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Hebeloma birrus


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#1 marinetto

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Inviato 06 novembre 2012 - 18:34

Hebeloma birrus (Fr.) Gillet, (1874)


Basionimo: Agaricus birrus Fr., Epicr. syst. mycol. (Upsaliae): 179 (1838)
Sinonimi: Hebeloma anthracophilum Maire 1908.
Hebeloma danicum Gröger, Z. Mykol. 53(1): 53 (1987).
Hebeloma pumilum J.E. Lange, Fl. Agaric. Danic. 5(Taxonomic Consp.): IV (1940).

Hebeloma spoliatum sensu NCL (1960), auct. mult.; fide Checklist of Basidiomycota of Great Britain and Ireland (2005).


Posizione sistematica: Strophariaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi.

Descrizione macroscopica
Pileo 60-70 mm, all’inizio subemisferico, poi convesso, in seguito piano-convesso con margine leggermente inflesso, porzione discale con basso e largo umbone ottuso. Cuticola viscosetta con il tempo umido, con il secco apparentemente asciutta, in questo caso con residui di substrato. In gioventù di colore piuttosto uniforme, crema-ocraceo, crosta di pane e margine concolore, tendente qua e là a macchiarsi di chiazze brunastre, specie nelle parti lesionate o manipolate, privo di evidenti resti velari.
Lamelle ventricose, sinuosette, smarginate al gambo, intercalate da lamellule, in gioventù crema-ocracee, in seguito ocraceo-brunicce, infine brunastre, filo lamellare leggermente più chiaro, molto finemente crenulato, micro-gocciole non osservate.
Stipite 190-220 x 13-15 mm, cilindrico, sinuoso, porzione basale da radicante a strettamente fittonante, finemente pruinoso in alto, fibrilloso sul resto della superficie, fortemente fibroso nella corteccia; di colore bruno-ocraceo più o meno intenso, pieno, poi midolloso. Alla base son presenti evidenti residui velari a placche, di colore crema-biancastri.
Carne soda ed elastica nel pileo, dura e molto fibrosa nello stipite, biancastra nel pileo e nella parte superiore dello stipite, ocraceo-brunastra in basso, imbrunente con l’età ed in essiccata. Basidiomi non annerenti in exsiccatum.
Odore oleoso misto ad una componente cioccolato, mai rafanoide.
Sapore dolce, oleoso nello stipite.

Descrizione microscopica
Spore (8,5) 9,7-11,4 (11,9) x (5,2) 5,7-6,3 (6,) µm, in media 10,47 x 6,08 µm, Q. = (1,5) 1,6-1,8 (1,9), Q.m. = 1,72, Vol. = (130) 169-243 (252) µm³ , Vol.m. = 203 µm³, in proiezione laterale amigdaliformi, con papilla evidente ma poco un po’ schiacciata, strettamente ovoidi in proiezione frontale, distintamente verrucose anche a bassi ingrandimenti (O3), perisporio distintamente allentato in quasi tutte le spore (P2-3), istantaneamente e fortemente destrinoidi (D4), giallo-rugginose in KOH, parete spessa.
Basidi 27,6-34,6 x 6,4-8,0 µm, in media 30,4 x 7,3 µm, , Q.m. = 4,1, Vol.m. = 856 µm³, da strettamente clavati a subcilindrici e con restringimento ventrale, tetrasporici, raramente bisporici.
Trama lamellare formata da ife ialine, cilindriche, poco differenziate nel mediostrato con diametro di 5,4-9,4 µm, subimenio filamentoso poco differenziato.
Cheilocistidi(25,6) 30,0-50,2 (56,5) x (2,7) 3,9-7,2 (7,9) µm, apice (3,8) 3,9-6,3 (7,5) µm, in media 40,70 x 5,60 apice 5,32 µm³, da cilindrici con apice leggermente allargato a strettamente clavati, alle volte con apice bifido, più raramente strettamente lageniformi, flessuosi, densamente fascicolati su tutto il filo lamellare al punto da renderlo sterile; pleurocistidi assenti.
Pileipellis in ixocute spessa (377) 382-452 (466) µm, formata da ife congofile, disposte disordinatamente, molto frequentemente spezzate ed immerse in un gel. Suprapellis formata da ife ialine, a parete finemente incrostata, filiformi, cilindriche, con diametro 1,9-4,9 µm, terminali di pari spessore o appena più larghi con diametro 3,6-5,1 µm. Subpellis composta da ife con diametro 5,2-12,0 µm, ialine o leggermente pigmentate di giallo. Pleurocistidi assenti.
Caulopellis disposte in cutis formata da ife cilindriche, ialine a parete finemente incrostata con diametro (2,2) 2,6-4,5 (4,9) µm.
Caulocistidi (15,1) 16,7-47,8 (52,5) x (3,2) 3,3-7,9 (8,3) µm,apice 3,9-9,0 (10,3) µm, in media 33,4 x 5,4 apice 6,59 µm³, flessuosi, da cilindrici con apice di pari spessore o subcapitulato, a strettamente clavati, spesso plurisettati, più raramente lageniformi, riuniti in folti mazzetti nella porzione superiore dello stipite.
Giunti a fibbia abbondantemente presenti in tutti i tessuti del basidioma.

