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Panaeolus subfirmus


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#1 marinetto

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Inviato 13 marzo 2018 - 23:21

Panaeolus subfirmus        P. Karst., Hedwigia 28: 365 (1889)

 

Sinonimi:
Panaeolus speciosus P.D. Orton, Notes R. bot. Gdn Edinb. 29: 108 (1969)

Diagnosi originale
Karsten , 1889. Hedwigia 28: 365-366.
Pileus carnosulus, firmulus, e convexoplanus, medio subdepressus atque subumbonatus, laevis, glaber, nitens, siccus, disco rugosiusculo, pallescens, saepe circa marginem zona fuliginea notatus, carne alba, 4-6 cm latus. Stipes fistulosus, rigidofragilis, subaequalis vel ex apice pedetentim attenuatus, flexuosus, glaber, pallescens, apice flocculoso-squamosus, 6-7 cm altus, apice 4-5 mm crassus. Lamellae adnexae, dente decurrentes, vel rarius adnatae, lanceolatae, atrae, circiter 3 mm latae. Sporae ovales, fuligineae et semipellucidae (sub lente), 12-14 = 7-9 mmm. Ad terram fimetosam in Mustalia. Saepe caespitosus. Ad Panaeolum papilionaceum proxime accedit.

 

DATI RACCOLTA.

   I reperti, in ottimo stato di essicazione e conservazione, sono a cura di Samuel Bonifazi che ringrazio per la dovizia di esemplari, direi molto interessanti, che mi ha inviato, tutti relativi al suo luogo di elezione per la raccolta di funghi, quel bellissimo Monte Subasio che ho frequentato da giovane. Il reperto attuale è su sterco non specificato a circa 1.000 metri di altezza sul Monte Subasio, presso Assisi e Spello (PG). Dalla foto si rileva un cappello di circa 13 mm., molto campanulato, semi-globato, igrofano, privo di veli sia sul pileo che al margine, di colore camoscio, dattero; il gambo violaceo, è tipicamente cosparso di minutissime goccioline come in genere presenti in P. acuminatus, foenisecii, fimicola, olivaceus, cinctulus, ecc…e la sua base, infissa nel substrato, presenta una nutrita peluria bianca di rizomorfe. Le lamelle sono tipicamente marezzate, piuttosto larghe, largamente adnate, discendenti in un cappello che difficilmente si distende, rimanendo semi-globato, talvolta con umbone ottuso.

 

DATI MICROSCOPIA.

 

   Spore. Sono state effettuate 4 misurazioni avvalendoci del metodo Piximètre che hanno prodotto risultati come di seguito riportato: 1 mis. vista lat.= (14.35) 14.45 - 15.54 (16.02) × (9.43) 9.66 - 10.12 (10.20) µm; Q = (1.43) 1.50 - 1.55 (1.57) ; N = 7; Me = 15.01 × 9.89 µm ; Qe = 1.52. 1 mis. vista ventr.= (14.97) 16.12 - 17.49 (18.91) × (8.52) 9.29 - 10.12 (10.71) µm; Q = (1.65) 1.67 - 1.76 (1.77) ; N = 6; Me = 16.83 × 9.79 µm ; Qe = 1.72.        2 mis. vista lat.= (13.12) 13.77 - 17.30 (19.87) × (7.72) 8.22 - 10.15 (10.84) µm; Q = (1.60) 1.66 - 1.90 (2.01) ; N = 9; Me = 15.95 × 8.99 µm ; Qe = 1.77. 2 mis. vista ventr.= (16.06) 16.88 - 20.07 (20.61) × (8.33) 8.65 - 11.06 (11.82) µm; Q = (1.73) 1.74 - 2.03 (2.05) ; N = 8; Me = 17.97 × 9.78 µm ; Qe = 1.85. 3 mis. vista lat.= 16.10 - 19.14 × 8.43 - 10.20 µm

Q = 1.60 - 2.08 ; N = 5; Me = 17.27 × 9.57 µm ; Qe = 1.82. 3 mis. vista ventr.= (16.54) 16.79 - 20.30 (21.12) × (9.76) 9.92 - 10.68 (12.17) µm; Q = (1.66) 1.67 - 1.85 (1.90) ; N = 6; Me = 18.47 × 10.52 µm ; Qe = 1.76. 4 mis. vista lat.= (14.52) 14.66 - 17.67 (17.99) × (8.01) 8.46 - 9.38 (9.99) µm; Q = (1.66) 1.73 - 1.83 (1.96) ; N = 10; Me = 15.98 × 8.95 µm ; Qe = 1.79. 4 mis. vista ventr.= (14.75) 16.24 - 17.25 (17.30) × (9.18) 9.20 - 10.14 (10.19) µm; Q = (1.60) 1.62 - 1.78 (1.80) ; N = 8; Me = 16.42 × 9.63 µm ; Qe = 1.71. che in media si sostanziano in (13,12) 16,96 (21,12) X (9,18) 9,93 (12,17) X (7,72) 9,27 (10,84) con un Qe= 1,77. La loro morfologia è lenticolare, moderatamente esagonali in vista ventrale, con grosso (1,5-2 µm.) poro germinativo centrale sporgente, parete non troppo spessa ,apiculo poco visibile.

   Elementi imeniali. Cheilocistidi 25-45 µm. numerosi, lageniformi, a base spesso sferoidale, contorti, a collo piuttosto spesso, ad apice ottuso, non capitulato, con parete sottile e privo di inclusioni o cristalli. Pleurocistidi o crisocistidi non presenti. Gaf non rilevati.

