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Le micocenosi del biotopo delle Noghere "primo contributo"


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#1 marinetto

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Inviato 20 febbraio 2017 - 15:57

Il biotopo dei Laghetti delle Noghere si estende per circa 12 ettari e ricade nel Comune di Muggia.
Comprende sette laghetti alimentati in parte dalla tracimazione di corsi d'acqua vicini in parte da acque sotterranee ed in parte da apporti meteorici. Lo loro origine è artificiale e deriva dagli scavi per un'industria di laterizi.

Le zone circostanti i laghetti sono ricche in biodiversità.

Le sponde sono ricoperte, in maggior parte, dalla cannuccia d’acqua (Phragmite australis), mentre gli argini e l’entroterra, spesso sottoposti ad inondazioni periodiche, da fitti boschetti idrofili.

Essi sono composti, prevalentemente, da dense macchie di salice bianco (Salix alba) miste al pioppo nero (P. nigra) e ontano nero (A. glutinosa) e più raramente da olmo campestre (Ulmus minor).

Lo stato arbustivo, costituito principalmente da sanguinella (Corylus sanguinea), biancospino (Crataegus monogyna), prugnolo (Prunus spinosa), rovo (Rubus ulmifolius) e fusaggine (Euonymus europeus) risulta stabile nel tempo, mentre l’equiseto massimo (Equisetum telmateya), e alcune specie del genere Potamogeton, si sviluppano abbondantissime e velocemente così come, altrettanto velocemente, si degradano per cause naturali.

Nei sentieri adiacenti i laghetti si incontrano alcuni vecchi esemplari di frassino dalle foglie strette (Fraxinus glutinosa) e nelle zone più periferiche, a ridosso del Bosco Vignano, la “roverella” (Quercus virgiliana), il carpino nero (Ostrya carpinifolia) e sporadici castagni (Castanea sativa). Oltre a queste specie del tutto naturali, lungo i sentieri circostanti, sono presenti la robinia (Robinia pseudoacacia) ed il sambuco (Sambucus nigra).

 

Lista delle specie erborizzate nel biotopo dei Laghetti delle Noghere.

Taxon - A.A. - data raccolta - Habitat.

 

Alnicola melinoides (Bull.: Fr.) Kuhn.; 07/11/95, In terra tra muschio P.nigra e A. glutinosa.

Artomyces pyxidatus (Pers. ex Fr.) Julich; 03/11/05, su legno morto di latifoglia.

Bisporella sulfurina (Quél.) Carpenter; 20/11/94, ceppaia marcia di latifoglia.

Clavulina cristata (Holmsk.) Schroet; 03/11/05, ai bordi di u sentiero argilloso sotto P.nigra.

Clavulinopsis laeticolor (Berk. & Curt) Petersen; 26/11/04, boschetto misto di latifoglia in terra.

Clitocybe phyllophila (Fr.) Quél.; 03/11/05, su terra nuda nelle vicinanze di P.nigra.

Conocybe ochrostriata Hauskn.; 13/04/04, in boschetto di latifoglia su terra nuda.

Coprinellus ellisii (P.D. Orton) Redhead, Vilgalys & Moncalvo; 13/04/09, tronco di A. glutinosa morto a terra.

Coprinellus disseminatus (Pers.) J.E. Lange; 30/04/1998, su ceppo di Salix alba.

Coprinellus domesticus (Bolton) Vilgalys, Hopple & Jacq. Johnson; 13/04/04, tronco morto a terra.

Crepidotus mollis (Schaeff. ex Fr.) Kummer; 14/01/14, nel sentiero su tronchetto morto di latifoglia.

Crepidotus subsphaerosporus (Lange) Kühn. & Romagn.; 30/11/95, su ramoscelli morti di A. glutinosa.

Diatrypella quercina (Pers. ex Fr.) Cke.; 17/03/04, ramo di latifoglia morto a terra.

Diatrypella verrucaeformis (Ehrh.) Nke.; 08/03/03, ramo secco di latifoglia a terra.

Entoloma costatum (Fr.) Kummer; 05/11/05, sotto P.nigra e A. glutinosa in terra argillosa.

Entoloma pseudoturci Noordel.; 15/04/94, nella terra tra gli arbusti e Phragmite australis.

Flammulina velutipes (Curt. ex Fr.) Sing.; 12/04/94, albero morto in piedi latifoglia.