Osservazioni
Marcel Bon, nella sua chiave sul genere Hebeloma (Bon, 2002), inserisce H. birrus, nel Sottogenere Hebeloma, Sezione Scabrispora Romagn., Sottosezione Calyptrospora Bon, nella quale raggruppa le otto specie con resti ± evidenti di cortina, prive di velo, con spore ± caliptrate, Habitat sia terricolo che carbonicolo.
Jan Vesterholt, nella sua ultima opera (Vesterholt, 2005), lo pone nella Sezione Myxocybe (Fayod) Konr. & Maubl., Sottosezione Scabrispora Romagn., riduce le specie a sei, sinonimizzando con H. birrus diversi taxa. Ammette la presenza di velo “anche copioso” specialmente per H. birrus e conferma le rimanenti caratteristiche distintive della Sottosezione.
Come si evince da quanto riportato sopra, H. birrus verrebbe definito, almeno da un AA., sostanzialmente, privo di residui velari. Noi possiamo segnalare che per quanto riguarda la raccolta in oggetto essa ha evidenziato dei resti di velo, abbastanza copiosi e persistenti, alla base dello stipite, confermando le osservazioni di Vesterholt.
H. birrus spesso, anche se non sempre, evidenzia uno stipite radicante, in questa raccolta esso si è dimostrato molto radicante e con evidenti resti velari alla base.
Questa potrebbe essere la spiegazione del fatto che non sempre si trovino resti evidenti di velo in quanto, essendo lo stipite profondamente interrato, spesso i resti velari rimangono nel substrato. In quanto all’odore, esso si è dimostrato un misto di erbaceo e cioccolatoso mentre il suo sapore è risultato dolce ed oleoso.
Nella sua recente opera (Vesterholt, 2005), sinonimizza Hebeloma anthracophilum Maire 1908, con H. birrus, ammettendo per questo un trofismo preferente substrati nitrogeni, siano essi prodotti dal passaggio del fuoco sia da resti di deiezioni animali. Per ulteriori osservazioni si faccia riferimento a (Zugna, 2007-2008).

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale fresco. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O. Ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari.
Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l’accertamento della destrinoidia delle spore e la loro eventuale ornamentazione. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, ottenute da altre zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tener conto di eventuali ornamentazioni. Per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all’Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx . Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto macro non sono eseguite in habitat con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D + obiettivo Canon EF 100mm f/2.8 Macro USM. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con il corpo macchina della medesima fotocamera, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati di raccolta
N. scheda: 4915. Data di ritrovamento: 04/11/2012. Località: Vrkovlje. Comune: Sezana (SLO). Coordinate geografiche: 45°43'54.32"N 13°49'34.99"E. Altezza slm: 318. Habitat: Quercus sp. Ostrya carpinifolia, Fraxinus ornus, su terreno calcareo. Legit: Demartin Paolo. Determinatore: Zugna M. Data inserimento in erbario: 06/11/2012.

Bibliografia
BON M. (2002) - Clé de determination du genre Hebeloma. Doc. mycologiques, Tome XXXI, Fascicule n°123, 3-40.

BREITENBACH J. & F. KRÄNZLIN (2000) - Champignons de Suisse, tome 5. Mykologia, Lucerne.
GRILLI E. (1997) - Ridescrizione dei caratteri micromorfologici di H. hiemale. BGMB 40 (2-3): 251-260, 1997
LA CHIUSA L. (1999) - Contributo allo studio del genere Hebeloma, RdM, 1999, 3: 221-240
LA CHIUSA L. – (2007) - Introduzione allo studio del genere Hebeloma. BGMB (n.s.) 50 (1-3): 7-114.
VESTERHOLT J., (2005) - The genus Hebeloma; Fungi of Northern Europe, Vol. 3.
Zugna M. (2007) - http://www.ambmuggia...289&hl=anthraco
Zugna M. (2008) - http://www.ambmuggia...age__hl__birrus


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Inviato 09 novembre 2012 - 01:07

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In foto: pileipellis.

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In foto: subpellis.

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Inviato 09 novembre 2012 - 01:09

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In foto: cheilocistidi.

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In foto: basidi.

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In foto: spore, Melzer.

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Inviato 09 novembre 2012 - 01:13

Hebeloma birrus (Fr.) Gillet, (1874)

In foto: spore, KOH.

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In foto: caulopellis

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Inviato 09 novembre 2012 - 01:15

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In foto: caulocistidi.

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