiscriminato di funghi senza una pur minima conoscenza nel campo e sui rischi che si corrono.

Ieri sera stavo analizzando degli avanzi di un pasto di funghi trifolati che una signora aveva consumato dopo raccolta e trifolatura sucessiva.

A suo dire, aveva consumato:
lepoite = Gruppo Macrolepiota
chiodini = Armillaria sp.
steccherino d'orato = Hydnum repandum
nudum = Lepista nuda.

Dopo 12, dico dodici ore, si era sentita male, con sintomi non proprio tipici, salivazione eccessiva nausea con pochissimo vomito crampi senza diarrea e malesseri vari, il tutto accompagnato da uno stato di agitazione "forse dovuto alla paura".

Ospedalizzata, si interveniva con mezzi "a me", non ben precisati, dopo altre 24 ore, la paziente veniva rilasciata non avendo più avuto nessun sintomo e sentendosi bene.

Ripeto che non so se hanno praticato la lavanda gastrica e l'esame delle urine.

Quando per vie traverse mi è arrivato il pasto da esaminare ho notato nei resti del sudetto, oltre alle specie da lei descritte e da me ritrovate in un attento esame macro e microscopico, un pezzetto di fungo che aveva il colore del cappello come quello dei chiodini, ma le lamelle con una leggera sfumatura lilacea, il che mi ha insospettito.

Voglio ricordare che l'esame del cotto non è come quello della specie in natura, ne tantomeno come facciamo quì in the web, i pezzettini di fungo si presentano con colori totalmente diversi e molte volte si fatica a venirne a capo, e solo un'esperienza sulle tonalità e su come si trasforma un fungo dopo cotto può aiutare a riconoscere "almeno in parte", qualche fungo, che logicamente andrà diviso in porzioni, mi spiego, tutti i funghi che hanno lo stesso colore la stessa consistenza e le stesse sembienze da cotti, vanno messi assieme e così si riesce più o meno a capire di quali funghi è stato composto il misto, se il/i fungo/hi incriminato/i, rimane isolato, significa che nel mezzo c'era qualcosa di non assomigliante alle specie descritte dal paziente o perlomeno che in cottura non si comporta così, altrimenti, bisogna osservare gruppo per gruppo, tutti i funghi del misto.

Veniamo a quanto ho verificato, dopo attento esame dei gruppi, ho notato che fra la Lepista nuda s.l., c'era il pezzo di fungo di cui accennato sopra, cioè, un pezzetto di fungo con le lamelle del colore del gruppo ma con il cappello che sarebbe stato meglio nel gruppo dei chiodini, probabilmente, questo fungo allo stato crudo aveva il colore del cappello simile a nudum, ma in cottura il colore era cambiato divenendo grigiastro e non come nella nuda che rimane violaceo.

Messa una porzione al microscopio e osservata sia in rosso congo che in acqua, mi sono accorto che le spore erano simili a quelle del Genere Cortinarius.

A questo punto ho dedotto che la donna aveva scambiato qualche cortinario con tonalità violaceo-lilacine con Lepista nuda e aveva commesso l'errore.

A questo punto ho trasmesso la notizia a chi di competenza in modo che la donna sia rintracciata e che le vengano fatte tutte le analisi e vengano prese tutte le precauzioni dovute.

A conferma di quanto osservato vi allego una serie di foto microscopiche delle spore rinvenute nel pezzo di fungo esaminato.

notate come accanto alle spore di Cortinarius ci siano anche delle grosse spore appartenenti al Genere Macrolepiota

Spore di Macrolepiota sp., 15 x 10 µm, parete di 1 µm

Immagini Allegate

  • sporecort1.JPG

Messaggio modificato da marinetto, 09 febbraio 2003 - 00:47

Marino Zugna
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#2 marinetto

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Inviato 09 febbraio 2003 - 00:46

Spore di Cortinarius sp., 10-11 X 5-6 µm

Immagini Allegate

  • sporecort3.JPG

Marino Zugna
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#3 marinetto

marinetto

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Inviato 09 febbraio 2003 - 00:47

in questa foto si evidenzia l'ornamentazione sporale

Immagini Allegate

  • sporecort2.JPG

Marino Zugna
A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso

#4 PINICOLA

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Inviato 10 febbraio 2003 - 13:54

Ritrovo in mia moglie un esempio esemplare sulla non digeribilita', non parlo di vere e proprie intossicazioni ( anche se le scariche ripetute sarebbero segnale inequivocabile....), visto che a me e altri commensali non hanno causato nulla, di alcune specie che si ritrovan assieme in trifola....
Mi e' capitato ad esempio che Lella sia stata male per Armillaria mellea + Lepista nuda o con trifole in cui mancava il chiodino ma erano presenti Pholiota caperata, Coprinus comatus e Boletus eritropus......
Ho deciso di farle mangiare solo poche specie quelle che mi sembra a cui il suo intestino sia immune.....
O dovrei evitare tutto ????
Ferdy !!!!
Il bosco ci regala tanti doni, aiutiamolo a vivere !!!
Ferdy Guadagnin - Vicenza

#5 marinetto

marinetto

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Inviato 10 febbraio 2003 - 14:13

Ho deciso di farle mangiare solo poche specie quelle che mi sembra a cui il suo intestino sia immune.....
O dovrei evitare tutto ????
Ferdy !!!!

Aspetta che ti legga ceppo, e poi vedi che risposta ti da, ci giurerei :o :D ;)
Marino Zugna
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#6 brunoceppo

brunoceppo

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Inviato 10 febbraio 2003 - 21:34

ho provato di tutto, caro ferdy, ....mi sono arreso. "questa" digerisce pure le pietre.
ma tu sei sulla buona strada, credo che dovrai arricchire il misto con qualcosa di più importante.
è una questione di tempo, o il tuo o il suo fegato.
non mollare.
ciao.
bruno

Messaggio modificato da brunoceppo, 10 febbraio 2003 - 21:35

Bruno de Ruvo
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