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Hebeloma porphyrosporum


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#1 marinetto

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Inviato 07 gennaio 2018 - 22:15

Considerazioni su un ritrovamento di Hebeloma porphyrosporum

in località Lanterna nel comune di Torre (Croatia)

 

Paolo Picciola

Via d’Alviano 86, 34100 Trieste paolo.picciola@libero.it

Marino Zugna

Località Riostorto 7, 34015 Muggia marinozugna@gmail.com

 

Introduzione

Viene descritta una raccolta di Hebeloma porphyrosporum, proveniente da una lecceta litoranea dell’Istria croata e ne viene discussa la sua indipendenza da Hebeloma sarcophyllum (Peck) Sacc.

 

Hebeloma porphyrosporum Maire (1931): 14 (MPU)

Sinonimi: Sarcoloma porphyrosporum (Maire) Locq., Fl. Mycol., 3. Cortinariales-A.: 146 (1979) [1977]

Sistematica: Hymenogastraceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

 

Materiali e Metodi

Lo studio è stato compiuto su esemplari freschi. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O. Ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 2% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari.

Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l’accertamento della destrinoidia delle spore e la loro eventuale ornamentazione. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, ottenute da sporata, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tener conto di eventuali ornamentazioni. Per le misure dei cheilocistidi (Nota*), abbiamo adottato la metodologia utilizzata (Becker et alt. 2016), nella monografia sul genere Hebeloma. Per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento a http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx. Le foto dei soggetti sono state eseguite in studio con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 5D Mark II. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

 

Descrizione macroscopica della raccolta

Pileo 65-100 mm, piano-convesso, orlo leggermente involuto, non striato, superficie liscia e brillante con il secco, viscida con l’umidità, con macule o zonature irregolarmente disposte, dapprima di colore beige molto chiaro poi leggermente beige-ocraceo piuttosto uniforme, la porzione discale assume una tinta ocra carico con la maturazione.

Lamelle lievemente adnate, piuttosto fitte (65L), non lacrimanti, intercalate da 3-4 lamellule, all’inizio carnicino-rosate, poi porpora-carnicine, infine color cioccolato, filo crenulato.

Stipite 63-70 x 10-18 mm, base con evidente bulbo largo 20-32 mm, sodo, abbastanza elastico, cilindraceo, pieno, quindi fistoloso, apice finemente pruinoso per una decina di mm, longitudinalmente striato, decorato da minuscole fibrille verso il basso, uniformemente di colore bianco sporco.

Cortina assente.

Carne nel pileo e nello stipite bianca immutabile, leggermente imbrunente nella porzione basale.

Odore lieve, dolciastro, ricorda il frutto della Ceratonia siliqua (carruba).

Sapore dolce, solo dopo prolungata masticazione si avverte un leggero retrogusto amarognolo.

Sporata colore marrone cioccolato.

 

Descrizione microscopica della raccolta

Spore in proiezione laterale amigdaliformi, subovoidi in proiezione frontale, spesso con papilla liscia, ialina poco destrinoide, verrucose O3, caliptrate, perisporio allentato P2,P3, fortemente destrinoidi D3,D4, parete spessa, apiculo ialino, Q. = (1,72) 1,781-1,94-2,01 (2,18), Vol. = (135) 152-169-246 (280) µm³.

 

spore.jpg

 

Basidi (29,6) 29,8-33,2-35,5 (35,8) x (7,7) 7,8-8,6-9,7 (9,7) µm, tetrasporici, in rari casi bisporici, Q. = (3,3) 3,4-3,9-4,1 (4,1), Vol. = (951) 957-1277-1655 (1655) µm³, da strettamente clavati con restringimento mediano a subcilindrici, tetrasporici raramente bisporici, alle volte contenenti una granulazione verdastra e delle gocce lipidiche rifrangenti.

Cheilocistidi clavati con apice più o meno allargato, raramente, sublageniformi. Pleurocistidi assenti.

 

Rapporto: A/M: (0,4) 1,3-1,5-2,5 (2,8). A/B: (0,5) 0,8-1,4-1,9 (2,1). B/M: (0,6) 0,8-1,6-1,9 (2,0).

 

cheilo.jpg

 

Pileipellis formata da un ixocutis spessa fino a 300 µm, composta da ife con diametro 2,5-4,1-6,5 µm, congofile, disposte disordinatamente, immerse in un gel, Terminali di pari spessore o appena più larghi, subpellis formata da ife con diametro fino a 9,0 µm, filiformi, cilindriche, ialine o leggermente pigmentate, parete liscia o finemente incrostata.

