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APPUNTI SU ALCUNE PEZIZE DEL LITORALE ISTRO-GIULIANO prima parte


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#1 marinetto

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Inviato 26 settembre 2019 - 11:27

APPUNTI SU ALCUNE PEZIZE DEL LITORALE ISTRO-GIULIANO prima parte

di Paolo Picciola* e Marino Zugna**

 

(*) Paolo Picciola – Strada di Fiume, 52 - 34137 Trieste (TS) paolo.picciola2@gmail.com

(**) Marino Zugna - Località Rio Storto, 7 - 34015 Muggia (TS) marinozugna@gmail.com

 


Introduzione

Nell’ambito di uno studio finalizzato alla conoscenza della micoflora del litorale orientale dell’Alto Adriatico, gli autori presentano le seguenti specie appartenenti al Genere Peziza Fr.: Peziza boltonii, Peziza depressa, Peziza fimeti, Peziza michelii, Peziza petersii, Peziza phyllogena, Peziza queletii, Peziza succosa, Peziza succosella, Peziza varia, Peziza vesiculosa.

 

Prima parte: Peziza boltonii, Peziza depressa, Peziza fimeti, Peziza michelii, Peziza petersii, Peziza phyllogena.

 

Di ciascuna viene fornita la descrizione dei caratteri macro e microscopici e le immagini degli ascomi in habitat nonché quelle dei caratteri microanatomici essenziali. Ogni descrizione è seguita da brevi commenti e da alcuni confronti con le specie più vicine per agevolarne il riconoscimento.

Gran parte delle raccolte presentate provengono dalla zona periferica della città di Trieste, nei quartieri di Borgo San Sergio e Altura, lungo alcuni corsi d’acqua a regime torrentizio che scorrono su un terreno flyschoide.

Questi ambienti, diversamente dall’altopiano Carsico che è composto da rocce calcaree, si sono rivelati particolarmente adatti alla crescita di diversi ascomiceti per la presenza di terreni umidi e ombreggiati.

Alcune pezize sono state invece reperite su terreni antropizzati ricchi d’humus e/o di residui legnosi e/o di letame quest’ultimo anche posto in coltura: P. varia, P. fimeti e P. vesiculosa.

Altre specie sono state invece trovate nella fascia costiera istriana: P. phyllogena, P. boltonii, P. petersii, P. succosella.

 

Materiali e metodi

Gli ascomi sono stati fotografati in situ mediante fotocamera digitale Nikon D90 (P.P.) e Canon EOS 5D Mark II (M.Z.) e successivamente è stata effettuata una descrizione dei caratteri macroscopici.

Lo studio dei caratteri microanatomici è stato eseguito sia su materiale fresco sia su materiale d’erbario, in quest’ultimo caso reidratato in acqua distillata o una soluzione acquosa d’idrossido di potassio al 5%.

É stata utilizzata acqua distillata come mezzo di governo, il reagente di Melzer per l’accertamento dell'amiloidia di aschi e spore e infine il Blu Cotone lattico a caldo per evidenziare la loro eventuale ornamentazione.

Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre prelevabile a questo

indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità ottenute da spore fuoriuscite dagli aschi e senza tenere conto di eventuali ornamentazioni che, nel caso, si sono misurate a parte. Per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Le misure sottolineate si riferiscono alle medie.

Le foto concernenti la microscopia sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posta sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa con regolatore d'intensità.

Per quanto concerne la nomenclatura delle specie presentate si è fatto riferimento alle indicazioni contenute nei siti http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org.

Gli exsiccata sono depositati nell'erbario del gruppo micologico A.M.B. di Muggia e del Carso.

 

Classificazione: Fungi, Ascomycota, Pezizomycotina, Pezizomycetes, Pezizomycetidae, Pezizales, Pezizaceae, Peziza.

 

Tassonomia

 

Peziza boltonii Quél., Bull. Soc. bot. Fr. 25: 290 (1878)

 

Sinonimi: Galactinia boltonii (Quél.) Boud., Bull. Soc. mycol. Fr. 15: 20 (1899)

Ascoma largo 20-50 mm, sotto forma di apotecio variabilmente profondo, di forma irregolare, un po' compresso, mai del tutto spianato, orlo dentellato, lobato, ondulato e leggermente involuto, più o meno fessurato negli esemplari adulti, sessile. 

Superficie imeniale da liscia a finemente rugolosa, alle volte bitorzoluta, di colore violaceo scuro, imbrunente con l’età. 
Superficie esterna concolore alla superficie imeniale o leggermente più chiara, da finemente a grossolanamente forforacea, spesso ricoperta da piccole pustole violaceo-nerastre; base ricoperta da feltro miceliare di colore bianco.
Carne acquosa, di consistenza cassante, punta con uno spillo, non secernente siero; odore e sapore spermatici.
Sporata biancastra (II C) del codice di Romagnesi.
Spore (15,8)17,0 - 17,9 - 18,9(20,1) x (8,1)9,0 - 9,9 - 10,7(11) µm, Q. = 1,6 - 1,8 - 1,9; Vol. = 761 - 928 - 1118 µm³; ellissoidali, non appiattite ai poli, uniseriate, ialine, biguttulate quando immature, ornamentate da piccole verruche isolate. 

Aschi 260-312 x 12-15 µm, cilindrici, octosporici, pleurorinchi, amiloidi all’apice. 
Parafisi 3,8-5 µm di diametro, cilindriche, settate, con terminali di pari spessore o anche rastremati, spesso contenenti granulazioni interne di colore bruno-violaceo, di pari lunghezza o appena sopravanzanti gli aschi, base inflata.

Imenio 260-320 µm di spessore, formato dalla palizzata di aschi e parafisi.