Hebeloma gigaspermum Gröger & Zschiesch.; 01/11/00, in terreno umido nei pressi di Salix alba.

Hebeloma ochroalbidum Bohus; 03/11/05, sotto P.nigra e A. glutinosa terreno argilloso.

Hebeloma populinum Romagn.; 03/11/05, sotto salice nelle vicinanze di alcuni P.nigra.

Hebeloma sacchariolens Quél.; 01/11/00, In terreno umido nei pressi di Salix alba.

Hygrocybe cinereifolia Cortequisse & Priou; 03/11/05, in prato aperto vicino al lago.

Hymenogaster lycoperdineus Vittad.; 07/12/03, Carpinus orientalis e Quercus pubescens.

Hypoxylon fuscum (Pers. ex Fr.) Fr.; 08/03/03, ramo morto di latifoglia a terra.

Hypoxylon howeianum Peck; 13/03/03, Ramo morto di latifoglia a terra.

Inocybe agardhii (Lund) Orton; 15/04/94, ai lati di sentiero tra detriti e Phragmite australis.

Inocybe cincinnata (Fr.) Quél.; 03/11/05, nei pressi del laghetto P.nigra e A. glutinosa.

Inocybe leucoblema Kühn.; 03/11/05, nei pressi bordo del laghetto sotto P.nigra e Salix alba.

Inocybe rimosa (Bull.) Kumm.; 25/11/94, idem sotto Salix alba e A. glutinosa in riva al lago.

Inocybe terrigena (Fr.) Kühn.; 25/11/94, sotto Salix alba e A. glutinosa in riva al lago.

Lacrymaria lacrymabunda (Bull.) Pat.; 03/11/05, ai bordi del lago in zona prativa.

Lentinus tigrinus (Bull.) Fr.; 16/04/95, Ceppaia di Salix alba.

Micromphale foetidum (Sow. ex Fr.) Sing.; 03/11/05, su tronco morto di A. glutinosa.

Mitrophora semilibera (D.C. ex Fr.) Lév.; 15/04/94, Ai bordi del lago tra Phragmite australis.

Mycena acicula (Schaeff. ex Fr.) Kummer; 26/11/04, al bordo del sentiero terricola.

Mycena galericulata (Scop. ex Fr.) S.F. Gray; 12/04/94, ceppaia marcia di latifoglia.

Octavianina asterosperma (Vittad.) O. Kuntze; 04/12/03, sotto Corylus avellana.

Octospora roxheimii Dennis & Itzerott; 20/11/94, su terreno con tracce di bruciato tra Funaria hygrometrica.

Parasola auricoma (Pat.) Redhead, Vilgalys & Hopple; 14/05/94, cips di latifoglia.

Phellinus punctatus (Fr.) Pilát; 18/04/03, A. glutinosa e Salix alba, tronco morto in piedi.

Phellinus tuberculosus (Baumg) Niemelae; 17/04/09, su pianta morta in piedi di P. spinosa.

Pholiota conissans (Fr.) Mos.; 15/04/94, scarpata di torrente.

Pholiotina aeruginosa (Romagn.) Mos.; 03/11/05, Q. pubescens e O. carpinifolia e alcuni C. sativa a terra e su resti legnosi.

Pholiotina arrhenii (Fr.) Sing.; 03/11/05, su tronchetto radicale interrato.                                         

Pholiotina mairei Kühn.; 14/01/14, nel sentiero ombroso e umido a terra tra il muschio.

Pleurotus cornucopiae (Paul. ex Fr.); 04/11/05, su legno morto di latifoglia.

Pleurotus ostreatus (Jacq. ex Fr.); 14/01/14, nel sentiero su tronco morto in piedi di P.nigra.

Pluteus hiatulus Romagn.; 25/04/00, su legno di P.nigra.

Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc.; 14/05/94, cips di latifoglia.

Propolis versicolor (Fr.) Fr.; 03/11/05, su legno morto di latifoglia.

Puccinia recondita Dietel & Holw.; 09/06/08, su steli e pagine fogliari inferiori di Clematis vitalba.

Scutellinia scutellata (L. ex St.Amans) Lambotte; 26/04/98, Ceppaia marcia di latifoglia.

Stereum hirsutum (Wild.) S.F.Gray; 03/11/05, su tronco morto di A. glutinosa.

Tarzetta cupularis (L.) Svrcek; 07/11/95, In terra tra muschio sotto P.nigra e A. glutinosa.

