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Hebeloma ochroalbidum


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Inviato 20 luglio 2006 - 19:52

Hebeloma ochroalbidum Bohus, (1972)

Sinonimi: Agaricus crustuliniformis Bull., 1787: pl. 308; Hebeloma crustuliniforme (Bull.) QuÚl., 1872: Hebeloma crustuliniforme var. tiliae Brasinsky, 1987: Hebeloma albocolossus M. Moser, 1985.

Descrizione della raccolta:
Cappello 6-9 cm, da convesso a piano-emisferico, con o senza largo e basso umbone, margine leggermente involuto, poco viscido, da biancastro a crema-ocraceo, quasi monocolore, con il disco leggermente pi¨ marcato in etÓ. Lamelle adnate, appena subdecorrenti, frammiste a lamellule 1L/3l, bianco-rosate in giovent¨, ocraceeo-rosate in seguito, infine bruno cioccolato, filo lamellare biancastro, fioccoso, apparentemente crenulato, ricoperto da goccioline acquose, da prima ialine, in seguito opalescenti “a causa delle spore mature inglobate”, sono distribuite pi¨ o meno casualmente sul filo lamellare delle lamelle. Sporata bruno tabacco. Gambo 4-8 x 1-2 cm, cilindrico, con base non allargata, mai bulbosa, all’inizio pieno, poi fistoloso, da bianco-biancastro a ocra pallido “concolore al cappello”, fino a ocra ocra-bruniccio per invecchiamento o per sporata, ricoperto da scagliette e fioccositÓ biancastre “pi¨ scure per le spore” su buona parte della superficie ma soprattutto verso l’apice. Goccioline acquose, ialine, in seguito opalescenti “per sporata”, ricoprono la parte alta del gambo. Carne soda nel giovane, poi fibrosa, specialmente nel, gambo, bianca, poi ocrecea, con odore al momento lieve quasi di erba bagnata ma non rapanoide, quindi, dopo la sezione, leggermente rapanoide, carne con gusto di sapone ma non amara alla masticazione, di colore ocra, basidiomi non annerenti in exsiccatum.

Microscopia.
Spore 10,2-12,3 x 5,8-7,3 Ám, media 11,5 x 6,4 Ám, Q. 1,6-1,9 Ám, Q.M., 1,79 Ám, amigdaliformi, giallastre in H2O, finemente ormanentate da verruche basse e dense, alle volte concatenate per brevi tratti quasi a formare un pseudoreticolo a maglie aperte, perisporio evidente ma poco distaccato, da poco a mediamente destrinoidi, parete mediamente spessa e apicolo laterale pronunciato. Basidi 27-37 x 9-11 Ám, tetrasporici. Cheilocistidi 48-105 x 7,5-10,5 Ám, con base ° 3-3,5 Ám, sinuosi, da cilindrico-clavati a lungamente clavati, mai capitulati, su densamente fascicolati su tutto il filo lamellare al punto da renderlo sterile. Trama lamellare formata da ife cilindriche, ialine. Caulocistidi di due forme ben distinte, i primi, 30-70 x 10-15 Ám, sono sinuosi, cilindrico-filiformi, con apice leggermente allargato, non molto numerosi, isolati o a piccoli mazzetti nel primo quarto superiore del gambo. Il secondo tipo misura 20-50 x 25-30 (40) Ám, sono pi¨ o meno piriformi, subglobosi, con breve e stretto pedicello basale e vanno a formare le scagliette che ornano la parte alta del gambo. Pileipellis formata da ife disposte disordinatamente ed immerse in un gel, filiformi, cilindriche, ° 2,7-5 Ám, in alcuni casi l’ultimo setto ha una forma leggermente allargata ° 6-7,5 Ám, a parete liscia, ma alle volte leggermente rugulosa nel mediostrato, ipocute composta da ife in media leggermente pi¨ tozze, frammista a ife simili a quelle della pileipellis.

Osservazioni:
sistematicamente, H. ochroalbidum viene posto, dal Professor Marcel Bon, nel Sottogenere Hebeloma, Sezione Denudata (Fr.) Sacc. SottoSezione Leucosarcia Bon.
Macroscopicamente, si differenzia da H. crustuliniforme per i colori pileici pi¨ chiari, la carne con odore non rapanoide o avvertibile solo al taglio e la carne pressochÚ dolce.
Nella pi¨ recente monografia su questo genere “VESTERHOLT J., 2005”, l‘Autore pone H. ochroalbidum in sinonimia con H. crustuliniforme, ritenendo le caratteristiche differenziali tra i due Taxa troppo labili per mantenere il Taxon in vita “nemmeno a livello varietale”.
L’Autore, in ogni caso, nella stessa monografia da una rilevanza assoluta alla destrinoidia delle spore. Come ben sappiamo, H. crustuliniforme possiede spore non destrinoidi, particolaritÓ questa, che va a contrastare con quanto riscontrato nella nostra raccolta.
Oltre alle differenze morfologiche riscontrate; Colore dei basidiomi, stazza, odore e gusto della carne”, microscopicamente, le spore destrinoidi, potrebbero essere un carattere significativo per mantenere il Taxon distino a livello specifico.
Citiamo anche, per dovere di cronaca, la particolaritÓ riscontrata nella forma di alcuni caulocistidi, forma che, non abbiamo riscontrato essere citata nella letteratura da noi consultata.

Habitat e Raccolte studiate:
Exsiccatum in erbario EGMC n░ 2966; sette esemplari in diversi stadi di crescita. Raccolta effettuata il 03/11/2005, Muggia (TS) Laghi di Noghere. Habitat: nei pressi del laghetto, sotto Populus sp., Alnus glutinosa, in terreno argilloso. Det. M. Zugna, E. Bizio, legit: R., Cainelli, A. Aiardi.

Bibliografia consultata:
A. A., vari, 1997: Il bosco Vignano; Guida storico naturalistica e invito all’educazione ambientale.
BON M., 2002: ClÚ de determination du genre HEBELOMA. Documents mycologiques, Tome XXXI, Fascicule n░123, 3-40.
BREINTENBACH J. & KR─NZLIN, 2000: Champignons de Suisse, Tome 5. Lucerne.
K▄HNER R. & ROMAGNESI H., 1953; Flore Analytique des Champignons supÚrieurs. Paris.
LA CHIUSA L., 1999: Contributo allo studio del genere Hebeloma; RdM, 1999, 3: 221 – 240.
MALENăON G. & BERTAULT R., 1970 : Champignons supÚrieurs du Maroc et de l’Afrique du nord, Tome 1, Rabat.
MOSER M., 1980: Guida alla determinazione dei funghi. Vol. 1. Trento.
VESTERHOLT J., 2005: The genus Hebeloma; Fungi of Northern Europe, Vol. 3.
Marino Zugna
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Inviato 27 gennaio 2007 - 00:49

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