Subimenio spesso in media 50 µm, composto da una serie di cellule catenulate subisodiametriche, supportanti gli aschi, con diametro medio di 15 µm, frammiste a cellule subglobose o globose, con diametro medio di 19,5 µm.
Excipulum medullare superiore spesso 300 µm, a textura globuloso-angularis, orientata prevalentemente in senso perpendicolare all’imenio, composta da cellule subisodiametriche misuranti 25-60 x 20-50 µm, frammiste a scarsi elementi globosi larghi 80-100 µm.
Excipulum medullare inferiore spesso 700 µm, a textura intricata, formata da ife cilindriche con diametro di 8-15 µm, disposte in senso perpendicolare all’imenio, con tendenza a disporsi parallelamente all’imenio nella porzione adiacente l’excipulum ectale, dove, le ife cilindriche si uniscono a delle cellule inflate, misuranti 75-105 x 35-60 µm e ad elementi più o meno vescicolosi con diametro 15-40 µm, tendenti a disporsi prevalentemente in senso parallelo all’imenio. 
Excipulum ectale spesso 400 µm, a textura globuloso-angularis formata da cellule subglobose, in media 27-54 x 16-35 µm, disposte prevalentemente in senso parallelo all’imenio.
Pustule alte 80-250 µm, formate da cellule catenulate, parallele all’imenio, con terminali subcilindrici, clavati, piriformi, larghezza della cellula apicale 13-25 µm.

 

Materiale studiato ed ambiente di raccolta: CROAZIA. Provincia: Pola. Comune: Novigrad/Cittanova. Località: Novigrad. Coordinate geografiche: 45°18'55.31"N 13°33'42.90"E. Altezza 2 m s.l.m. Habitat: a ridosso di un basso marciapiede costeggiante il sentiero, in un parco formato da alberi adulti di Pinus nigra, profondamente interrata nel terreno argilloso tipico del litorale istriano. Raccolta: 22.11.2009 (n° 4190). Legit. S. de Benigni & M. Zugna. Det. M. Zugna.

 

Osservazioni

Questa bella Peziza si fa riconoscere agevolmente già sul campo per il suo habitat di crescita, i suoi colori violacei, la carne priva di essudato e la parete esterna dell’apotecio costituita da piccole pustole violaceo-nerastre che gli conferiscono un aspetto ruvido.

Il quadro microscopico si caratterizza per l’excipulum medullare a due strati, le spore misuranti in media 17,9 x 9,9 µm, ornate da piccole verruche e le parafisi che contengono agli apici delle granulazioni violette.

La letteratura da noi consultata certifica un suo legame preferenziale con i luoghi bruciati (Grelet, 1979) e con i litorali sabbiosi (Marchetti et al., 2001; Lantieri, 2004).

É ritenuta una specie saprofita, la cui crescita è da correlare alla presenza di residui degradati di entità vegetali dei litorali marini (Lantieri, 2004). Il nostro ritrovamento è avvenuto vicino al mare, su terra rossa d’Istria frammista probabilmente a una componente sabbiosa marina.

P. boltonii può essere scambiata con altre specie che condividono le medesime colorazioni viola più o meno cariche.

Tra queste vanno da subito escluse le specie a spore lisce crescenti su terreni bruciati quali: P. lobulata (Velen.) Svrček [= P. pseudoviolacea Donadini] con spore più piccole (13-16 x 7-9 µm), prive di guttule a maturità, parafisi piegate all’apice, superficie esterna liscia o minutamente forforacea e P. moseri Aviz.-Hersh. & Nemlich con spore sempre più piccole (14-15 x 9-10 µm), costantemente biguttulate, la superficie esterna parimenti liscia o minutamente forforacea tendente ad assumere delle colorazioni violetto brunastre. Un’altra specie a spore lisce crescente sia su residui carboniosi sia sul terreno di boschi e giardini è P. queletii Medardi, Lantieri & Cacialli [=P. ampelina Quél.] caratterizzata da spore biguttulate ancor più grandi, misuranti 18-21 x 10-11 µm e da una superficie esterna inizialmente forforacea/granulosa di colore giallastro volgente al biancastro-ocra con riflessi bluastri.

Le altre specie, caratterizzate da spore ornamentate, di pari portamento, si differenziano o per le dimensioni sporali [P. pseudoampelina Donadini, 20-25 x 9,5-12 µm, Q = 2,1; P. tenacella Phillips, 11-14 x 6-8 µm, Q = 1,8; P. howsei Roze & Bound., 20-23,5 x 12 µm] o per la morfologia sporale [P. lividula W. Phillips, spore fusiformi] o per l’ornamentazione [P. azureoides Donadini, spore subreticolate).

Un’altra specie simile è Pachyella celtica (Boud.) Häffner [Peziza celtica (Boud.) M.M. Moser] che differisce per la presenza di peli ifali sull’excipulum ectale e per le spore più grandi dotate di verruche più grosse.

 

Peziza boltonii

Peziza boltonii 01_resize.jpg

 

sezione della carne in acqua

Peziza boltonii 02_resize.jpg

 

palizzata imeniale in acqua

Peziza boltonii 03_resize.jpg

 

1subimenio-2exc.med.sup.-3exc.med.inferiore-4exc.ectale

Peziza boltonii 04_resize.jpg

 

aschi in Melzer

Peziza boltonii 05_resize.jpg

 

aschi in Rosso Congo

Peziza boltonii 06_resize.jpg

 

parafisi in acqua

Peziza boltonii 07_resize.jpg

 

base delle parafisi e base degli aschi in acqua

Peziza boltonii 08_resize.jpg

 

spore in acqua

Peziza boltonii 09_resize.jpg

 

spore in blu Cotone lattico

Peziza boltonii 10_resize.jpg


Marino Zugna
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Inviato 26 settembre 2019 - 11:42

Peziza depressa Pers., Observ. mycol. (Lipsiae) 1: 40 (1796)

 

SinonimiGalactinia depressa (Pers.) Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Paris) (1907); Pachyella castanea Häffner, Rheinl.-Pfälz. Pilzj. 2(2): 127 (1992).