Trametes versicolor (L.) Pilát; 17/03/04, tronco morto di P.nigra.

Tubaria conspersa (Pers. ex Fr.) Fayod; 12/04/94, ceppaia marcia di latifoglia.

Verpa digitaliformis Pers.; 13/04/04, su terra nuda ai bordi del lago nei pressi di Salix alba e Fraxinus glutinosa.

 

Materiali e Metodi

Lo studio microscopico è stato eseguito su materiale fresco. I preparati sono stati montati e osservati in H2O, ove necessario colorati con Rosso Congo Anionico per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l’accertamento della destrinoidia delle spore. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile all’indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, ottenute da sporata o prelevate da altre zone non imeniali, scartando dal calcolo le spore ancora evidentemente immature e senza tener conto delle ornamentazioni che, nel caso, si sono misurate a parte. Per i rimanenti elementi cellulari, si sono eseguite un minimo di venti misure per tipologia.

Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary).

Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento a Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .

Le foto macro sono eseguite in habitat e/o, se necessario, in studio, con l’ausilio di una fotocamera Reflex Canon EOS D60 + obiettivo Canon EF 100mm f/2.8 Macro USM. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio della medesima fotocamera, posta sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa con regolatore d'intensità.

Le collezioni sono depositate presso l'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso (E.G.M.C.), con i numeri riportati di seguito al binomio nel paragrafo dei dati delle raccolte.

 

Habitat e Raccolte studiate

Le raccolte sono state effettuate in Località LAGHIETTI DELLE NOGHERE. Comune di MUGGIA (TS). Coordinate geografiche: 45°35'10.27"N 13°48'58.94"E. Altezza s.l.m.: 5.

Entoloma costatum (Fr.) Kummer. N. scheda: 2954. Data di ritrovamento: 05/11/2005. Habitat: in terreno argilloso, sotto Populus nigra e Alnus glutinosa nei pressi delle sponde del laghetto, in terra argillosa. Determinatore: Marino Zugna, Enrico Bizio, legit: M. Zugna, Andrea Aiardi, E. Bizio.

Hebeloma sacchariolens Quél. N. scheda: 3036. Data di ritrovamento: 03/11/2005. Habitat: nei pressi del laghetto maggiore, sotto Populus nigra e Alnus glutinosa, in terreno argilloso. Determinatore: Zugna M. Legit: Zugna M. e altri.

Pholiotina aeruginosa (Romagn.) M.M. Moser (1978). N. scheda: 2955. Data di ritrovamento: 03/11/2005. Habitat: In bosco ombroso e umido di Quercus virgiliana, Carpinus betulus e Ostrya carpinifolia con sporadica presenza di Castanea sativa. Il sottobosco è in gran parte ricoperto da Hedere helix e Ruscus aculeatus. Gli esemplari sono stati ritrovati su terra nuda, appressati a dei rami di quercia, morti a terra. Determinatore: Zugna M,. Bizio E., Bersan Franco. Legit: Zugna M,. Bizio E., Bersan F.

 

Bibliografia

Bon M., 1992: Clé monographique des espèces galero-nauriocoides. Doc. Myc. Tome xxi, fasc. 84: 76.

Breitenbach J. & F. Kränzlin, 1995: Champignons de Suisse, tome 5. Mykologia, lucerne.

Breitenbach J. & F. Kränzlin, 1995: Champignons de Suisse; tome 4. Lucerne.

Papetti C., G. Consiglio, & G. Simonini, 2001: Atlante fotografico dei funghi d'Italia - vol. 1.

Cetto B., 1987: I funghi dal vero, vol.5, pl.n.1747.

Courtecuisse R. & B. Duhem, 1994: Guide des champignons den France et d’Europe. Delachaux et niestlé.

Gennari A., 2005: 501 funghi. Arezzo.

Hausknecht A., Krisai & Greilhuber I., 1997: Some rare agaricales with brown or darker spores.  Fungi non delineati II: 1-32. Libreria Mykoflora-Alassio.

Index Fungorum: http://www.indexfung...names/names.asp

Kühner R. & H. Romagnesi, 1974: Flore analitique des champignons superieurs, Paris.

Malençon  G. & Bertault R., 1970: Flore des champignons supérieurs du Maroc. Tome I°. Rabat.

Moser M., 1986: Guida alla determinazione dei funghi, vol. 1, Trento.

Noordeloos M.E., 1992: Fungi Europei n°5. Entoloma: 213-214, 726.

