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Cortinarius violaceipes


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Inviato 08 febbraio 2018 - 13:57

Appunti su una raccolta di Cortinarius violaceipes

 

Paolo Picciola

Via d’Alviano 86, 34144 Trieste paolo.picciola@libero.it

 

Marino Zugna

Località Riostorto 7, 34015 Muggia marinozugna@gmail.com

 

Introduzione

Viene descritta, discussa e confrontata con altre specie viciniore una raccolta di Cortinarius violaceipes (Sezione Calochroi) effettuata nel Bosco della Cernizza: un tratto di costa situato tra Duino e il Villaggio del Pescatore di estremo pregio naturalistico per la presenza di una lecceta associata al carpino orientale su rocce calcaree (Querco-Carpinetum orientalis).

 

Materiali e Metodi

La descrizione dei caratteri macroscopici è stata ricavata analizzando i basidiomi freschi fotografati in situ con l’ausilio di una fotocamera Reflex NIKON D90. Lo studio microscopico è stato condotto sia su esemplari freschi che essiccati, questi ultimi preventivamente idratati in KOH 2%. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale senza tener conto dell’apiculo, ottenute da sporata o prelevate da altre zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature. Per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Le misure sottolineate si riferiscono alle medie. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga(1998). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata ed i nomi degli Autori, abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfungorum.org e http://www.mycobank.org.

Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Gli exsiccata sono conservati nell'erbario A.M.B. - Gruppo di Muggia e del Carso.

 

Cortinarius violaceipes Bidaud & Cons.

Atlas des Cortinaires 11: 615 (2001)

 

Sinonimi: [Cortinarius calochrous f. violascens R. Hry., ss. Malç. & Bertt., 1970, non ss. R. Hry., 1943].

 

Sistematica: Cortinariaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi.

Posizione sistematica secondo l’Atlas des Cortinaires (2001). Sottogenere Phlegmacium (Fr.) Trog. Sezione Calochroi Moser & Horak. Sottosezione Violaceipedes Bid. et al.  Serie Frondosophilus Bid. et al.

 

Descrizione raccolta

Pileo fino a 67 mm, carnoso, dapprima pulvinato, da subito piano-convesso, infine completamente appianato, margine a lungo involuto, più o meno regolare, leggermente eccedente; rivestimento pileico vischioso a tempo umido, inizialmente di colore biancastro-crema, crema-giallastro, da subito con macchie giallo-ocracee più o meno estese, ornato da placche di velo biancastro, dopo alcune ore dalla raccolta diviene giallo-ocra uniforme. Reazione bruno-gialla o bruno-rosata con l’idrossido di potassio.

Lamelle adnate, uncinate, piuttosto fitte, larghe fino a 7 mm, rettilinee, intercalate da lamellule in numero da 1 a 3, di colore lilla intenso, filo concolore, finemente eroso.

Gambo 50-60 x 5-13 mm, base larga 20-22 mm, cilindrico, terminante in un bulbo nettamente marginato ricoperto da placche bianche del velo, superficie fibrillosa, di colore lilla-violetto su tutta la lunghezza, diviene bruno-rossastra a contatto con l’idrossido di potassio.

Carne bianca, da subito macchiata di giallo-ocra a partire dalla base e nella parte superiore del gambo. Odore tenue, leggermente terroso, sapore mite.

Spore (9,39) 11,11-12,86-13,94 (17,12) x (5,46) 5,71-6,16-6,72 (7,31) µm, Q. = (1,5)1,8-1,88-2,2 (2,6), V. = (163) 201-239-318 (401) µm³, in proiezione laterale da amigdaliformi a subnavicolari in alcuni casi papillate, ellittiche in proiezione frontale; fortemente ornamentate, ornamentazione costituita da verruche e/o lunghe placchette di medio spessore, coalescenti a zone.

Basidi (30,1) 30,5-32,5-38,2 (39,5) x (7,3) 8,0-9,0-9,9 (10,4) µm, Q. = (3,2) 3,3-3,9-4,6 (4,9), V. (1017) 1072- 1368-1892 (1941) µm³, tetrasporici, con all’interno evidenti gocce lipidiche. Cellule marginali scarse e poco evidenti, di misura nettamente inferiore ai basidi. Filo lamellare fertile.

