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Hebeloma velutipes


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#1 marinetto

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Inviato 21 ottobre 2010 - 22:29

Hebeloma velutipes Bruchet, Bull. mens. Soc. linn. Lyon 39 (6 [Suppl.]): 127 (1970)

Basionimo: Hebeloma velutipes Bruchet, (197°: 127. Holotipe: France, Ain, Les Echets (LY).
Sinonimi: Hebeloma longicaudum sensu Lange (1938a).
Hebeloma subtestaceum (Batsch), (1789).
Hebeloma subtestaceum (Batsch) Kuyper, Persoonia, Suppl. 3: 236 (1986), non subtestaceum Murrill, (1917)
Hebelomatis velutipes (Bruchet) Locq., Fl. Mycol., 3. Cortinariales - A.: 146 (1979) [1977]

Quadro macroscopico della raccolta
Basidiomi di taglia media e colori chiari, stipite pruinoso, cheilocistidi clavati, spore mediamente ornamentate fortemente destrinoidi.
Pileo 30-45 mm, all’inizio convesso, in seguito piano-emisferico, con basso e largo umbone, margine leggermente involuto; viscosetto con il tempo umido, alutaceo, da biancastro ad ocra molto chiaro, crosta di pane al disco, via via più chiaro in periferia, margine intero, privo di resti velari.
Lamelle sub-ventricose, adnate, sinuosette, piuttosto fitte, intercalate da 3-5 lamellule, in gioventù di colore biancastro sporco, in seguito ocra-grigiastro, infine cioccolato; filo lamellare finemente crenulato, più chiaro, con numerose goccioline acquose ialine o brunastre per le spore.
Stipite 25-50 x 5-8 mm, cilindrico con base di uguale spessore oppure leggermente allargata, anche ricurva , completamente ricoperto da una densa e fine pruina, specialmente nella zona apicale, vellutato verso la base, da bianco a ocra molto pallido, non imbrunente, all’inizio pieno poi cavo, base con feltro miceliare e brevi rizoidi di colore bianco.
Carne soda nel giovane, poi fibrosa, bianca, poi ocracea, al taglio di odore dolciastro, oleoso “simile a quello di alcune Ramaria, dopo sfregamento della carne o delle lamelle appena leggermente rafanoide. Sapore rafanoide, oleoso, all’inizio dolce, dopo masticazione prolungata appena amarescente.
Basidiomi non annerenti in exsiccatum.

Quadro microscopico della raccolta
Spore (10,65) 11,38-12,70 (13,28) x (6,23) 6,46-7,07 (7,40) µm, in media 12,04 x 6,75 µm, Q. = (1,53) 1,67-1,88 (1,96), Q.m. = 1,78, Vol. = (219) 253-332 (351) µm³, Vol.m = 288µm³; in proiezione laterale amigdaliformi, papillate, ovoidi in proiezione frontale, fortemente destrinoidi, pallide in H2O, finemente ornamentate, perisporio aderente, molto raramente scollato, parete spessa e apicolo laterale ben evidente.
Basidi 27,5-35,8 x 9,0-11 µm, Q.m. = 3,0, Vol.m = 1876 µm³, tetrasporici.
Cheilocistidi di tre tipologie, in maggioranza cilindrico-clavati, con base ristretta, lunghi e sinuosi, in alcuni casi subcapitulati, misuranti 47-85 x 3-9 µm, con apice largo 7-13 µm, in minor misura di tipologia cilindrico-clavata e base ventricosa, misuranti 32-50 x 8-11 µm, con apice largo 4-8 µm, e numerosi di tipologia subfusiforme, spesso con un setto “due”, nella zona basale, misuranti 21-33 x 8-10 µm, fittamente disposti lungo tutto il filo lamellare. Pleurocistidi assenti.
Trama lamellare ħ parallela, formata da ife cilindriche, ialine.
Pileipellis in ixocutis con tendenza a ixotricoderma spessa 112-285 µm, formata da ife filiformi, cilindriche, con diametro 2-3,5 µm, congofile disposte disordinatamente ed immerse in un gel, le più grosse a parete incrostata, con terminali affusolati con diametro 3,5-8, debolmente pigmentati di bruno-giallastro, alle volte incrostanti. Subpellis a struttura pseudoparenchimatica, cellule misuranti 10-27 x 7-17 µm.
Caulopellis formata da ife parallele 3-9 µm, di diametro.
Caulocistidi 62-114 x 4-7 µm, con apice largo 6-9 µm³, cilindrico clavati, molto lunghi, simili ai cheilocistidi ma meno sinuosi, riuniti in folti mazzetti su buona parte della lunghezza dello stipite; non osservati caulocistidi di tipologia lageniforme o fusoide.
Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma.