Caulopellis disposta in cutis formata da ife cilindriche, ialine a parete liscia o finemente incrostata con diametro (3,8) 4,1-6,0-10,4 (11,0) µm.

Caulocistidi lungamente clavati, sinuosi, disposti a ciuffi all’estremo apice dello stipite, da scarsi a rarefatti più in basso.

Giunti a fibbia abbondanti in tutti i tessuti del basidioma.

 

Rapporto: A/M: (0,7) 0,8-1,2-1,4 (1,7). A/B: (0,2) 0,3-0,4-0,5 (0,5). B/M: (1,5) 2,1-2,7-3,4 (4,2).

 

caulo.jpg

 

NOTA*

Per la misura dei cistidi vengono utilizzate 4 misurazioni: L, A, M, B e ne sono calcolati i tre rapporti “A/M, A/B, B/M".

(L = Lunghezza).

(B = Larghezza massima nel terzo inferiore).

(M = Larghezza minima nella parte mediana).

(A = Larghezza massima vicino all'apice).

Per descrivere la forma dei cistidi, in un modo più preciso, vengono raffrontati i tre rapporti con i seguenti parametri: A/M - A/B - B/M.

 

Dati di raccolta

scheda: 7372. Data di ritrovamento: 08/12/2017. Località: Lanterna. Comune: Tar / Torre (CRO). Coordinate geografiche: 45°17'30.01"N13°34'43.84E. Altezza s.l.m.: 8. Habitat: Boschetto rado di Quercus ilex, Carpinus orientalis e sporadico Pinus nigra. Determinatore: Zugna M. Legit: Giacca G. & Rosati M.L.

Data inserimento in erbario: 13/12/2017.

 

Osservazioni

Questo raro Hebeloma privilegia i querceti termofili e i boschi misti di Pinus halepensis e Quercus ilex della zona mediterranea d’Europa e dell’Africa Settentrionale. Il suo riconoscimento è notevolmente agevolato per una singolare combinazione di caratteri che lo separano nettamente da tutti gli altri Hebeloma: la sporata rossastra-porpora e l’odore dolciastro che a noi ricorda il frutto della carruba.

In virtù di queste sue peculiarità è stato collocato in una posizione isolata all’interno di Hebeloma, nella Sezione Porphyrospora Konrad & Maubl. (BRUCHET, 1970; MOSER, 1986; BOYLE et al, 2006; BOCCARDO et al., 2008; LA CHIUSA 2007).

Approfondimenti recenti effettuati da BEKER et al. (2016) con l’analisi molecolare hanno accertato che H. porphyrosporum appartiene chiaramente al genere Hebeloma collocandosi in una posizione piuttosto isolata.

Per molto tempo H. porphyrosporum è stato considerato dalla stragrande maggioranza dei micologi europei e d’oltreoceano un sinonimo posteriore della specie americana H. sarcophyllum (Peck) Sacc. (JOSSERAND & SMITH, 1941; MALENÇON & BERTAULT, 1970; MOSER, 1986; BAIANO & FILIPPA, 2005; BOCCARDO et al., 2008).

Di diverso avviso è stato COURTECUISSE (in COURTECUISSE & DUHEM, 1994), il quale ha utilizzato il binomio di R. Maire (porphyrosporum) senza citare H. sarcophyllum, mentre BON (2002) tratta le due specie separatamente.

GRILLI (2008) ha espresso dei dubbi in merito a questa sinonimia.

Anche BEKER et al. (2016) hanno preferito nominare questo singolare Hebeloma con il binomio di Maire.

Da un punto di vista micromorfologico, H. porphyrosporum si differenzia da H. sarcophyllum per le misure sporali maggiori (11-15 x 5-6 µm in MAIRE, 1931; 9,5-12 x 6-7,2 µm in MALENÇON & BERTAULT, 1970).

JOSSERAND & SMITH (1941) riportano per H. sarcophyllum, sulla base di uno studio effettuato sul materiale originario di Peck, i seguenti valori: 7-9 (10) x 4-5 µm.

Sempre SMITH (1984) prendendo in esame collezioni di H. sarcophyllum provenienti dagli stati di New York e Michigan, riporta le seguenti misure sporali: 7.5-10 x 4.5-5.5 (6) µm.