 

   Cuticola. Costituita da una suprapellis piuttosto spessa (circa 100 µm.) di ife sferoidali, globose, piriformi, a formare un tessuto molto fitto attraversato da numerosissimi dermatocistidi piuttosto sottile e allungati, con collo flessuoso e molto sporgenti; la subpellis è costituita da ife settate cilindriche, di grosso calibro e parete sottile, non incrostata e priva apparentemente di pigmento di membrana o cellulare.

 

   Caule.  Costituito da ife fittamente appressate con rarissimi gaf e numerosi caulocistidi nel terzo superiore del gambo, contorti, lageniformi a base sferoidale, corti con parete moderatamente spessa.

 

DATI NOMENCLATURALI E DETERMINATIVI.

 

   Nella pregevole monografia di E. Gerhardt 1996, il Genere Panaeolus è considerato appartenente alla Famiglia Coprinaceae Overeem ed alla Sottofamiglia Panaeoloideae Singer; i Generi considerati dallo studioso tedesco sono Panaeolus (Fr.) Quélet e Panaeolina Maire; il primo è suddiviso in una serie di Sottogeneri (Anellaria P. Karst., Copelandia Bres., e appunto Panaeolus (Fr.) Quél. A sua volta, il Sottogenere Panaeolus è ripartito in 4 Sezioni ( Panaeolus, Verrucispora, Guttulati e Laevispora ).

   Gli appartenenti alla Sezione Laevispora Gerahardt 1996, sono quelli caratterizzati da uno spessore sottile della parete sporale e superficie liscia, ma nel loro ambito la differenziazione dei tipi è alquanto problematica, anche perché la morfologia macroscopica è piuttosto ripetitiva nelle forme del cappello (spesso ogivali, campanulati, raramente distesi) nella assenza di veli sulla superficie del medesimo, nell’attaccatura e tipologia delle lamelle, nella evidenza di una crescita spesso singola o di pochi esemplari riuniti assieme (eccetto P. cinctulus che si presenta, di contro, sempre cespitoso); per operare una scelta con un certo grado di sicurezza occorre svolgere una indagine microscopica piuttosto accurata, valutando ogni parte concessa allo studio come imenoforo, cuticola, gambo, spore e pigmenti avvertendo che anche in questo settore del “piccolo” le forme e le tipologie sono alquanto ripetitive e poco dirimenti; a giudizio dello studioso tedesco vi sono circa 11 specie nell’ambito di tale Sezione e, se scartiamo dal nostro esame le specie piuttosto “lontane” per noi come alcidis (su sterco di alce) bernicis (specie solo australiana per ora…), goossiense (Zaire), fraxinophilus (Nord America), microsporus (Rep. Centro Africa), paludosus (Sud Australia)..non restano che da valutare le specie acuminatus, cinctulus, fimicola, reticulatus e subfirmus per rintracciare le variabili comuni e quelle di separazione. Le spore, la tipologia, le misure, sono il primo elemento da valutare, il tipo di cuticola e la presenza o meno di pileocistidi, il gambo e le sue inclusioni eventuali, la presenza di gaf, di pigmenti o quant’altro serva a districare la matassa. Nel nostro caso P. acuminatus presenta un habitus più slanciato, colorazioni violaceo/rosate non presenti nel nostro, unite a spore più piccole e di tipologia diversa, inoltre i cheilocistidi sono più sottili, slanciati e con lungo collo flessuoso; P. cinctulus è spesso cespitoso e presenta nella essiccazione una serie di aloni sul cappello ben riconoscibili; le sue spore sono molto più piccole ed i cheilo più robusti e grandi; P. fimicola è simile come habitus ma presenta dei crisocistidi assenti da noi oltre ad avere spore più piccole ed anche i cheilo sono più robusti; inoltre, non facendo onore al suo nome, cresce in genere nei prati, singolo e difficilmente si rintraccia su sterco come nel nostro caso; P. reticulatus presenta un reticolo evidente sulla cuticola, ha spore di dimensione molto piccola e robusti cheilocistidi. Non resta che esaminare appunto subfirmus che presenta dimensioni e tipologie assolutamente compatibili con il nostro, in primis una tipologia e dimensioni sporali assolutamente assimilabili al nostro reperto.

   Cercando nella letteratura una conferma alla determinazione non c’è da stare troppo allegri, visto che gli studiosi del genere, spesso si dimenticano di lui: in Kuhner & Romagnesi del 1953 non si trova cenno di subfirmus; Singer del 1962 non lo conosce pur annoverando ben 30 specie di Panaeolus (una delle  monografie più complete); Watling & Gregory nel 5° vol. della British Fungus Flora lo snobbano del tutto pur presentando una buona sistematica del Genere Panaeolus; R. Heim e  M. Ola’h, due importanti specialisti, fanno a gara nel dimenticarlo ed il secondo ci ha lasciato un trattato molto importante sul Genere in cui vengono considerati anche tutti i contenuti endolici. Ritroviamo descritto il nostro in Bon & Courtecuisse del 2003, in E. Ludwig ed il suo ottimo Pilzkompendium del 2000, in Funga Nordica del 2008 grazie ad E. Gerhardt; si legge del nostro in Funghi fimicoli e rari o interessanti del litorale toscano di G. Cacialli, V. Caroti e F. Doveri del 1995 ed infine in F. Doveri del 2004 su Funghi fimicoli Italici, sempre  per l’A.M.B. Da ultimo, troviamo tecnicamente ineccepibile la scheda di M. Zugna, su Legit di B. de Ruvo, sul Forum di Muggia dell’AMB. Siamo aperti ad ogni considerazione al riguardo della presente scheda e della relativa determinazione.

 

 

 

SCHEDA COMPILATA MARZO 2018 DA MASSIMO PANCHETTI  hombrequecorre@gmail.com 0039.333.605.2610

 

 

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