Noordeloos M.E., 1998: Flora Agaricina Neerlandica n° 1: 111.

Noordeloos M.E., 2004: Fungi Europei n° 5a. Entoloma, supplemento: 920-921.

Noordeloos M.E., 2005: Flora Agaricina Neerlandica, vol. 6.

Vesterholt J., 2005: the genus Hebeloma; fungi of Northern Europe, vol. 3.

 

 

Laghetti delle Noghere

laghetti delle Noghere.jpg

 


Marino Zugna
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Inviato 20 febbraio 2017 - 16:03

Entoloma costatum (Fr.: Fr.) Kumm. Führ. Pilzk.: 98. 1871.

 

Basionimo: Agaricus pascuus v. costatus Fr., Syst. mycol. (Lundae) 1: 206 (1821).

 

Sinonimi: Agaricus pascuus v. costatus Fr., Syst. mycol. (Lundae) 1: 206 (1821).

Entoloma costatum (Fr.) P. Kumm., Führ. Pilzk. (Zerbst): 98 (1871) var. costatum.

Hyporrhodius costatus (Fr.) Henn., Verh. bot. Ver. Prov. Brandenb. 40: 139 (1898) [1899].

Rhodophyllus costatus (Fr.) Quél., Enchir. fung. (Paris): 59 (1886)

 

Sistematica: Agaricaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

 

Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo largo 30-60 mm, da semiconvesso ad espanso, quindi appiattito con depressione centrale più o meno profonda, margine involuto, un po’ ondulato, piuttosto igrofano e in questo caso il bordo risulta leggermente striato per trasparenza. Di colore bruno caffelatte, frammiste a tonalità che vanno dal grigiastro al rossastro a tempo umido. Con il secco, le colorazioni sbiadiscono fino ad assumere colori grigio-brunastri ed un aspetto fibrilloso in senso radiale.

Lamelle da largamente adnate a smarginate, infine decorrenti per un dentino, da prima sinuose, quindi da convesse a smarginate, di colore bruno chiaro poi bruno-rosate, con il filo lamellare da intero a ondulato-seghettato. Lamellule 1-5 ogni lamella.

Stipite 50-90 x 5-9 mm, sostanzialmente cilindrico, alle volte con base leggermente allargata, concolore al cappello ma con tonalità più chiare, simili a quelli delle lamelle, striato longitudinalmente, pieno, fistoloso a maturità. Base del gambo invasa da una finissima feltrosità biancastra.
Carne poco consistente, da prima bianco sporco, quindi concolore alla corteccia, odore non significativo, sapore rancido.

 

Descrizione microscopica della raccolta
Spore 6,5-7,4-8,3 X 5,9-6,5-7,2 µm, Q. medio: 1,02-1,14-1,29 µm, subisodiametriche viste di profilo, con (4) 5-6 angoli.

Basidi 30-40.5 x 10-13.5 µm, tetrasporici, claviformi, con giunti a fibbia "visibili con molta difficoltà", alla base. Si sono osservati basidi di due tipologie: I° di forma normale, a parete sottile e debolmente congofili. II° di forma simile ai primi ma anche a piede molto affusolato, fortemente congofili, specialmente nella parete, che risulta spessa 1 - 1.5 µm. Il filo lamellare è fertile.

Cheilocistidi non osservati.

Trama lamellare composta da ife allungate, quasi a salsicciotto con restringimento ai setti, che arrivano a misurare fino a 320 µm, giunti a fibbia assenti.

Pileipellis, costituita da una cutis di ife disposte radialmente, larghe 3-9 µm, con elementi terminali, da cilindrici a claviformi, larghi fino a 16 µm; osservata in H2O in soluzione satura di glucosio, ci fa notare un contenuto intracellulare brunastro.

 

Osservazioni

Entoloma costatum viene inserito nel sottogenere Clitopiloides Noordel., sezione Clitopiloidea Noordel., assieme a E. turbidatum Britzelm., dal quale si distingue per avere le spore da subisodiametriche a eterodiametriche e per la presenza di giunti a fibbia nella pileipellis.
E. costatum si avvicina, come portamento, a E. sericeoides, il quale possiede una pileipellis a ife incrostate ed a E. sericeum, che possiede fibbie in tutti i tessuti.
La conferma della specie ha creato non pochi dubbi, in quanto, i giunti a fibbia alla base dei basidi sono stati notati con grandi difficoltà e solo in alcuni rari casi, tanto da non essere riusciti a proporne una foto soddisfacente. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che l'ifa subimeniale, congofoba, rimane completamente ialina, inoltre, la parte interessata alla visione tende velocemente a collassare e a perdere la fibbia di anastomosi con lo sviluppo.
Si sono notati altresì dei basidi a parete relativamente spessa e fortemente congofila, alla cui base non si è notato "apparentemente", segno di fibbie.