 

Ascoma fino a 45 mm di diametro, sotto forma di apotecio, sessile, ampiamente cupolato, in seguito spianato, con il margine da regolare a sinuoso, rivolto per lungo tempo verso la superficie imeniale, infine disteso negli apoteci aperti, con qualche rara fessura radiale.

Superficie imeniale liscia, lucente, nella zona centrale profondamente corrugata o con costolature radiali più o meno profonde, dapprima bruno-rossastra chiara, con eventuali riflessi olivastri, con l’età più o meno scura, da bruno testa di moro a nerastra in particolare nella zona centrale.

Superficie esterna dapprima concolore alla superficie imeniale, ma in poco tempo più chiara, da finemente a vistosamente forforacea.

Carne piuttosto abbondante e consistente, bruno-rossastra, non gemente latice, sapore e odore leggermente spermatici.

Spore (14,2)15,3 - 17,0 - 18,6(20,3) x (8,4)9,08 - 9,9 - 10,8(11,4) µm, Q. = (1,5)1,5 - 1,7 - 1,8(1,9); Vol. = (589)667 - 888 - 1096(1402) µm³, ellittiche, uniseriate, monoguttulate o molto raramente biguttulate, ornamentate da verruche di forma piuttosto regolare, in maggioranza coniche oppure arrotondate, alte 0,5 - 1,0 - 1,2 µm, libere e distanti, solo in alcuni casi ravvicinate a due a due, mai a formare brevi creste.

Aschi (267)268 - 308 - 352(352) x (13,7) 13,9 - 15,8 - 17,5(17,6) µm, cilindrici, octosporici, apice leggermente ristretto, base distintamente pleurorinca, amiloidi all’apice.

Parafisi (3,4)3,6 - 4,2 - 5,1(5,3) µm di diametro, cilindriche, settate, ialine, con sommità non bifida, larga (5,3) - 6,1 - (6,9) µm, ricoperte all’apice da abbondanti grumi epimembranari di colore giallo-brunastro, alle volte anastomosate in basso.

Imenio spesso in media 330 µm, molto scuro per la presenza di un gel brunastro.  

Subimenio spesso in media 50 µm, indifferenziato.

Excipulum medullare spesso in media 320 µm, a textura intricata, formato da ife cilindriche, settate, con diametro (4,2)4,6 - 6,49 - 8,1(10,0) µm, disposte perpendicolarmente all’imenio, frammisto a numerose cellule più o meno subglobose, con diametro 8,5 - 15,0 - 29,5 µm, nello strato immediatamente sotto la palizzata imeniale è composto da ife cilindriche frammiste a cellule prismatiche.

Excipulum ectale spesso in media 650 µm, a textura globulosa, composto in prevalenza da cellule sferiche, larghe (24,1)30,7 - 53,5 - 76,1(83,8) x (22,4)24,4 - 41,9 - 58,4(66,4) µm, Vol. = (7323)17273 - 61623 - 66657 (193786) µm³, disposte perpendicolarmente all’imenio, frammiste a rare ife connettive più o meno cilindriche, con diametro simile a quelle dello strato soprastante. Lo strato esterno e formato da una textura globuloso-angularis, con pigmento brunastro.

Peli 17,5 - 25,6 - 40,5 x 4,5 - 5,5 - 8,2 µm, non molto abbondanti, 1-2 volte settati, ialini, con elementi terminali da cilindrici a leggermente clavati.

 

Materiale studiato ed ambiente di raccolta: ITALIA. F.V.G. Trieste. Località: Borgo San Sergio (monte Castiglione). Coordinate geografiche: 45°37'0.19"N 13°49'24.05"E. Altezza 60 m s.l.m. Habitat: bosco misto di latifoglia (orniello, quercia e carpino nero), su terreno umido argilloso-arenaceo ai margini del rio Storto. Raccolta: 2.6.2018 (n° 7484).

Legit. P. Picciola. Determinatori M. Zugna, R. Belladonna & S. Basili.

 

Osservazioni

P. depressa si riconosce macroscopicamente per la crescita terricola, specialmente sui suoli umidi e argillosi, le colorazioni complessive bruno-rossastre che diventano bruno-nerastre con la maturazione, gli apoteci a forma di coppa aperta e poco profonda, la superficie imeniale segnata da profonde fessure radiali perlopiù nella zona centrale, la superficie esterna forforacea, la carne concolore alle superfici, priva di latice e con odore spermatico.

Il quadro microscopico è caratterizzato da spore di dimensioni 15-18 x 9-10 µm, in maggioranza monoguttulate, con verruche spinose isolate, perlopiù coniche, solo raramente unite tra loro a due a due, gli aschi pleurorinchi, la presenza di un gel di colore brunastro che ricopre la parte superiore degli aschi e delle parafisi, che diviene giallastro nella zona mediana, l’excipulum medullare a textura intricata, l’excipulum ectale da globulosa a globuloso-angularis, con peli terminali cilindrici o leggermente clavati.

P. depressa potrebbe essere confusa con P. saccardoana Cooke in virtù delle colorazioni piuttosto simili tra le due specie, ma quest’ultima si caratterizza per una crescita su terreni bruciati, le spore più piccole, 14-15,5 x 9-10 µm, decorate da verruche coniche o arrotondate.

 

Peziza depressa

Peziza depressa 01_resize.JPG

 

sezione della carne in acqua

Peziza depressa 02_resize.jpg

 

palizzata imeniale in acqua

Peziza depressa 03_resize.jpg

 

1 subimenio, 2exc.med.sup.3exc.med.inferiore4 exc.ectale.

