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Pholiotina coprophila


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#1 marinetto

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Inviato 13 marzo 2018 - 23:31

Pholiotina coprophila (Kühner) Singer, Acta Inst. bot. Komar. Acad. Sci., Pl. Crypt, ser. 2 6: 434 (1950)

 

Basionimo:

Galera coprophila Kuhner, Botaniste 17(1-4): 169 (1926).

Sinonimi:

Conocybe coprophila (Kühner) Kühner, Encyclop. Mycol. 7: 125 (1935)

Pholiotina coprophila (Kühner) Singer, Acta Inst. bot. Komarov. Acad. Sci., Pl. Crypt, ser. 2 6: 434 (1950) var. coprophila

Pholiotina coprophila var. exigua (Singer) Singer, Fieldiana, Bot. 21: 106 (198950)

 

 

DATI RELATIVI ALLA RACCOLTA E MACROMORFOLOGIA.

   I reperti, in ottimo stato di essicazione e conservazione, sono a cura di Samuel Bonifazi che ringrazio per la dovizia di esemplari, direi molto interessanti, che mi ha inviato, tutti relativi al suo luogo di elezione per la raccolta di funghi, quel bellissimo Monte Subasio che ho frequentato da giovane. Il reperto attuale è su sterco non specificato a circa 1.000 metri di altezza sul Monte Subasio, presso Assisi e Spello (PG). Dalla immagine si rileva un cappello di circa 15/25 mm., campanulato, color cuoio chiaro, viscido, privo di velo o residui dello stesso al bordo che è noccheruto; gambo solcato da piccoli canali verticali, bianco, privo di ornamentazioni o residui velari, forse con pseudobulbo basale, comunque decisamente ingrossato alla base nell’inserzione al substrato. Le lamelle sono piuttosto rade e larghe, adnate o decorrenti con dentino di colore ocra ruggine.

 

DATI MICROMORFOLOGICI.

   Spore. Sono state eseguite 3 misurazioni con il metodo Piximètre che hanno rilevato  le seguenti dimensioni: a) (10.15) 11.95 - 13.52 (14.05) × (6.14) 6.26 - 7.28 (7.85) µm; Q = (1.63) 1.72 - 1.97 (2.05) ; N = 16; Me = 12.67 × 6.89 µm ; Qe = 1.84. b) (10.27) 10.64 - 13.58 (13.63) × (6.07) 6.21 - 7.51 (7.86) µm; Q = (1.38) 1.42 - 1.88 (2.02) ; N = 9; Me = 11.70 × 6.93 µm ; Qe = 1.70. c) (9.38) 9.60 - 12.60 (13.18) × (6.21) 6.29 - 6.96 (7.99) µm; Q = (1.46) 1.55 - 1.85 (1.94) ; N = 11; Me = 11.33 × 6.68 µm ; Qe = 1.69. la morfologia è elissoidale allungata, moderatamente appiattite e di poco più larghe in vista ventrale, con parete non troppo spessa a poro centrale sporgente, color marrone aranciato.

   Elementi imenoforali. Si è riscontrata una assenza di pleurocistidi e di gaf (forse difficili da evidenziare?), mentre sono presenti i cheilocistidi (15-35 µm.) di tipologia lageniforme a collo corto, subcapitulato in discreta quantità; sono invece invadenti il filo lamellare e riuniti in ciuffi quelli di forma che ricorda il pelo d’ortica del Genere Melanoleuca, con corpo piccolo e rotondeggiante ed il collo lunghissimo (fino a 25 µm) flessuoso, non subcapitato ma semplicemente arrotondato all’apice; questo è un particolare molto singolare, anche perché nessuno dei testi che riportano la specie li mette in evidenza, mentre lo fa con giusto risalto e foto micro (come anche il sottoscritto), l’amico Marino Zugna di AMB Muggia, che presenta una completa scheda di tale specie visibile nei media alla voce Pholiotina coprophila e il fatto è di notevole conforto alla presente determinazione.

   Elementi della cuticola.  La suprapellis, sovrastata da uno strato di glutine di almeno 100 µm., è un tipico imeniderma costituita da cellule piriformi o sferoidali da cui sporgono numerosi e lunghi dermatocistidi di forma simile ai cheilo a pelo d’ortica, affondate con peduncolo nel substrato della subpellis poco spesso costituito di cellule intrecciate tipo cutis.

   Elementi del gambo.  Le cellule che costitutiscono il tessuto del caule sono cilindriche, settate a grosso calibro; numerosi i caulocistidi di forma simile ai dermatocistidi, piuttosto corti, emergenti da una base sferoidale e piuttosto contorti. Non si sono riscontrati gaf.

 

DATI NOMENCLATURALI E DETERMINATIVI.