 

 

 

Entoloma costatum

entoloma costatum 2954 01.jpg

 

Entoloma costatum

entoloma costatum 2954 03.jpg

 

entoloma costatum basidi rosso Congo

entoloma costatum basidi rosso congo 01.jpg

 

pileipellis in soluzione satura zuccherina

entoloma costatum pileipellis in soluzione satura zuccherina 01.jpg

 

pileipellis in soluzione satura zuccherina

entoloma costatum pileipellis in soluzione satura zuccherina 02.jpg

 

spore rosso congo

entoloma costatum spore rosso congo 03.jpg

 

spore rosso congo

entoloma costatum spore rosso congo 04.jpg

 

 

trama lamellare rosso congo

 

entoloma costatum trama lamellare rosso congo 02.jpg

 

 


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Inviato 20 febbraio 2017 - 16:07

Hebeloma sacchariolens Quél., (1880).

 

Sinonimi: Hebeloma sacchariolens Quél., Bull. (1880) [1879] var.     sacchariolens.

Hylophila sacchariolens (Quél.) Quél., (1886).
 

Sistematica: Cortinariaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

 

Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo 40-70, (90) mm, dapprima emisferico, quindi convesso, infine spianato e con largo e basso umbone ottuso al centro, l’orlo risulta leggermente involuto negli esemplari giovani, spesso ondulato e con il margine crenulato in maturità. Il colore risulta all’inizio abbastanza chiaro, ocra-crema, crosta di pane, con frammiste delle tonalità leggermente rosate, quindi più scuro, fino a nocciola, nella zona centrale e verso il disco, alle volte segnato da una lieve ma evidente fascia più scura all’inizio della zona marginale, zona marginale più chiara e cosparsa da piccole guttule più scure, viscido, lardoso nella parte centrale, tomentososetto verso la zona marginale, in vecchiaia e con tempo secco la cuticola può assumere un aspetto screpolato screpolata.

Lamelle da adnate ad annesse, fino a leggermente decorrenti per un piccolo dentino, da moderatamente distanti e abbastanza fitte negli esemplari giovani, larghe e panciute nei vecchi, alle volte anastomosate, colore crema con sfumature rosate, poi nocciola, infine brune, filo lamellare più chiaro, crenulato. Lamellule 1-3 ogni lamella.

Stipite 50-90 x 5-8 mm, sostanzialmente liscio, ma leggermente squamosetto verso l’apice, cilindrico, appena ristretto verso il basso, da biancastro a crema chiaro, soprattutto nella parte superiore, biancastro, via, via, più scuro fino a brunastro verso il basso.

Carne biancastra, polposetta, poi fibrosa e alquanto igrofana nel midollo, di sapore dolce e gusto di detersivo, non sempre annerente nell’exsiccatum, abbiamo notato alcuni esemplari con la carne del gambo pressoché immutabile, alcuni con carne imbrunente.

 

Descrizione microscopica della raccolta
Spore 11,88-15,03 X 6,86-7,8 µm, in media 13,1 X 7,29 µm, Q. 1,65-1,96 µm, Q.M. 1,8 µm, limoniformi, viste di profilo, con papilla apicale e apicolo ben evidente, amigdaliformi viste di faccia, mediamente verrucose, verruche basse e ben disposte sulla parete a formare brevi concatenazioni alle volte simulanti un pseudoreticolo, parete mediamente spessa, episporio ben avvolgente ed evidente ma poco collassabile, da mediamente a fortemente destrinoidi.

Basidi 30–45 x 8,5–11 µm, tetrasporici, da cilindrico-clavati a clavati.

Cheilocistidi 25–60 x 5-13 µm, cilindrici, clavati, alle volte con apice allargato e base stretta, altre volte sinuosi o quasi lageniformi.

Trama lamellare a ife filamentose, disposte in modo regolare.

Pileipellis composta da uno strato di circa 150-200 µm, di ife gelatinizzate “ixocutis”, cilindriche, con diametro di 2-3 µm, disposte disordinatamente, con l’apice allargato con diametro fino a 6 µm. Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma.