Peziza depressa 04_resize.jpg

 

aschi in Melzer

Peziza depressa 05_resize.jpg

 

aschi in acqua

Peziza depressa 06_resize.jpg

 

parafisi in acqua

Peziza depressa 07_resize.jpg

 

spore in acqua

Peziza depressa 08_resize.jpg

 

spore in blu Cotone lattico

Peziza depressa 09_resize.JPG


Marino Zugna
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Inviato 26 settembre 2019 - 11:45

Peziza fimeti (Fuckel) E.C. Hansen, Vidensk. Meddel. Dansk Naturhist. Foren. Kjøbenhavn: 267 (1876).

 

BasionimoHumaria fimeti Fuckel, Jb. nassau. Ver. Naturk. 25-26: 338 (1871).

SinonimiPeziza bovina W. Phillips, Man. Brit. Discomyc. (London): 101 (1887); Aleuria bovina (W. Phillips) Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Paris) (1907); Humaria bovina (W. Phillips) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 8: 146 (1889); Humaria fimeti Fuckel, Jb. nassau. Ver. Naturk. 25-26: 338 (1871); Aleuria fimeti (Fuckel) Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Paris): 44 (1907); Galactinia fimeti (Fuckel) Svrček & Kubička, Česká Mykol. 15: 74 (1961); Peziza fimeti (Fuckel) Seaver, North American Cup-fungi, (Operculates) (New York): 232 (1928); Plicaria fimeti (Fuckel) Rehm, in Winter, Rabenh. Krypt.-Fl., Edn 2 (Leipzig) 1.3(lief. 43): 1009 (1894) [1896]; Peziza granularis Donadini, Bull. Soc. Linn. Prov. 30: 73 (1977) (nom. illegit.).

 

Ascoma 5-25 mm di diametro, all’inizio subgloboso, successivamente a forma di coppa, in vetustà quasi spianato, margine distintamente crenulato negli esemplari giovani e adulti, quasi liscio in vecchiaia, sessile o con pseudostipite lungo fino ai 12 mm negli esemplari cresciuti in coltura.

Superficie imeniale liscia, all’inizio di colore beige, poi ocraceo brunastra, marroncino brunastra nell’esemplare vetusto.

Superficie esterna disseminata di piccole granulazioni furfuracee tendenti a scomparire negli ascomi maturi, di colore beige, ocra chiaro, infine brunastro.

Carne ceracea, fragile, sottile, all’inizio biancastra ma presto beige, poi ocracea, infine marrone chiaro, alla sezione secerne un po' di liquido incolore; odore poco distinto, lieve, non spermatico, sapore acquoso, non ben definito.

Spore (19,4)22,0 - 22,3 - 24,5(25,0) x (10,7)11,8 - 11,9 - 13,3(13,9) µm, Q = (1,7)1,7 - 1,8 - 1,9(2,0) µm, Vol. = (1253)1625 - 1654 - 2252(2512) µm³; strettamente ellittiche, lisce, ialine, alle volte, in acqua evidenzia una guttula centrale poco appariscente, non riscontrabile dopo il passaggio in blu lattico.

Aschi (287,9)293,1 - 305,2 - 334,9(335,2) x (18,8)19,2 - 20,5 - 22,0(22,2) µm, Vol. m. = 68673 µm³; cilindrici,

octosporici, amiloidi, con una lunga coda pleurorinca.

Parafisi 3,6 - 4,8 µm di diametro, apice largo fino a 6,5

µm, cilindriche, settate, ialine o leggermente pigmentate, leggermente ricurve e appena eccedenti gli aschi.

Imenio spesso all’incirca 340 µm.

Subimenio spesso all’incirca 60 µm, a textura globulosa-angularis, costituito da cellule prismatiche (10,9)11,5 - 15,13 - 25,0(28,3) x (9,0)10,1 - 15,1 - 32,9(33,4) µm, Vol. m. = 4083,8 µm³; frammisto a qualche rara ifa subcilindrica.

Excipulum medullare spesso all’incirca 1950 µm, a textura globulosa, costituito da cellule globose o largamente ellissoidi µm, di dimensioni (49,3)55,9 - 77,8 - 168,8(197,9) x (34,6)53,1 - 74,6 - 125,8(152,5) µm, Vol. m. = 122094 µm³, frammiste a ife connettive subcilindriche, settate, perpendicolari alla superficie imeniale.

Excipulum ectale spesso all’incirca 160 µm, a textura globulosa-angularis, formato da cellule subglobose o leggermente angolari (27,7)37,6 - 40,7 - 71,1(76,1) x (22,8)30,6 - 35,8 - 66,0(96,0) µm, Vol. m. = 75338 µm³.

Peli ifoidi (74,7) 84,1 - 97,0 - 126,1(145,3) x (5,8)6,8 - 9,07 - 12,7(16,0) µm, 2-3(4) volte settati, cilindrici, ristretti ai setti, terminali di pari spessore o appena clavati, ialini, localizzati in sparsi mucchietti sulla superficie esterna più abbondanti negli esemplari giovani.

 

Materiale studiato ed ambiente di raccolta: Ribnica (SLO). Località: Prilesje. Coordinate geografiche: 45°48'45.53"N 14°39'22.31"E. Altezza 625 m s.l.m. Habitat: Su sterco di Orso "Ursus arctos", in coltura. Raccolta: 13/04/2014. (n°5695). Leg. & det. M. Zugna.

 

Osservazioni

P. fimeti, a differenza della specie precedente, cresce selettivamente su escrementi con una preferenza per quelli di vacca e di cavallo, talvolta anche su sterco di animali selvatici (Doveri, 2004).

É una specie di piccole dimensioni, i cui apoteci non oltrepassano i 20-25 mm di diametro.

Si distingue dalle forme minute di P. vesiculosa unicamente per la struttura dell’excipulum medullare composto da un singolo strato a textura globulosa.

