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Hebeloma mesophaeum


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Inviato 28 novembre 2008 - 22:19

Hebeloma mesophaeum

(Pers.) Quél., Mém. Soc. Émul. Montbéliard, Sér. 2 5: 128 (1872)


Basionimo: Agaricus fastibilis subsp. mesophaeus Pers. 1828
Sinonimi: Agaricus fastibilis var. mesophaeus Pers., 1828; Agaricus mesophaeus Fr., 1838: Agaricus mesophaeus var. minor Cooke, 1886; Agaricus strophosus Fr., 1838; Hebeloma pyrophilum G. Moreno & M.M. Moser, 1984 [1983]; Hebeloma flammuloides Romagn., 1983; Hebeloma mesophaeum Pers. Quél 1872 var. mesophaeum; Hebeloma mesophaeum var. minus Cooke, 1886; Hebeloma mesophaeum var. strophosum Fr. Quadr., 1985 [1984]; Hebeloma strophosum Fr. Sacc., 1887; Inocybe mesophaea Pers. P. Karst., 1879; Inocybe versipellis var. mesophaeus Pers. S. Petersen, 1911
Escluso: Hebeloma fastibile sensu Lange 1938] = Hebeloma sordidum Maire, 1914; Hebeloma mesophaeum var. lacteum Vesterh., 1989 = Hebeloma sordidum Maire, 1914; Hebeloma mesophaeum var. crassipes Vesterh., 1989 = Hebeloma sordidum Maire, 1914.

Descrizione della raccolta: “parzialmente desunta dalle fotografie della raccolta e dall'exsiccatum”.
Pileo fino a 30 mm, da convesso a piano-emisferico, con basso e largo umbone, margine involuto, poco viscoso, molto chiaro, quasi bianco, appena leggermente ocraceo nella zona discale, in seguito più uniformemente ocraceo su tutta la superficie, ricoperto da resti di velo distribuito su tutta la superficie.
Lamelle da adnate a sub-decorrenti negli esemplari adulti, mediamente fitte, frammiste a lamellule, ocra-biancastro in gioventù quindi rosato-ocracee, infine brunastro-rugginose, filo lamellare leggermente più chiaro, finemente crenulato.
Stipite 50 x 2-4 mm, cilindrico, alle volte curvo in basso e con base leggermente allargata ma non bulbosa, fibrilloso, ricoperto da manifesti resti di velo araneoso, di colore biancastro, tanto da formare una zona pseudo anulare nella zona superiore; all’inizio pieno, poi fistoloso, all'inizio di colore biancastro quindi ocra pallido, fortemente imbrunente nella zona basale.
Carne soda nel giovane, bianca, poi ocracea, basidiomi annerenti solo nel gambo in exsiccatum. Odore e sapore non testati.

Microscopia.
Spore (7,53) 8,15-9,78 (11,22) x (4,51) 4,82-5,76 (6,36) µm, in media 8,91 x 5,24 µm, Q. = (1,39) 1,56-1,81 (1,84), Q.m.= 1,7; Vol. = (84,6) 99,31-169,2 (233,9) Vol.m.= 130,1; da ellissoidi a subamigdaliformi in proiezione laterale, ovoidi in proiezione frontale, giallo-grigio-verdastro in Ammoniaca, lisce o appena segnate nel profilo a forti ingrandimenti, perisporio non distaccato, non destrinoidi.
Basidi (25,4) 27,8-33,3 (34,3) x (7,0) 7,1-9,3 (10,4) µm, in media 30,0 x 8,0 µm, clavati, tetrasporici.
Cheilocistidi (36,3) 42,1-61,5 (69,3) x (6,4) 7,9-11,6 (13,7) µm, collo Ø (4,1) 4,2-6,5 (7,1)µm, in media 52,2 x 9,5 x 5,3 µm, in maggior parte lageniformi con base ventricosa e lungo collo, apice dello stesso diametro o appena leggermente allargato, in minor numero di forma sub cilindrica e con base non ventricosa, densamente fascicolati su tutto il filo lamellare, orlo sterile, sovrastanti e frammisti a delle cellule cistidioidi "Paracistidi?" (10,8) 12,3-18,9 (20,3) x (6,6) 6,8-10,8 (13,6) µm, in media 14,6 x 8,6 µm, di forma clavata, spesso settate alla base, tappezzanti il filo lamellare nella zona sottostante i cheilocistidi.
Trama lamellare formata da ife cilindriche con Ø (2,9) 3,0-6,7 (7,8) µm, in media 4,4 µm, ialine; pleurocistidi non notati.
Pileipellis in ixocute spessa 100-240 µm, formata da ife cilindriche, disposte disordinatamente ed immerse in un gel, filiformi, cilindriche, con Ø 1-6 µm, a parete finemente incrostata.
Caulopellis formata da ife parallele con Ø (1,9) 2,0-7,6 (10,1) µm, ialine.
Caulocistidi (33,9) 36,5-55,4 (56,2) x (4,6) 5,1-13,8 (13,9) µm, collo Ø (4,4) 4,6-6,5 (7,4) µm, in media 47,3 x 9,5 x 5,6 µm, lageniformi con base ventricosa e lungo collo, apice dello stesso diametro o appena leggermente allargato, frammisti ad altri di forma sub cilindrica e con base non ventricosa ed a cellule cistidioidi "paracaulocistidi" (15,8) 15,9-23,7 (25,2) x (5,7) 5,9-13,4 (14,4) µm, in media 18,7 x 9,3 µm, clavati, ialini, disposti a piccoli gruppi più o meno densi nel primo quarto dello stipite,.
Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma.