Le misure sporali della presente raccolta si sovrappongono a quelle di H. porphyrosporum, inoltre le pareti sporali sono risultate essere leggermente caliptrate, carattere non riportato nella specie americana.

 

Bibliografia

BAIANO G. & M. FILIPPA (2005) – Alcune raccolte interessanti effettuate durante il Comitato Scientifico di Vanchiaturo. Pagine di Micologia 23: 7-12.
BEKER, H.J.; EBERHARDT, U.; VESTERHOLT, J. (2016) - Hebeloma (Fr.) P. Kumm. Fungi Europaei. 14:1-1218.

BOCCARDO F.; TRAVERSO M.; VIZZINI A. & ZOTTI M. (2008) - Funghi d’Italia. Zanichelli.

BOYLE H., ZIMDARS B.; C. RENKER & F. BUSCOT (2006) - A molecular phylogeny of Hebeloma species from Europe. Mycological research 110: 369-380.

BON M. (2002) - Clé de determination du genre Hebeloma. Doc. mycologiques, Tome XXXI, Fascicule n°123, 3-40.

BRUCHET G. (1970)Clé de déterminatio du genre Hebeloma. Documents Mycologiques 31: 3-40.

GRILLI E. (1997) - Ridescrizione dei caratteri micromorfologici di H. hiemale. BGMB 40 (2-3): 251-260, 1997.

GRILLI E. (2008) – Type studies in Hebeloma on some little-known North American species described by F.S. Earle and W.A. Murril Micol. Veg. Medit. 23:83 - 119.

JOSSERAND M. & A.H. SMITH (1941)Notes on the sinonymy of french and american agarics – II. Mycologia 3:490-492.

LA CHIUSA L. (1999) - Contributo allo studio del genere Hebeloma, RdM, 1999, 3: 221-240

LA CHIUSA L. (2007) - Introduzione allo studio del genere Hebeloma. BGMB (n.s.) 50 (1-3): 7-114.

MAIRE R. (1931) – Champignons nord-africains nouveaux ou peu connus. Bull. Soc. Hist. Afr. Nord, 22:14-17.

MALENÇON G. & R. BERTAULT (1970) - Flore des champignons superieurs du Maroc –Tome I. Rabat.

MOSER M. (1986) – Guida alla determinazione dei funghi. Ed. Saturnia. Trento.

PECK C.H. (1873) - Annual Report on the New York State Museum of Natural History. 23:27-135.

SMITH A. H. (1984) - Studies of species of Hebeloma (Fr.) Kummer from the Great Lakes Region of North America I. Sydowia 37:271-283.

VESTERHOLT J. (2005) - The genus Hebeloma; Fungi of Northern Europe, Vol. 3.

 

Hebeloma porphyrosporum 7372 05.JPG

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Marino Zugna
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Hebeloma porphyrosporum Maire (1931): 14 (MPU)

In foto: Pileipellis

 

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Hebeloma porphyrosporum Maire (1931): 14 (MPU)

In foto: Cheilocistidi

 

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Hebeloma porphyrosporum Maire (1931): 14 (MPU)

In foto: Basidi

 

Hebeloma porphyrosporum 7372 25.JPG

 

Hebeloma porphyrosporum 7372 27.JPG


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Hebeloma porphyrosporum Maire (1931): 14 (MPU)

In foto: Spore, Melzer

 

Hebeloma porphyrosporum 7372 36.JPG


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Hebeloma porphyrosporum Maire (1931): 14 (MPU)

In foto: Spore, KOH

 

Hebeloma porphyrosporum 7372 45.JPG

 

Hebeloma porphyrosporum 7372 46.JPG

 

Hebeloma porphyrosporum 7372 47.JPG

 

Hebeloma porphyrosporum 7372 48.JPG

 

Hebeloma porphyrosporum 7372 53.JPG

 

Hebeloma porphyrosporum 7372 54.JPG


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Hebeloma porphyrosporum Maire (1931): 14 (MPU)

In foto: Caulopellis

 

Hebeloma porphyrosporum 7372 64.JPG


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Hebeloma porphyrosporum Maire (1931): 14 (MPU)

In foto: Caulocistidi

 

Hebeloma porphyrosporum 7372 59.JPG

 

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Hebeloma porphyrosporum 7372 63.JPG


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