 

Peziza fimetii

Peziza fimeti 01_resize.jpg

 

sezione della carne in acqua

Peziza fimeti 02_resize.jpg

 

palizzata imeniale in acqua

Peziza fimeti 03_resize.jpg

 

1 subimenio e exc.med.2 exc.med.3 exc.med.4 exc.ectale.

Peziza fimeti 04_resize.jpg

 

aschi in Melzer

Peziza fimeti 05_resize.JPG

 

aschi in acqua

Peziza fimeti 06_resize.JPG

 

parafisi in acqua

Peziza fimeti 07_resize.JPG

 

spore in acqua

Peziza fimeti 08_resize.jpg

 

spore in blu Cotone lattico

Peziza fimeti 09_resize.JPG


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Inviato 26 settembre 2019 - 11:49

Peziza michelii (Boud.) Dennis, British Cup Fungi & their Allies: 15 (1960)

 

Basionimo: Galactinia michelii Boud., Bull. Soc. mycol. Fr. 7: 215 (1891)

Sinonimi: Galactinia plebeia Le Gal, Revue Mycol., Paris 2: 208 (1937); Peziza plebeia (Le Gal) Nannf., Fungi Exsiccati Suecici: no. 1373 (1946).       

 

Ascoma fino a 20 mm di diametro, sotto forma di apotecio, irregolarmente cupolato, un po’ compresso, sessile, con il margine rivolto verso l’alto, irregolare, a tratti lobato.

Superficie imeniale liscia, un po’ venosa nella parte centrale, di colore rossiccio-bruno.

Superficie esterna liscia, pruinosa nella zona marginale, brunastra con sfumature rossastre.

Carne ceracea, brunastra chiara, alla frattura secerne un latice acquoso, dapprima incolore, ma giallo dopo qualche minuto che colora anche la carne; sapore e odore non testati.

Imenio spesso in media 300 µm.

Spore (14,3)15,4 - 16,5 - 17,8(20,6) x (6,7)8,0 - 8,8 - 9,7(10,5) µm, Q. = (1,5)1,6 - 1,8 - 2,0(2,3); Vol. = (381)518 - 683 - 845(1013) µm³, ellissoidali, in alcuni casi con i poli leggermente appiattiti, uniseriate, cianofile, biguttulate o raramente monoguttulate in acqua, ornamentate da verruche alte meno di 1.0 µm, di forma piuttosto regolare, perlopiù libere, allungate, in alcuni casi riunite a formare brevi creste, mai confluenti in un reticolo.

Aschi (270)276 - 291 - 306(316) x (10,5)11,8 - 13,5 - 15,3(16,4) µm, cilindrici, octosporici, con apice leggermente ristretto e base pleurorinca, amiloidi all’apice.

Parafisi (3,3)3,5 - 4,2 - 5,0(5,0) µm di diametro, cilindriche, settate, non forcate, apice di pari spessore o leggermente allargato, contenenti granulazioni giallo-brunastre.

Subimenio spesso in media 140 µm, a textura intricata, composto da ife cilindriche, settate, ialine, sinuose, aggrovigliate, con diametro di (4,8)5,0 - 7,3 -9,6(9,8) µm.

Excipulum medullare spesso in media 670 µm, a textura globulosa formato da cellule più o meno sferiche, con diametro (24,2)27,1 - 46,9 - 64,2(73,8) µm, disposte perpendicolarmente all’imenio, frammiste a numerose ife connettive. Excipulum ectale poco differenziato, a textura globulosa, formato da cellule globulose-allungate, di diametro inferiore a quelle dell’excipulum medullare, di dimensioni (8,2)8,5 - 12,0-14,8(18,8) µm, presente un pigmento intraparietale brunastro. Peli esterni non evidenti.

 

Materiale studiato ed ambiente di raccolta: ITALIA. F.V.G. Trieste. Località: Trieste rio Spinoleto (quartiere Altura). Coordinate geografiche: 45°37'48"N 13°48'59"E. Altezza 125 m s.l.m. Habitat: su terreno umido argilloso-arenaceo, sulle sponde del rio Spinoleto. Raccolta: 3.6.2018 (n° 7483). Legit. P. Picciola. Determinatori M. Zugna, R. Belladonna & S. Basili.

 

Osservazioni. michelii è una specie ad ampio areale di crescita frequentatrice dei boschi, dei parchi e dei giardini. Si sviluppa con maggiore frequenza nei luoghi e nei periodi umidi dell’anno, dalla primavera all’autunno, su terreno argilloso e sabbioso. Si caratterizza macroscopicamente per le colorazioni della superficie imeniale assai variabili, nelle forme tipiche presenta sempre colorazioni violacee ben evidenti, negli esemplari maturi, invece, spesso predominano colorazioni rossiccio-brunastre o cognac-rossicce. La sua superficie esterna è liscia, forforacea verso l’orlo, solitamente bruna o bruno-rossastra, raramente di colore giallo intenso (Garofoli & Baiano, 1996; Medardi & Consiglio, 2013) mentre la carne secerne un latice non molto abbondante, acquoso, dapprima ialino, che diviene, dopo qualche minuto di colore giallo. Al microscopio si fa riconoscere per le spore decorate da verruche grossolane e allungate, non eccedenti 1 µm di altezza, isolate, gli aschi con base pleurorinca, le parafisi leggermente allargate all’apice con un pigmento interno giallastro e gli excipulum poco differenziati, entrambi a textura globulosa. Gli ascomi del nostro ritrovamento non presentavano le tipiche colorazioni viola o viola-porpora di P. michelii ma già al momento di raccolta si è individuato il colore giallo del latice, il che ha permesso di orientare la nostra ricerca all’interno delle pezize a latice ingiallente. Nell’ambito di tale raggruppamento, P. michelii può essere scambiata in primis con P. berthetiana Donadini, anch’essa terricola, con imenoforo vinoso-violaceo scuro, con eventuali riflessi bruni, la superficie esterna giallastro-cognac, pruinosa, la carne secernente un latice giallo-verde, le spore con uguali dimensioni, ma dotate di verruche piccole, con rare connessioni. Tra le due specie vi è inoltre una differenza strutturale di una certa importanza poiché in P. berthetiana il subimenio è di textura globulosa-angularis e l’excipulum medullare è composto da due strati ben distinti: lo strato superiore a textura intricata e quello inferiore a textura globulosa. Nella specie qui presentata, invece, il subimenio è di textura intricata mentre l’excipulum, come sopra riportato nella descrizione, presenta una struttura uniforme a textura globulosa. michelii potrebbe rassomigliare, in presenza di ascomi con vistose tonalità violetto liliaceo a P. sesiana Garofoli & Baiano ben caratterizzata dall’habitat lignicolo, dalla carne e dal micelio di colore lilla, da spore più grandi (18)19-20(22) x (8)9-10(11) µm, dotate di verruche piccole e fitte, coniche o tondeggianti e dagli aschi a base aporinca.