 

Osservazioni
Hebeloma sacchariolens è specie non sempre ben inquadrabile all’interno della sottosezione Saccharolentia Lange ex Bon, pur essendo il typus della sottosezione.
Sebbene il gruppo sia praticamente inconfondibile, per l’intenso odore che emana “di sapone da wc”, i più recenti taxa prodotti da diversi autori, non sempre sono serviti a mettere ordine in un gruppo che vede aumentare il proprio numero, spesso, con motivazioni ritenute più o meno valide; a discapito della chiarezza.
A proposito di questa nostra raccolta, abbiamo faticato alquanto a convincerci del fatto che essa possa essere ricondotta a H. sacchariolens, piuttosto che ad altra specie vicina, che, o per una differente combinazione di caratteri macro/micro o per altri motivi “sinonimie”, non ci siamo sentiti di sostenere.
Troppi sono i caratteri sovrapponibili che riportano alla specie tipo piuttosto che ad un’altra (forma e misura delle spore e dei cheilocistidi). D’altro canto allo stesso tempo, si sono notate anche alcune discordanze (colore della carne nell’exsiccatum, pileipellis apparentemente secca), che però non ci inducono a pensare ad una specie viciniora, e nemmeno ad una varietà di sacchariolens.
Varietà che secondo noi, non è giustificata dalle poche differenze macro e micro, differenze riscontrate anche in altre raccolte, effettuate negli anni passati sempre nello stesso luogo, e già ricondotte a H. sacchariolens.

 

Hebeloma sacchariolens

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Hebeloma sacchariolens

hebeloma sacchariolens 3036 03.jpg

 

cheilo

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cheilo

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pileipellis

hebeloma sacchariolens pileipellis rosso congo.jpg

 

spore

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spore ornamentazione H2O

hebeloma sacchariolens spore ornamentazione H2O.jpg

 

spore profilo H2O

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Inviato 20 febbraio 2017 - 16:11

Pholiotina aeruginosa (Romagn.) M.M. Moser, Kleine Kryptogamanflora, Bd II b/2, ed. 4 (Stuttgart): 283 (1978).

 

Basionimo: Conocybe aeruginosa Romagn., Bull. Trimest. Soc. Mycol. Fr. 84: 368 (1969) [1968].

         

Sinonimi: Conocybe aeruginosa Romagn., Bull. Trimest. Soc. Mycol. Fr. 84: 368 (1969) [1968].

Pholiotina aeruginosa (Romagn.) M.M. Moser, in Gams, Kl. Krypt.-Fl., Bd II b/2, ed. 4 (Stuttgart) 2b/2: 283 (1978) var. aeruginosa.

Pholiotina aeruginosa var. caeruleopallida Hauskn., Öst. Z. Pilzk. 16: 62 (2007).

 

Sistematica: Bolbitiaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

 

Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo
10-25 mm. inizialmente campanulato presto disteso piano con colorazione grigio verde, blu-verde mare carico più scuro verso il centro, mentre gradualmente verso il margine tende a schiarirsi passando a delle colorazioni grigio, grigio chiaro fino al biancastro al bordo. A maturazione il margine è nettamente striato per trasparenza. Il cappello è inizialmente e a lungo coperto da una fitta pruina biancastra. tendente a diradarsi con l’età.
Lamelle normali, giallastro-ocra.
Stipite 2-3 x 25-50 mm. cilindrico abbastanza regolare leggermente flesso, base leggermente ingrossata con colorazioni biancastre grigio chiaro, tendente a scurirsi verso la base, completamente coperto da abbondante pruina biancastra che le conferire un aspetto fioccoso.
Carne biancastro-azzurrina
Odore debolmente fruttato, fungino

 