Pileipellis tipo ixocutis spessa 100-120 µm, costituita da uno strato di ife spesse (3,2) 3,7-5,4-5,9 (6,0) µm, e allargate ai setti, gelificate, lassamente intrecciate, ialine o pigmentate di giallo, finemente incrostate, terminali subcapitulati larghi fino a 10,0 µm. Ipoderma formato da ife fortemente inflate o pseudoparenchimatiche di 8,0-26.0 µm di diametro.

 

Materiale studiato ed ambiente delle raccolte: ITALIA. FVG. Duino-Aurisina. Località: Bosco della Cernizza. Coordinate geografiche 45°46'42.49"N 13°35'39.41"E. Altezza 20 m s.l.m. Habitat: bosco di leccio e carpino orientale. Data 16.12.2017. (n°7411). Legit. Picciola; det. Picciola & Zugna.

Giunti a fibbia presenti.

 

Osservazioni

La raccolta in oggetto ha evidenziato i seguenti caratteri morfologici: velo generale di colore bianco i cui resti sono ben visibili sotto forma di placche sulla superficie pileica, cappello di colore inizialmente bianco-giallastro brillante, tendente a macchiarsi di bruno-rossastro, lamelle colorate di malva intenso, gambo concolore alle lamelle, il cui pigmento è distribuito su tutta la superficie stipitale, reazione bruno-rossastra, bruno-rosata al KOH sulla superficie pileica, spore molto grandi e allungate, in media 12,8 x 6,1µm, Qm = 1,88 e con una ornamentazione composta da placchette coalescenti.

Dopo alcune esitazioni iniziali abbiamo riconosciuto nella nostra raccolta il Cortinarius violaceipes, entità di non facile identificazione poiché condivide molti caratteri con numerose altre specie appartenenti ai Calochroi, un gruppo di Phlegmacium piuttosto complesso per il quale spesso non è possibile pervenire ad una identificazione sicura con l’analisi dei soli caratteri morfologici.

La Sezione Calochroi Moser & Horak 1975 comprende specie di taglia media o grande, di latifoglie e di conifere, di colori vivaci, sul giallo o sul giallo ocra splendente oppure meno brillanti, sul biancastro, sull’ocra, l’ocra-grigio, il bruno-giallastro, talvolta grigiastri, bruno-rossastri o bruno-arancioni, talvolta con sfumature verdi o violette. Le lamelle presentano toni più o meno intensi nella gamma del lilla, del rosa e dell’azzurro. Il gambo, che può essere bianco, giallino, ocraceo, azzurrino, lilla o violetto, termina tipicamente, in un bulbo nettamente marginato a forma di vaschetta o di coppa oppure appiattito nella parte inferiore, talvolta arrotondato, spesso rivestito da un velo volviforme bianco, ocraceo o giallo vivace. Reazione del rivestimento pileico alle basi forti spesso bruno-rossa o anche rossa. Spore di taglia media o grande, da amigdaliformi a citriformi, eccezionalmente arrotondate, fortemente ornamentate (CONSIGLIO et al. 2004).

Secondo la sistematica proposta dall’Atlas des Cortinaires (2001), C. violaceipes è collocato nella Sottosezione Violaceipedes Bid. et al. di cui è la specie eponima, comprendente dei Calochroi dotati di un gambo con tipiche tonalità violette molto forti distribuite sull’intera superficie.

In seno a questa Sottosezione trova collocazione nella Serie Frondosophilus Bid. et al. composta da specie crescenti per lo più nei boschi planiziali di latifoglia (nelle zone temperate e/o mediterranee).

All’interno di questo piccolo gruppo di specie, C. violaceipes si caratterizza per il portamento relativamente robusto, le spore di dimensioni piuttosto grandi, misuranti (8,5) 9-13 (13,5) x 6-7 µm, il cappello subito giallo ocraceo, le lamelle colorate di malva intenso, il gambo violetto su quasi tutta la superficie, la reazione macrochimica bruno-rosa sul rivestimento pileico, la crescita nei boschi di cerro, roverella e leccio (BIDAUD et al. 2001; CONSIGLIO et al., 2004).

Nella stessa posizione sistematica troviamo Cortinarius rioussetorum Bidaud, Moënne-Locc. & Reumaux il quale si differenzia da C. violaceipes per le spore di taglia minore, la reazione giallo ocra poi giallo oro con il KOK a contatto con la carne, il cappello rosa lillacino pallido, rapidamente giallo ocraceo poi da ocra-fulvo a ocra-grigiastro, punteggiato al centro da resti velari bianchi, lo stipite breve e robusto, a volte decorato verso la base da un velo bianco, spesso, la crescita presso lecci su terreno calcareo.