Quest’ultima specie produce anch’essa un latice acquoso che, a differenza di P. michelii, rimane incolore anche se esposto all’aria a contatto con la carne, ma se isolato sulla carta assorbente bianca, dopo circa cinque minuti, vira rapidamente al giallo-cromo (Garofoli & Baiano, 1996).

P. infuscata Quél, si distingue da P. michelii per l’assenza di sfumature violette nei giovani ascomi, gli aschi aporinchi e le spore dotate di piccole verruche non allungate ma tondeggianti e coniche.

P. succosa Berk. è ben riconoscibile per la superficie imeniale inizialmente di colore bianco uniforme che diviene con lo sviluppo di colore grigio-nocciola-miele con eventuali tinte brunastre, le spore più grandi, (16)18-20(21) x (8,5)9,5-11(12) µm, gli aschi aporinchi e le parafisi ramificate all’apice.

Infine, P. succosella (Le Gal & Romagn.) M.M. Moser ex Avizohar-Hershenzon & Nemlich distinguibile dalla specie in trattazione per gli ascomi più sottili, di taglia inferiore, fino ai 20-25 mm di diametro, con colorazioni grigio scure o grigio-olivaceo-fuligginose, prive di tinte violacee, le spore principalmente monoguttulate, decorate da piccole verruche tondeggianti o spigolose, a volte un po’ allungate, disposte regolarmente.

 

Peziza michelii

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sezione della carne in acqua

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palizzata imeniale in acqua

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1 subimenio e exc.med.2 exc.med.3 exc.med.e exc.ectale4 exc.ectale

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aschi in Melzer

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aschi e parafisi in Rosso Congo

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base degli aschi in acqua

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parafisi pigmentate in acqua

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spore in acqua

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spore in blu Cotone lattico

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Marino Zugna
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Inviato 26 settembre 2019 - 11:53

Peziza petersii Berk., Grevillea 3 (28): 150 (1875)

 

SinonimiGalactinia petersii (Berk. & M.A. Curtis) Le Gal, Discom. de Madagascar: 51 (1953); Discina lumbricalis

(Cooke) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 8: 101 (1889); Galactinia sarrazini Boud., Champ. Fr.: 3 (1887); Peziza

lumbricalis Cooke, Grevillea 8(no. 46): 61 (1879).

 

Ascoma largo 20-40 mm, sotto forma di apotecio, sessile, profondamente cupolato, mai completamente spianato a maturità, orlo da sinuoso a lobato, infine frastagliato.

Superficie imeniale liscia, all’inizio di colore ocra-grigiastro, a maturità color nocciola, fulvo-rossastro.

Superficie esterna da liscia a forforosa specialmente verso il bordo, più pallida dell’imenio, ocra- grigiastra, nocciola, schiarente fino al biancastro nella parte inferiore.

Carne cassante, grigiastra, punta con uno spillo non secerne alcun siero, odore da erbaceo a leggermente spermatico.  

Spore (9,8) 11,0 - 11,9 - 12,8 (13,4) x (5,2) 5,8 - 6,2 - 6,6 (6,9) µm, Q. = (1,6) 1,7 - 1,9 - 2,07 (2,1), Vol. = (138,9) 207,9 -241,8 - 292,5 (307,9) µm³, ellissoidali, ialine, biguttulate, uniseriate, mediamente verrucose, con verruche isolate o riunite in brevi creste.

Aschi 260 - 300 x 10 - 12 µm, cilindrici, rastremati alla base, octosporici, con base pleurorinca poco visibile, amiloidi all’apice

Parafisi 3 - 5 µm di diametro, apice largo fino a 10 µm, cilindriche, settate, con terminali pigmentati di bruno.

Subimenio spesso in media 50 µm, a textura globuloso-angularis, formato da cellule gelatinizzate, misuranti in media 12 - 21 x 11 - 23 µm.

Excipulum medullare superiore spesso in media 210 µm, a textura globulosa, composta da cellule globose o subglobose con diametro medio 60 - 95 µm, ialine.

Excipulum medullare inferiore spesso in media 330 µm, a textura intricata, disposta perpendicolare all’imenio, formata da ife cilindriche con diametro 3,5 - 11 µm, settate, ialine.

Excipulum ectale spesso 270 µm, a textura globulosa, composto da cellule globose con diametro medio 35 - 70 µm, ialine; strato più esterno formato cellule globo se con diametro medio 15 - 30 µm, pigmentate di bruno.

 

Materiale studiato ed ambiente di raccolta:

CROAZIA. Pola. Comune: Umago. Coordinate geografiche: 45°26'40.48"N13°30'51.63"E. Altezza 8 m s.l.m. Habitat: su residui carboniosi di un vecchio fuoco. Raccolta: 02.04.2016 (n° 6255). Legit. Sconosciuto. Det. M. Zugna.