Osservazioni
H. velutipes è specie vicina a H. crustuliniforme (Bulliard) Quélet, dal quale si differisce per la taglia minore, le spore destrinoidi e la diversa morfologia dei cheilocistidi. Gli è simile anche H. leucosarx che però manifesta colori pileici più scuri, spore debolmente destrinoidi, e pileipellis strutturata diversamente.
La raccolta ha manifestato delle cellule marginali, che io ho interpretato come cheilocistidi, a tipologia subfusiforme con uno o, più raramente, due setti basali, della quale non ho trovato riscontri nella bibliografia da me consultata.
Anche l’odore ed il sapore non sono consoni a quanto descritto nella bibliografia sui generis ma, per quanto riguarda questi sensi sappiamo bene che essi possono facilmente essere interpretati in modi diversi.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale fresco.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 2% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l’accertamento della destrinoidia delle spore.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia.
Le foto macro sono eseguite in habitat e/o, se necessario, in studio, con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D + obiettivo Canon EF 100mm f/2.8 Macro USM. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con il corpo macchina della medesima fotocamera, posto sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Habitat e Raccolte studiate. N. scheda: 4527. Data di ritrovamento: 20/10/2010. Località: Muggia, zona Scuola Media Statale. Comune: Muggia (TS). Coordinate geografiche: 45°35'53.10"N 13°45'58.12"E. Altezza slm: 7.
Habitat: Nel prato curato di un giardino condominiale ad alcuni metri di un esemplare di Picea abies e uno di Tuya spec., più distanti, Juglans regia e Magnolia grandiflora, coabitanti con alcuni Agaricus bresadolanus. Legit: Bruno Petronio. Determinatore: Zugna M.

Bibliografia
BON M., 2002 - Clé de determination du genre Hebeloma. Documents mycologiques, Tome XXXI, Fascicule n°123, 3-40.
BREITENBACH J. & F. KRÄNZLIN – 2000 - Champignons de Suisse, tome 5. Mykologia, Lucerne.
GRILLI E. - 1997 - Ridescrizione dei caratteri micromorfologici di Hebeloma hiemale. BGMB 40 (2-3): 251-260, 1997
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
LA CHIUSA L. 1999 - Contributo allo studio del genere Hebeloma, RdM, 1999, 3: 221-240
VESTERHOLT J., 2005 - The genus Hebeloma; Fungi of Northern Europe, Vol. 3.


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Inviato 21 ottobre 2010 - 22:31

Hebeloma velutipes Bruchet, Bull. mens. Soc. linn. Lyon 39 (6 [Suppl.]): 127 (1970)

In foto: pileipellis


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Inviato 21 ottobre 2010 - 22:33

Hebeloma velutipes Bruchet, Bull. mens. Soc. linn. Lyon 39 (6 [Suppl.]): 127 (1970)

In foto: cheilocistidi


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Inviato 21 ottobre 2010 - 22:34

Hebeloma velutipes Bruchet, Bull. mens. Soc. linn. Lyon 39 (6 [Suppl.]): 127 (1970)

In foto: spore Melzer


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Inviato 21 ottobre 2010 - 22:37

Hebeloma velutipes Bruchet, Bull. mens. Soc. linn. Lyon 39 (6 [Suppl.]): 127 (1970)

In foto: spore, H2O


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#6 marinetto

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Inviato 21 ottobre 2010 - 22:37

Hebeloma velutipes Bruchet, Bull. mens. Soc. linn. Lyon 39 (6 [Suppl.]): 127 (1970)

In foto: spore, diagramma


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sporata
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#7 marinetto

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Inviato 21 ottobre 2010 - 22:38

Hebeloma velutipes Bruchet, Bull. mens. Soc. linn. Lyon 39 (6 [Suppl.]): 127 (1970)

In foto: caulocistidi


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