Cortinarius violaceipes è stato per lungo tempo associato a C. calochrous var. caroli (Velen, 1921) M.M. Moser 1967 ex Nezdojmin 1983, seguendo una tradizione cominciata, fra gli altri, con MOSER (1960) e continuata fino in tempi recenti (CONSIGLIO, 1997; CONSIGLIO et al. 2004).

C. calochrous var. caroli è collocato nella Serie calochrous Bid. et al. che include specie con cappello a tinte giallo vivaci, della Subsezione Calochroi che aggrega specie prive di tinte viola sul gambo oppure, se presenti, limitatamente alla sommità, il cappello pallido, da bianco-ocra a bianco-giallastro, fino a giallo vivace, la taglia generalmente media, con il cappello misurante 5-6 cm di diametro.

In quest’ambito C. calochrous var. caroli si caratterizza per il cappello di un bel colore giallo evocante quello di C. calochrous, il gambo sovente lavato di lilla alla sommità; le spore più piccole, di dimensioni (8)8,5-11(11,5) x 5-6 (6,5) µm, l’habitat costituito da latifoglie termofile su suolo calcareo.

Infine, Cortinarius violaceipes può essere scambiato con il Cortinarius calochrous f. violascens Rob. Henry ex R. Henry (2001), quest’ultima entità, fulcrante attorno al Cortinarius calochrous, si caratterizza per le sfumature lilla confinate nella zona apicale del gambo e pertanto inserita nella Serie Calochroi Bid. et al.

 

Bibliografia

BELLANGER J.-M. - 2015: Les cortinaires calochoїdes: une mise au point taxinomique. Documents mycologiques, tome XXXVI: 3-34.

BIDAUD A., P. MOËNNE-LOCCOZ & P. REUMAUX – 2001: Atlas des Cortinaires (11):527-626.

BREITENBACH J. & F. KRÄNZLIN – 2000: Champignons à lames 3ème partie. Champignons de Suisse. T. 5. Mycologia. Lucerna.

CONSIGLIO G. – 1996: Cortinarius Catharinae sp. nov. Rivista di Micologia (3):195-200.

CONSIGLIO G. – 1997: Contributo alla conoscenza dei macromiceti dell’Emilia Romagna. VIII. Genere Cortinarius. Parte quinta. Bollettino del Gruppo Micologico G. Bresadola – Nuova Serie 40(2-3): 159-167.

CONSIGLIO G. – 2001: Il Genere Cortinarius in Italia. Parte Prima. Rivista di Micologia (4) 311-336.

CONSIGLIO G., A. BIDAUD, D. ANTONINI, M. ANTONINI & S. LA ROCCA – 2004: Il Genere Cortinarius in Italia. Parte terza. Alcun specie interessanti della Sezione Calochroi. Boll. AMER 61 (1): 3-43.

MOËNNE-LOCCOZ P. & P. REUMAUX – 1990: Atlas des Cortinaires. Pars I. Éd. Féd. Myc. Dauphiné-Savoie. Marlioz.

MOSER M. – 1960: Die Gattung Phlegmacium. Die Pilze Mitteleuropas. Band IV. Julius Klinkhardt. Bad Heilbrunn.

PAPETTI C., G. CONCIGLIO & G. SIMONINI – 1999: Atlante Fotografico dei Funghi d’Italia. Vol. 1. A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici.

PAPETTI C. & C. ZOVADELLI – 2013: La nostra partecipazione al 70° Comitato Scientifico Nazionale dell’A.M.B. ad Asiago (VI) – Parte IV. Rivista di Micologia (4): 291-328.

VELLINGA E.C. – 1998: Glossary. In: Flora Agaricina Neerlandica 1 (eds. Bas C., Kuyper Th. W., Noordeloos

M. E. & Vellinga E. C.), Balkema, Rotterdam: 54-64.

 

Photo By: Paolo Picciola

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Marino Zugna
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Cortinarius violaceipes Bidaud & Cons. Atlas des Cortinaires 11: 615 (2001)

In foto: pileipellis e ipoderma

 

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Inviato 08 febbraio 2018 - 14:01

Cortinarius violaceipes Bidaud & Cons. Atlas des Cortinaires 11: 615 (2001)

In foto: basidi e cellule del filo lamellare

 

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Cortinarius violaceipes Bidaud & Cons. Atlas des Cortinaires 11: 615 (2001)

In foto: spore

 

 

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