 

Osservazioni

La nostra descrizione di P. petersii si basa su una raccolta croata che ci è stata portata da un raccoglitore locale durante l’annuale fiera della spugnola che si svolge a Umago (Pola) nel primo week-end di aprile.

La specie in questione cresce selettivamente nei luoghi bruciati associandosi preferibilmente a Funaria hygrometrica.

Cresce solitamente in gruppi di numerosi esemplari e per un lungo arco temporale riuscendo a fruttificare copiosa e a più riprese per molti anni dopo l’incendio.

Macroscopicamente si riconosce per la forma profondamente cupolata, sui colori bianco-grigiastri verso la base che divengono brunastri verso l’alto.

Sotto il profilo microscopico è ben caratterizzata per le spore ellissoidali, ialine, biguttulate e decorate da verruche spesso riunite ed allungate. Inoltre, la carne è composta da tre strati distinti: l’excipulum medullare superiore a textura globulosa, l’excipulum medullare inferiore a textura intricata e l’excipulum ectale a textura globulosa.

Negli stessi ambienti fruttificano altre pezize con le caratteristiche cromatiche e morfologiche piuttosto simili rispetto alla specie trattata.

Tra queste menzioniamo P. saccardiana Cooke caratterizzata da colorazioni rosso-brune mescolate a tinte porpora, spore più grandi, 14-17(18) x 9-10 µm, decorate da verruche appuntite e carne composta essenzialmente dall’excipulum medullare a textura globulosa, mentre, l’excipulum ectale è poco differenziato in quanto composto da una textura globosa-angularis con catene di cellule terminali claviformi fuoriuscenti dal tessuto fino a 80-100 µm.

Un’altra specie che condivise con P. petersii il medesimo substrato di crescita e le colorazioni complessive di fondo degli apoteci è P. echinospora Karst. il cui contrassegno è rappresentato dalle spore tipicamente echinulate soprattutto ai poli, con spine lunghe fino a 2 µm osservabili anche in acqua e una carne differenziata in quattro strati.

 

 

Peziza petersii

Peziza petersii 01_resize.JPG

 

sezione della carne in acqua

Peziza petersii 02_resize.jpg

 

palizzata imeniale in acqua

Peziza petersii 03_resize.jpg

 

1 subimenio 2 exc.med.sup. e inferiore 3 exc.med.inferiore 4 exc.med.inferiore e ectale

Peziza petersii 04_resize.jpg

 

aschi in Melzer

Peziza petersii 05_resize.jpg

 

aschi e parafisi in acqua

Peziza petersii 06_resize.jpg

 

base degli aschi in acqua

Peziza petersii 07_resize.jpg

 

parafisi pigmentate in acqua

Peziza petersii 08_resize.jpg

 

spore in acqua

Peziza petersii 09_resize.jpg

 

spore in blu Cotone lattico

Peziza petersii 10_resize.jpg


Marino Zugna
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Inviato 26 settembre 2019 - 12:56

Peziza phyllogena Cooke, Mycogr., Vol. 1. Discom. (London): 148, fig. 251 (1877)

 

BasionimoPeziza badioconfusa Korf, Mycologia 46(6): 838 (1954)

SinonimiGalactinia badioconfusa (Korf) Svrček & Kubička, Česká Mykol. 17: 68 (1963)

 

Ascoma fino a (80) 90 mm di diametro, composto da un apotecio inizialmente semichiuso e profondo, a volte un po' compresso e irregolare negli esemplari subcespitosi, in questa fase di sviluppo raggiunge i 30 mm di diametro, in seguito nettamente espanso e ancor più grande, quasi il doppio o ancor di più; sessile o con un basso e largo pseudostipite, quest’ultimo carattere si evidenza negli esemplari sezionati.

Superficie imeniale liscia, di colore fulvo-aranciato allo stadio giovanile, poi con tinte bruno-olivacee o grigio-ocra-olivacee, a maturazione tendente al brunastro scuro.

Superficie esterna finemente feltrata, asciutta, di colore fulvo-aranciato con riflessi olivacei, a volte per trasparenza si notano dei riflessi violetti nella parte inferiore della coppa, a maturazione prevalgono le tonalità bruno-olivastre; alla base può essere presente un feltro miceliare di colore bianco. Orlo dapprima involuto, poi aperto, ondulato, non fessurato.

Carne aquosetta, di consistenza elastica, di colore lillacino-violetto nell’excipulum medullare, la porzione inferiore dell'apotecio si presenta biancastra o fulva, se punta con uno spillo secerne un siero opalescente; sapore di mele cotte, odore leggero, da giovane erbaceo, in vecchiaia sub spermatico.  

Semi (18,5)19,1 - 19,9 - 20,8(21,5) x (8,9)9,2 - 9,6 - 10,0(10,5) µm, Q. = 1,951 - 2,07 - 2,21, Vol. = 869 – 979 - 1097 µm³, da ellissoidali a subfusiformi, spesso con apici leggermente appiattiti, uniseriate, ornate da verruche isolate ed allungate; con una o due guttule in quelle immature

Aschi 285,0 - 341,6 - 344,0 x 12,8 - 13,9 - 14,1 µm, cilindrici, octosporici, base pleurorinca, amiloidi all’apice.

Parafisi 3,8 - 5,51 - 6,7 µm di diametro, cilindriche, ialine, brevemente settate, terminali di pari spessore o leggermente allargati.

Subimenio spesso 34,5 - 58,0 - 72,5 µm, formato da un sottile strato di cellule subisodiametriche, 7,5 - 12,7 - 18,3 x 6,1 - 10,5 - 16,8 µm, pigmentate di bruno.

Excipulum medullare superiore spesso 510 µm, a textura globulosa, composta da cellule ialine, di forma subglobosa o piriforme 30,1 - 41,8 - 70,9 x 18,2 - 32,8 - 55,4 µm, orientata prevalentemente in senso perpendicolare all’imenio, frammiste a ife connettive cilindriche 8,36 - 11,6 - 16,40 µm di diametro.