Osservazioni: ancora una volta ci troviamo di fronte ad una raccolta che, non ci può lasciare indifferenti, non tanto per l'ecologia particolare della raccolta "su terreno bruciato" il che, per quanto riguarda Hebeloma mesophaeum, seppure non sempre comune viene spesso citata nella letteratura moderna (VESTERHOLT J., 2005), ma per l'aspetto non certo "tipico", che, lo avvicina moltissimo a Hebeloma sordidum Maire 1917.
Da quest'ultimo lo possiamo separare, principalmente, per il gambo che, nel nostro, tende ad annerire fortemente mentre in H. sordidum non annerisce, oppure scurisce appena, e per le misure sporali, minori a 10 µm, nelle medie.
Per quanto riguarda gli Hebeloma che, nascono su terreni, precedentemente, invasi da incendi, possiamo sentirci di escludere: Hebeloma anthracophilum Maire, 1910 = Hebeloma birrus (Fr.) Gillet 1874; per la destrinoidia positiva, la forma e la forte ornamentazione delle spore, con perisporio distaccato e per i colori estremamente caldi dei basidiomi.
Hebeloma funariophilum M.M. Moser, 1970 = Hebeloma pseudoamarescens (Kühner & Romagn.) P. Collin, 1988; per la destrinoidia positiva, l'ornamentazione sporale di media entità e la loro forma particolare e per l'aspetto dei basidiomi che fanno ricordare piuttosto una specie appartenente al genere Galerina che un classico Hebeloma.
Per quanto riguarda Hebeloma pyrophilum G. Moreno & M.M. Moser, 1984, in questo lavoro viene considerato come sinonimo di H. mesophaeum.

Habitat e Raccolte studiate: N. scheda: 3894. Data di ritrovamento: 20/11/2008. Località: Bosco del Bucione Santo Stefano. Comune: Torricella Sicura. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza slm: f. 3. Habitat: Bosco di quercia e latifoglia nel bruciato tra Funaria hygrometrica. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo Bruno.

Bibliografia:
BON M., 2002: Clé de determination du genre Hebeloma. Documents mycologiques, T. XXXI, Fascicule n°123, 3-40.
Breitenbach J. & F. Kränzlin - 2000 - Champignons de Suisse, tome 5. Mykologia, Lucerne.
La Chiusa L. 1999 - Contributo allo studio del genere Hebeloma - II. Hebeloma carbonicoli RdM, 1999, 4: 371-326
VESTERHOLT J., 2005 - The genus Hebeloma; Fungi of Northern Europe, Vol. 3.
ZUGNA M. 2003 - http://www.ambmuggia...amp;hl=anthraco



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foto Bruno de Ruvo



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Hebeloma mesophaeum Hebeloma mesophaeum (Pers.) Quél., Mém. Soc. Émul. Montbéliard, Sér. 2 5: 128 (1872)

In foto: pileipellis


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Hebeloma mesophaeum (Pers.) Quél., Mém. Soc. Émul. Montbéliard, Sér. 2 5: 128 (1872)

In foto: cheilocistidi

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Hebeloma mesophaeum (Pers.) Quél., Mém. Soc. Émul. Montbéliard, Sér. 2 5: 128 (1872)

In foto: cheilocistidi, basidi e trama lamellare


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Hebeloma mesophaeum (Pers.) Quél., Mém. Soc. Émul. Montbéliard, Sér. 2 5: 128 (1872)

In foto: spore melzer

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Hebeloma mesophaeum (Pers.) Quél., Mém. Soc. Émul. Montbéliard, Sér. 2 5: 128 (1872)

In foto: spore Ammoniaca 5%


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Hebeloma mesophaeum (Pers.) Quél., Mém. Soc. Émul. Montbéliard, Sér. 2 5: 128 (1872)

In foto: spore, misure

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Hebeloma mesophaeum (Pers.) Quél., Mém. Soc. Émul. Montbéliard, Sér. 2 5: 128 (1872)

In foto: caulocistidi


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