Sistematica: Bolbitiaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

   L’aspetto simile un po' a tutti  i reperti fimicoli, nel colore del pileo, nel viscido, nella quantità di piccoli esemplari, ha lasciato un po' sconcertati perché facilmente si poteva prevedere una Deconica, mentre il colore delle lamelle e della sporata su un cappello ci hanno subito portato ad escludere questa possibilità; allora, ancor prima di effettuare una indagine micro, è partita la ricerca della possibile appartenenza dei reperti, con la evidenza che il materiale biblio in possesso riguardo agli ocrosporei era piuttosto scarso. Poiché non si è addivenuti ad un possibile compromesso, abbiamo proceduto all’esame micro che ha provocato ancora più disperazione: spore lisce e di tipologia simile a Psathyrella..ma soprattutto quel filo lamellare totalmente invaso da elementi cistidioidi dal collo lunghissimo e flessuoso ci ha disorientato, perché non c’era nella nostra esperienza una simile accoppiata di elementi….mai dire..MAI!!

   La ricerca nei testi di una simile tipologia non ha portato i suoi frutti, perché spesso i Generi pensati come Galera, Galerina, Conocybe, ecc…sono risultati molto diversi nei caratteri micro….tranne un piccolo fungo coprofilo che ha attirato l’attenzione, ma quel particolare da nessuno dei testi ricordato e riportato di cheilo dal collo così lungo e flessuoso ci ha reso ancor più perplessi; poi lo squarcio del lavoro di Zugna: eccoli lì quei benedetti cheilo..e lui li descrive, li fotografa, li evidenzia…..ma allora questi sacri testi?? A volte si ha l’impressione che davvero anche studiosi di livello scrivano ma non su tutto con proprietà e soprattutto avendo in mano le specie descritte (e M. Noordeloos, a onor del vero, è uno dei pochi che cita sempre questo particolare, il che fa dell’olandese persona ancor più seria di quanto già non fosse accreditata). Dunque dobbiano riportare che né Ludwig nel suo completo lavoro, né B.& K. nei pregevoli disegni e foto, né Arnolds in F.A.N., né Hausknecht & Vesterholt in F. N. fanno minimamente cenno alla presenza di tali preponderanti elementi imeniali che non riteniamo possano essere presenti nelle sole due raccolte di Samuel Bonifazi e di Bruno de Ruvo per M. Zugna. Onestamente la tavola da me riprodotta da Flora Agaricina Neerlandica, riporta un ottimo disegno dei caratteri micro come i dermatocistidi, i caulocistidi, i cheilo, le spore e l’habitus ma non fa nessun accenno a questi particolarissimi cheilo che non saprei come meglio definire se non lageniformi a pelo d’ortica. La scheda di Zugna preferisce l’accezione di Pholiotina coprophila, che ad oggi è accettato dai più. Riporto di seguito le considerazioni dell’amico Marino Zugna che trovo appropriate:

“All’interno del Genere, questo taxon si fa riconoscere macroscopicamente per l’habitat strettamente fimicolo i suoi colori decisamente chiari e l’assenza di velo. Microscopicamente sono di valido aiuto per una corretta determinazione, i cheilocistidi lageniformi, molto volentieri capitatulati e con escrescenze digitiformi, le spore grandi, con poro germinativo distintamente evidente e rugginose in KOH.
Per la somma delle caratteristiche sopra elencate P. coprophila trova posto nella Sezione Piliferae Hauskn. & Krisai 2007, Serie Coprophila Hauskn. & Krisai 2007, al momento, unica entità e typus della Serie Coprophila.
Delle altre Pholiotina fimicole, a livello Europeo si conosce P. mairei var. stercorea Tkalčec, Mešić & Hauskn. 2009,
sistemata nella Sezione Pilifere, Serie Mairei, la quale possiede spore piccole, in media (5,7-6,9 x 3.5-4,1 µm) e cheilocistidi lanceolati.
P. veregregia Contu 1997, raccolta in Sardegna su sterco bovino, attualmente è considerata (Hauskn. 2009), un sinonimo di C. coprophila”.

 

 

SCHEDA COMPILATA MARZO 2018 DA MASSIMO PANCHETTI  hombrequecorre@gmail.com 0039.333.605.2610

 

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Inviato 13 marzo 2018 - 23:32

Pholiotina coprophila (Kühner) Singer, Acta Inst. bot. Komar. Acad. Sci., Pl. Crypt, ser. 2 6: 434 (1950)

 

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Pholiotina coprophila (Kühner) Singer, Acta Inst. bot. Komar. Acad. Sci., Pl. Crypt, ser. 2 6: 434 (1950)

 

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Pholiotina coprophila (Kühner) Singer, Acta Inst. bot. Komar. Acad. Sci., Pl. Crypt, ser. 2 6: 434 (1950)

 

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Pholiotina coprophila (Kühner) Singer, Acta Inst. bot. Komar. Acad. Sci., Pl. Crypt, ser. 2 6: 434 (1950)

 

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Pholiotina coprophila (Kühner) Singer, Acta Inst. bot. Komar. Acad. Sci., Pl. Crypt, ser. 2 6: 434 (1950)

 

 

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