Excipulum medullare inferiore spesso 445 µm, a textura intricata, disposta prevalentemente perpendicolare all’imenio, formata da ife cilindriche 4,1 - 7,1 - 10,5 µm di diametro, pigmentate di bruno chiaro.

Excipulum ectale spesso 305 µm, a textura globulosa/angularis formata da cellule 24,8 - 42,8 - 78,2 x 17,7 - 27,8 - 43,1 µm, pigmentate di giallo-oliva e spesso leggermente incrostate.

Peli esterni 44,0 - 83,5 - 91,5 x 8,1 - 12,2 - 12,3 µm, ialini, cilindrici, una o due volte settati, con apice di pari spessore o leggermente clavato.

 

Materiale studiato ed ambiente di raccolta:

CROAZIA. Provincia: Pola. Comune: Tar/Torre. Coordinate geografiche: 45°17'47.25"N13°34'54.39"E. Altezza 20 m s.l.m. Habitat: pineta mediterranea in presenza di Quercus ilex. Raccolta: 12.02.2016 (n° 6254). Legit. P. Picciola & G. Ferisin. Det. M. Zugna. ITALIA. F.V.G. Comune Dolina/San Dorligo. Località: Draga S. Elia. Coordinate geografiche: 45°37'40.75"N 13°52'55.21"E. Altezza 405 m s.l.m. Habitat: pineta d’impianto a pino nero con latifoglie. Raccolta: 23.04.2016 (n° 6387). Legit. P. Picciola & det. M. Zugna.

 

Osservazioni

Peziza phyllogena possiede dei caratteri morfologici e cromatici piuttosto variabili a seconda delle fasi di sviluppo: fino a 30-40 mm nei giovani ascomi, fino a 80-90 mm in quelli maturi.

É una specie primaverile, crescente su terra nuda e compatta o in presenza di residui fogliari nei boschi di latifoglia, specialmente querceti ad areale submediterraneo. La sua crescita può essere isolata oppure manifestarsi in diversi individui anche appressati tra di loro.

Nelle nostre raccolte abbiamo riscontrato, nelle fasi giovanili di crescita, una superficie imeniale colorata di fulvo con riflessi aranciati, negli ascomi maturi, invece, ha assunto delle tinte bruno-rossastre anche molto cariche mescolate a riflessi olivacei. La superficie esterna è feltrata, più o meno concolore a quella imeniale.

Il carattere macroscopico più importante di questa Peziza è costituito dalla colorazione violetta più o meno chiara o cerulea della carne che può volgere al marrone chiaro con lo sviluppo. In quest’ultimo caso la determinazione è più complicata per la mancanza del suo carattere cromatico più caratteristico.

Nei giovani ascomi di raccolta croata abbiamo avuto la possibilità di apprezzare un latice opalescente piuttosto abbondante gemente dalla carne, particolare non segnalato nella bibliografia da noi consultata
Lo studio di questa Peziza ci ha fatto riflettere sull’importanza di studiare e descrivere esemplari in tutti gli stadi di sviluppo in modo da comprendere la complessità dei mutamenti morfologici, cromatici e microanatomici che si manifestano nell’intero ciclo di sviluppo degli apoteci.

Sul piano microscopico P. phyllogena si identifica per le grandi spore, di dimensioni 22-23 x 6-7 µm, strettamente ellissoidali, con verruche isolate e tipicamente allungate che non si addensano sulle zone polari, per l’excipulum medullare a doppio strato, quello superiore a textura globulosa, quello inferiore a textura intricata.

Sul campo può essere facilmente confusa con P. badia Per. . Fr., un taxon a crescita estiva o autunnale, dalle colorazioni brune con riflessi olivacei o violacei più o meno evidenti. Si distingue da P. phyllogena per le spore più piccole (16,5-19,0 x 8,6-11 µm) decorate da verruche unite da un reticolo incompleto.

Per i colori a tonalità verdastre è simile a P. polaripolulata (J. Moravec) K. Hansen, la quale possiede dimensioni più piccole (fino a 25-35 mm di diametro), presto distesi, le spore un po' più piccole, 17-19(21) x 7-8(10) µm, decorate da verruche che si addensano sui poli a formare delle basse calotte.

P. badioides Donadini possiede dimensioni e colorazioni sovrapponibili a quelle di P. phyllogena, la prima però si caratterizza per l’excipulum medullare composto da tre strati (superiore a textura globulosa o globulosa-angularis, intermedio di textura intricata, inferiore di textura globulosa o globulosa-angularis) e per le spore di dimensioni un po' più piccole di P. phyllogena [17-20 x 8-9,5(10) µm] formate da verruche puntiformi, unite sui poli a formare una calotta più o meno evidente spessa fino a 2-2,5 µm (Lantieri & Medardi, 2017).

P. arvernensis Roze & Buod. presenta colori più pallidi, spore di dimensioni più piccole, finemente decorate da verruche puntiformi, isolate.
P. micropus Pers.: Fr. si separa per la crescita lignicola, l’ascoma munito di un piccolo piede e le spore lisce di dimensioni molto più piccole, misuranti 14-17 x 8-10 µm.

 

 

Peziza phyllogena

Peziza phyllogena 01_resize.jpg

 

sezione della carne in acqua

Peziza phyllogena 02_resize.JPG

 

palizzata imeniale in acqua

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1subimenio 2exc.med.sup.3exc.med.inferiore4 exc.ectale

Peziza phyllogena 04_resize.jpg

 

aschi in Melzer

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aschi in acqua

Peziza phyllogena 06_resize.JPG

 

parafisi in Rosso Congo

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base delle parafisi in acqua

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spore in acqua

Peziza phyllogena 09_resize.jpg

 

spore in blu Cotone lattico

Peziza phyllogena 10_resize.JPG


Marino Zugna
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