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Panaeolus acuminatus (Schaeff.) Gillet var. cephalocystis


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#1 marinetto

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Inviato 13 marzo 2018 - 23:02

Panaeolus acuminatus (Schaeff.) Gillet var. cephalocystis E. Ludw., Pilzkompendium (Eching) 1([2]): 492 (2001).

 

 

Basionimo di Panaeolus acuminatus:
Agaricus acuminatus Schaeff., Fung. bavar. palat. nasc. (Ratisbonae) 4: 44 (1774)

Altre varietà:

Panaeolus acuminatus var. quercicola Contu & Hauskn., Öst. Z. Pilzk. 12: 85 (2003)

Panaeolus acuminatus Quél., Hyménomycètes, Fasc. Suppl. (Alençon): 621 (1874) v. acuminatus (autonimo).

 

DATI DELLA RACCOLTA.

   Gli esemplari raccolti in data 08.02.2018, sono stati inviati da Carlo Agnello di Mesagne (BR); erano crescenti su muschio stellato al di sotto di Cupressus sempervirens, in località S: Simone – Crispiano (TA); il diametro del cappello era al massimo 10-11 mm. Ci limitiamo a questi unici dati macroscopici, essendo in possesso di due soli reperti essiccati da cui è possibile evincere solo la forma parabolico-campanulata del pileo e il filo delle lamelle che è decisamente sterile, bianco.

 

DATI MICROSCOPICI.

   Spore: essendo tipico il posizionamento delle spore di Panaeolus di piatto (posizione ventro/dorsale è l’espressione usata dal sottoscritto, che non comprende perché la definizione della visione di ”pancia” o di ”dorso” debba chiamarsi frontale, che caso mai sarebbe la visione dalla parte dell’apiculo??) essendo quella la dimensione più larga e piatta, si è provveduto ad effettuare la misurazione laterale e ventrale delle stesse. VISTA LATERALE: (13.24) 13.64 - 14.66 (15.19) × (6.95) 7.34 - 7.86 (8.26) µm; Q = (1.65) 1.74 - 1.98 (2.06) ; N = 6; Me = 14.13 × 7.60 µm ; Qe = 1.86. VISTA VENTRALE: (11.47) 11.84 - 14.32 (14.67) × (7.07) 8.10 - 8.71 (8.77) µm; Q = (1.31) 1.39 - 1.80 (2.02) ; N = 12; Me = 13.41 × 8.33 µm ; Qe = 1.62. decisamente appiattite, da ellissoidi a subamigdaliformi. Lisce, opache, nerastre in H2O, marroni in KOH, parete larga fino a 1,40 µm, poro germinativo centrale, alle volte leggermente eccentrico, largo fino a 2,97 µm. molto prominente, così come l’apiculo è ben sporgente.

   Cheilocistidi:  22,43-28,79 X 4,72-5,86; sublageniformi o clavati in basso, a collo ondulato, ristretto e apice da appena allargato a, più spesso, subcapitulato; presenti in abbondanza su tutto il filo lamellare.

   Cuticola:  costituita di elementi sferocitici, alcuni con peduncolo, a formare un pseudoparenchima, inframezzati da dermatocistidi non troppo numerosi.

   Caule:   presenti numerosi caulocistidi  da sublageniformi a subcilindrici, con apice di uguale spessore o più raramente subcapitulato, flessuosi, ialini, disposti a ciuffi nella porzione superiore dello stipite, frammisti a paracistidi sferopeduncolati.

 

Dati nomenclaturali e determinativi.