Descrizione microscopica della raccolta

Spore: misura effettuata su 30 spore; 8,49 - 10,18 x 5,07 - 5,6 µm, media 9,37 x 5,33 µm. Quoziente: 1,63 - 1,91; Quoziente medio 1,76. Volume: 117,902 - 158,321; Volume medio: 139,32. lisce, da ellittiche fino a amigdaliformi viste di profilo, ovoidali viste di faccia. Apiculo abbastanza prominente e ben evidente, poro germinativio evidente, centrale, 1 – 1,3 µm.
Basidi: 18 – 28 x 6 – 9 µm, clavati, tetrasporici.
Cheilocistidi: 20 – 38 x 5 – 10 µm, per lo più lageniformi ma anche fusiformi, alle volte con collo sinuoso che termina con l’apice regolare, largo 2,7 – 3,5 µm.
Pleurocistidi: non osservati.
Caulocistidi: presenti solo nella parte superiore del gambo, generalmente di misura superiore a quella dei cheilocistidi e di forma simile, misuranti 28 – 50 x 6 – 10 µm.
Pileipellis: composta da cellule sferopeduncolate misuranti 28 – 55 x 8 – 20 µm, poste a formare un imenoderma dal quale spuntano rari pileocistidi in media più piccoli e stretti dei cheilocistidi, misuranti 18 – 32 x 4 – 6 µm.
Giunti a fibbia: osservati in tutti i tessuti.

studiata il 3/11/2005.

 

Osservazioni
Ci sono delle specie che hanno la facoltà di spiazzare il loro raccoglitore; la cosa appare tanto più strana se la località di crescita è conosciuta e indagata con una certa frequenza.
E’ esattamente ciò che è successo il giorno 3.11.2005 nel bosco che fiancheggia la stradina sterrata che conduce in località “Laghi delle Noghere”, non distante da Muggia; e questo spiega anche, in parte, l’accezione di “specie rara”, ovverosia specie non solo dotata di una distribuzione circoscritta e spesso “a macchie di leopardo”, ma anche di una comparsa occasionale, dunque imprevedibile.
Sul terreno, infatti, l’impressione era quella di aver trovato un Pluteus con cappello stranamente colorato di un intenso blu-verde, simile a quello noto per Stropharia aeruginosa (Curtis: Fr.) Quél.; il portamento slanciato, la cuticola striata, rugosa-venosa al centro del cappello, il gambo bianco, esile, la crescita in condizioni nettamente saprofitiche (resti marcescenti legnosi in un bosco umido di latifoglia), erano tutti indizi che avvaloravano la prima sensazione, a parte il colore delle lame, ocra e non rosa.
Bisogna ammettere che si è dovuto eseguire l’esame istologico (cuticola e imenoforo) per scoprire che il nostro fungo era una Bolbitiacea e per conoscere questa meravigliosa specie, da noi mai vista prima, che va sotto il nome di Conocybe aeruginosa; essa è stata descritta da Romagnesi nel 1968 e successivamente (1983) ricombinata come Pholiotina aeruginosa (Romagn.) M.M. Moser nella Kleine Kryptogamenflora.
Dobbiamo però anche segnalare che secondo la letteratura il cappello dovrebbe essere liscio con largo umbone ottuso e con tendenza a schiarirsi al centro, ma tali affermazioni contrastano con la nostra raccolta in quanto priva di umbone, con cappello leggermente depresso e con centro più scuro; inoltre, per quanto riguarda la superficie, nei nostri reperti è liscia ma con deboli venature concentrate al disco. Pensiamo che, considerata la rarità della specie, queste piccole differenze siano indicative del campo di variabilità in dotazione alla specie in esame.
Nell’ambito del gruppo Conocybe-Pholiotina, la nostra specie è di elementare identificazione perché è l’unica a possedere tale colorazione “aeruginosa”, letteralmente “verderame”, almeno a livello continentale. Questa tinta, così particolare (più usuale invece nel genere Stropharia) ci ha molto incuriosito e siamo andati a consultare alcune riproduzioni iconografiche di questa specie: da quello che si può capire, il suo colore tipico è un blu-verde misto a grigio-verde, quasi nerastro nel centro del cappello, mentre il margine assume più spesso una colorazione ocra-fulvastra. Solo il disegno di Duhem (COURTECUISSE & DUHEM, 1994) riproduce con una certa fedeltà il colore della nostra raccolta, di un verde glauco pressoché uniforme.
Dal punto di vista sistematico, P. aeruginosa trova collocazione infragenerica nella sezione Cyanopodae Singer in compagnia di P. cyanopus (Atk.) Singer, specie con la sola base del gambo che vira al grigio-verde-bluastro alla manipolazione (BON, 1992). Osservazioni: Enrico Bizio.

 

Pholiotina aeruginosa

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Pholiotina aeruginosa

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cheilocistidi

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cheilocistidi

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elementi imeniali

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pileocistidi

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H2O spore

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H2O spore

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Melzer spore

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Marino Zugna
A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso




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