   Il suo posizionamento nell’ambito del Genere Panaeolus è abbastanza netto, poiché non abbiamo riscontrato spore verrucose o finemente verrucose, che ci permettono di scartare ipotesi sia di P.foenisecii che di P. olivaceus; volendo ricorrere a profili sistematici, introduciamo, con Gerhardt, i SottoGeneri Anellaria, che presenta soggetti con velo parziale, presente o evanescente come P. ovatus nelle varietà phalenarum e semiovatus, oltre ad antillarum, di cui nei nostri esemplari non c’è traccia; e il SottoGenere Panaeolus che prevede una Sezione Panaeolus con specie nelle quali, al bordo del cappello, si evidenziano tracce o residui di velo generale nelle forme di appendicolature come in P. papilionaceus, che oggi include i concetti di retirugis, campanulatus, sphinctrinus e diversi altri, oltre ad almeno tre varietà del medesimo; poiché nei nostri reperti non rileviamo tali presenze,, va accantonato un importante settore che vede un nutrito numero di specie e varietà far capo a P. papilionaceus. Dunque a questo punto resta da valutare la Sezione detta Laevispora, affollata di diverse specie, la cui separazione è tuttavia alquanto agevole, come vedremo di seguito, sino a giungere a quello che Hausknecht e K. Greilhuber chiamano il “complesso acuminatus-cinctulus-fimicola” per districare le cui specie la microscopia è di notevole aiuto.

   Accennavo alla possibilità di agevolmente separare diverse specie nell’ambito della sezione Laevispora come bernicis, tipico del Queensland con cristalli all’apice dei chielocistidi; il microsporus che ha spore lunghe sino 10 micron; l’alcidis che cresce tipicamente su sterco dell’animale nordico; il subfirmus con spore tipicamente angolose in vista ventrale e presente in terreni molto concimati e praterie erbose; il fraxinophilus che è lignicolo; il reticulatus con spore che arrivano appena da 8 a 11 µm; il paludosus con cheilo robusti e spore non maggiori di 10 µm…….; come si vede resta da districare il solo complesso di tre specie, piuttosto vicine, che assommano ad acuminatus (almeno tre varietà), cinctulus ( = subbalteatus ) e fimicola.

   L’unico dei tre ad avere un poro germinativo decisamente obliquo è fimicola, la cui misura sporale, inoltre, è piuttosto ridotta nei confronti delle nostre; cinctulus è dotato di un tipico anello più scuro al momento della essiccazione (da cui il nome) ha il poro leggermente disassato, cheilo piuttosto robusti e larghi specie all’apice e cresce, dice Hausknecht in modo “ copioso” dove si intende in grandi raggruppamenti, spesso anche fascicolati; non resta ormai che da valutare la più che scontata possibilità che il nostro sia acuminatus, il quale però presenta colori spesso violacei, mentre qui notiamo del grigio, un gambo piuttosto alto e slanciato pieno di goccioline brune e qui siamo con un gambo piuttosto corto e pochissima pruina lungo lo stesso….inoltre le spore di acuminatus sono molto allargate in vista ventrale e le nostre non così tanto, mentre sono di dimensioni leggermente superiori a quelle di acuminatus.

   Seguendo Hausknecht & K. Greilhuber scopriamo che la microscopia e la macroscopia sono però coincidenti con la varietà cephalocystis di acuminatus, risalente a E. Ludwig del 2.000, che ha gambo più corto e colorazioni grigiastre, dei cheilocistidi ad apice decisamente subcapitato e spore meno appiattite ma più grandi, mentre M. Contu e A. Vizzini hanno inquadrato anche una varietà quercicola legata appunto a tali essenze come Quercus suber, con spore e cheilo più piccoli. Riportiamo la preziosa tavola di Hausknecht e quelle di Gerhardt per il confronto probante della varietà e della specie tipo.

   Restiamo fiduciosi di aver effettuato una coscienziosa ricerca, sperando di aver centrato lo scopo di diffondere la conoscenza di una specie poco frequente e ne ringraziamo l’amico Carlo Agnello.

 

SCHEDA COMPILATA MARZO 2018 DA MASSIMO PANCHETTI  hombrequecorre@gmail.com 0039.333.605.2610

 

  

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Marino Zugna
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Inviato 13 marzo 2018 - 23:03

Panaeolus acuminatus (Schaeff.) Gillet var. cephalocystis E. Ludw., Pilzkompendium (Eching) 1([2]): 492 (2001).

 

 

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